MARCO BIONDI: Colui che la radio in Italia l’ha fatta, resa popolare e diretta ora torna con una nuova sfida!

 

 

 

 


Quando penso a Marco Biondi, penso a quelle volte in cui ero nella mia cameretta ad ascoltare Radio tutto il giorno, facendo zapping tra i miei programmi preferiti e tra le mie emittenti del cuore.
Marco è uno che la Radio in Italia, l’ha fatta, sdoganata, resa popolare e diretta.
Oggi dopo 40 anni, passando per interviste ad artisti che noi tutti gli invidiamo come: DAVID BOWIE, GEORGE MICHAEL, BRUCE SPRINGSTEEN, ROBERT SMITH e tanti altri, lui torna ancora una volta, come una fenice, a parlare di Musica con un’idea che prende valore, grazie proprio alla sua esperienza. La sua nuova sfida si chiama “POP NEWS TV“, ed è visibile in pillole su ben 30 canali del digitale terrestre, oltre che sul web.
La Radio è cambiata, ma Marco Biondi dopo 40 anni è ancora qua! Ora mi aspetto di rivederlo nuovamente alla direzione di un’emittente, magari con quel 10% di persone da lui citate e MAI sparite.


Complimenti per il tuo nuovo progetto “Pop News Tv” innanzitutto. A tal proposito credi che ai giovanissimi interessi ancora saperne di musica oppure ci sono troppi ragazzi che credono di sapere già tutto

Ciao Fabio e grazie per avermi invitato a questa intervista. Parti subito con una bella domanda ahahah… che certi ragazzi credano di sapere già tutto è una caratteristica delle nuove generazioni ma non è giusto “generalizzare”. I saputelli ci sono sempre stati ma a parte questo io credo che siamo in un’era di grande confusione a livello di comunicazione e di informazione. Oggi abbiamo tutto a disposizione ma in proporzione sappiamo meno di prima. Oggi sui social tutti scriviamo chilometri di inchiostro ma in pochi leggono. L’informazione è tanta, troppa e spesso non veritiera. Crediamo di sapere tutto e poi scopriamo che il 30% delle notizie che abbiamo letto sono un fake e che un altro 50% è stato esagerato per meri fini commerciali, di ascolto o di clic. Dobbiamo stare attenti alle nostre fonti, controllare chi scrive cosa, affidarci a testate credibili e non al primo post sponsorizzato o meno che ci passa davanti, controllare la data dell’articolo per evitare di condividere notizie vecchie di anni…insomma leggere facendo molta attenzione alla fonte.Riguardo la musica, sì c’è molta voglia di saperne di più ma spesso i ragazzi non sanno dove cercare le informazioni. L’informazione musicale per alcune grosse teste che guidano certi media, sembra diventata un orco da cui stare lontano mentre invece basta frequentare la gente, i ragazzi, gli adulti e capire che c’è una richiesta davvero forte. Il problema è capire a chi rivolgersi per avere notizie attendibili. Pop News Tv, in punta di piedi e senza arroganza né presunzione, vuole semplicemente ritagliarsi uno spazio credibile all’interno di questa richiesta.

 

Sui tuoi Social ho notato la condivisione di un post riguardante “‘arrivo di Antonello Piroso a “Virgin Radio” con il commento “non la riconosco più”. Polemica o il semplice fatto che alla radio hai dato tutto e non vuoi più tenerti niente?

No figurati nessuna polemica e nulla contro Piroso che è anzi un grandissimo professionista e a cui auguro tutto il meglio. Semplicemente la “mia” Virgin Radio era un’altra cosa. E quindi faccio fatica a riconoscerla anche se devo essere sincero, non la ascolto più da tempo. Non discuto che la nuova Virgin Radio possa poi fare più ascolti di quando ne avevo io la Direzione Musicale, anzi glielo auguro davvero. Oggi ha una visibilità televisiva sicuramente di gran lunga superiore a quando c’ero io, probabilmente c’è più budget a disposizione per realizzare grandi progetti mentre pima dovevamo sempre fare tutto a budget zero o quasi. Il mio “non la riconosco più” è solo in quest’ottica. Ho amato molto quella radio fatta di musica e di pillole, dove il parlato era ridotto al minimo ma quando c’era era ricco di contenuto e raccontato da grandi professionisti ed esperti del settore. Oggi ci sono tante chiacchiere e spesso le tante chiacchiere portano ad un bla bla che onestamente non mi piace molto. Ma parlo da semplice ascoltatore.

