TUTTA COLPA DEL MARE (e anche un po’ di un mojito) di CHIARA PARENTI

Maia Marini è una trentaduenne milanese. Dopo anni di studio e sforzi inimmaginabili, si sente realizzata. Carriera molto promettente, taglia 40, fidanzato benestante… cosa si desidera di più dalla vita? È felice – o almeno ritiene di esserlo.

Be’, è vero, il suo fidanzato è un tantino snob; la vuole sempre più magra, sempre più sorridente – di quei sorrisi che hanno le persone in, falsi e scomodi – e sempre meno passionale. I loro incontri sono gelidi, formali. Sembrano compagni di golf, più che fidanzati. Lei non si sente protetta, non si sente appagata, non si sente completa. Si convince che, in fondo, vada bene così. È un’unione consolidata, d’altronde – questo è quello che si ripete, forse per colmare quel vuoto che sente nell’anima –, di quelle unioni che si tengono su per rispetto e stima. Un’unione da grandi.

Non dimentichiamo che il suo capo – gentilmente soprannominato Ciccio Cianuro per stazza e indole – la fa lavorare come una schiava giorno e notte, ledendo la sua dignità e ogni diritto umano. Vive con il telefono attaccato alle orecchie, Maia, andando via dall’ufficio persino dopo la signora delle pulizie. Dorme poco; ha persino dimenticato cosa si provi ad avere un pomeriggio libero. Questo lavoro – tanto agognato, tanto bramato – la sta portando allo stremo delle forze.

È davvero così che vuole vivere?

Lei ama il mare. Ama la libertà. Ama la vita.

Ama sentirsi grande, sì, ma non così.

Così schiacciata dal lavoro. Così stremata. Così presa dal cercare un posto solo per lei nel mondo da accontentarsi di un’esistenza tiepida, di un amore che amore non è, di una galletta di riso al posto di un cornetto alla Nutella.

Quando va a Versilia per l’addio al nubilato di un’amica, il posto dove trascorreva le vacanze da ragazzina, tutto cambia. Tutto si trasforma. La vera Maia ritrova Marco, il suo vecchio amore.

Quella notte, pensa che un mojito non potrà che aiutarla a sciogliere il ghiaccio, a tornare indietro per un po’.

La mattina dopo si sveglia – trovando accanto a sé Marco, ovviamente – e non ricorda assolutamente nulla. Non sa assolutamente cosa sia accaduto, in quel venerdì notte pazzo. I suoi amici su Facebook però sanno tutto. C’è un album dedicato a lei, a quella sera.

A quel punto, solo a quel punto, dovrà fare i conti col passato e col presente.

Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.

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