 

Secondo te, quanto ancora durerà la radio in Italia, nel modo di concepirla e ascoltarla che abbiamo oggi?

Durerà ancora un po’ ma è chiaro che si sta segnando il futuro. In Italia ogni cambiamento avviene in maniera molto (troppo) lenta, siamo un paese “vecchio” anagraficamente e nei prossimi 15 anni lo saremo ancora di più. Per cui le novità fanno fatica a prendere piede, ci vuole molta pazienza. Pensa soltanto al fatto che molti italiani ancora oggi non usano internet e lo vivono come una cosa misteriosa e difficile da capire ed utilizzare. Pensa al fatto che ancora in molti hanno paura a fare acquisti on line e ti parlo anche di ragazzi giovani, non per forza di adulti o di anziani. Ma il futuro è segnato e personalmente mi piace molto. Si andrà oltre l’FM, volendo si può già andare oggi anche se ci sono ancora alcuni problemi di banda e di connessione da risolvere. Io stesso già da tempo amo ascoltare le radio da app sia in auto che a casa. C’è una quantità di radio da ascoltare in Italia e nel mondo che è incredibile. Sono convinto che l’italiano medio ascolta la radio per abitudine e quindi per abitudine resta su certe radio che probabilmente non lo soddisfano appieno ma sono quelle che magari si avvicinano di più al suo gusto. Ma quando si diffonderà capillarmente la possibilità totale di scelta e questa diventerà un’abitudine, ci sarà sicuramente un riassestamento anche dei dati di ascolto. Ma ci vorranno ancora molti anni qui da noi perché questo succeda

Perché gli editori/direttori continuano a puntare su fantomatiche web star che a stento imbroccano i congiuntivi e non hanno argomenti in diretta? Ancora non hanno capito che i numeri del web non si trasformano in ascolti?

Sai, non me ne vogliano… ma io credo che certi direttori ed editori vivano ancora di concetti radiofonici che sono diventati un po’ obsoleti e cercando di stare al passo coi tempi si affidano a nozioni che sentono in giro ma senza loro stessi esserne convinti e soprattutto capendole poco. Il web, la radio e la tv sono 3 media diversi fra di loro ma possono essere complementari. Ma essere complementari non vuol dire essere uguali, bisogna utilizzarli in maniera differente in base alle esigenze. Un personaggio che sfonda sul web deve lavorare molto per essere forte anche in radio o sulla tv. Frank Matano è uno di quelli che rispecchia perfettamente quello che sto dicendo e televisivamente parlando lo trovo davvero molto forte. Ma certo, nel tempo si è evoluto, oggi non va in tv a fare il Frank Matano del web. Fare la radio è molto difficile, se ne accorgono anche molti personaggi che arrivano dalla tv. Per vincere in radio devi spogliarti del tuo ruolo e capire prima di tutto il mezzo e il tipo di persone che ti ascoltano, che sono differenti ed hanno un approccio diverso rispetto a quello che hanno con gli altri media.

 

Se ti chiamassero domani a dirigere un grosso network, chi ti porteresti con te?

Mah…guarda non credo onestamente che questo succeda, ma in qualsiasi caso dipende di che network stiamo parlando. In base a quello bisogna poi cercare le persone più adatte. Di sicuro prima bisognerebbe capire il perché un network cambia Direttore. Se il cambio è per dare uno scossone perché le cose non vanno bene è un conto, se invece il cambio avviene semplicemente perché magari il Direttore precedente se ne è andato per un’offerta migliore è un altro. Se le cose in quel network vanno comunque bene trovo sia da stupidi e da presuntuosi ostinarsi a cambiarle per forza subito solo per far vedere che sei arrivato tu (eppure questa cosa l’ho vista succedere ancora oggi…allucinante!). La cosa più importante secondo me, durante un cambio così importante è non destabilizzare l’ambiente (come invece ho visto fare…) ma trasmettere serenità e tranquillità, capire bene gli equilibri e le persone. Poi eventualmente si interviene su quello che bisogna migliorare. Riguardo alle persone, io ho una mia squadra pronta ad intervenire appena ce ne fosse bisogno, ma i nomi li tengo per me 😀

Se dovessi convincermi a guardare “Pop News Tv”, cosa mi diresti in un intervento da 30 secondi, in questo caso scritto?

Ti direi di guardarlo perché è veloce, non ti porta via troppo tempo, in 4 minuti ti dice alcune cose importanti riguardanti la musica, in maniera chiara, semplice, non pallosa. Ti direi che lo puoi vedere su 30 canali televisivi importanti e 30 canali televisivi non possono sbagliarsi tutti insieme. Ti direi che te lo puoi vedere o rivedere comodamente anche sul tuo telefonino o sul tuo pc dove vuoi e a qualsiasi ora grazie alla nostra pagina Facebook, al nostro canale Youtube e all’applicazione Flipps. E poi perché parliamo di tutta la musica a 360°, italiana ed internazionale, per cui qualcosa che ti interessa lo trovi sicuramente

 

Quanti miracolati ci sono dietro i microfoni dei network italiani?

Beh tanti sicuramente ma come in tutti i lavori credo. Certo, nella radiofonia di oggi si sente una piattezza mai sentita prima, si sente una pochezza di contenuti e di conoscenza da parte di certi speaker che è piuttosto imbarazzante ma non è sempre colpa loro. Il problema è che spesso sono gli stessi editori o direttori ad obbligare gli speaker a questa pochezza…

Cecchetto, Linus, Hazan o qualcun altro per una sera a cena?

A parte il fatto che una cena con ognuno di loro la farei molto volentieri anche perché credo che avrei ancora oggi molte cose da apprendere da ciascuno di loro, una cena la farei volentieri anche con Alessandro Milan di Radio 24 ed Enrico Ruggeri, 2 personaggi che ammiro davvero molto. Milan non l’ho mai conosciuto, Ruggeri l’ho intervistato molti anni fa ma a parte un piacevolissimo scambio di mail di qualche anno fa poi non ho più avuto il piacere di incontrarlo.

Radio 105 sta cambiando tanto da quando è subentrata Mediaset. Sei a favore oppure contro questo cambio di tendenza?

Radio 105 è una radio che ho avuto la fortuna di vivere in varie fasi della mia vita. Da ragazzino ero un novantanoviano sfegatato, avevo scritto lettere ad Alex Peroni e Loredana Rancati che erano state anche lette in onda. Poi nel 98 ho avuto la fortuna di arrivarci e nel 99 di trasmettere da New York per 1 anno e mezzo il programma “105 Live From New York”. Il cambiamento di questa radio è piuttosto evidente purtroppo…con l’arrivo di Radio Mediaset sono stati inseriti loro personaggi televisivi che l’hanno fatta diventare in alcuni orari “un’altra” Radio 105. Resto fedele da ascoltatore al Capitano Marco Galli e comunque resta una radio che qualche volta ancora ascolto. Ma sentirla così farcita di personaggi televisivi e di musica che arriva dalla televisione mi rattrista un po’

Hai praticamente intervistato chiunque, ma c’è mai stato un grande che avresti voluto buttare fuori dallo studio?

No un grande no, i grandi si approcciano sempre alle interviste con grande umiltà e/o professionismo. Ho intervistato Bowie, Springsteen, Bono, R.E.M., George Michael, Bon Jovi, Joe Cocker, Depeche Mode e moltissimi altri ma con loro non ho mai avuto problemi. Forse ho trovato Robert Smith negli anni 90 un pochino ostico ma conoscendo bene la band ed il suo carattere sapevo che lui non ha mai amato fare interviste per cui tanta manna che sono riuscito a parlare con lui per 15 minuti. Capivo perfettamente che non era una cosa personale anzi, l’intervista è venuta pure bene. Qualche problemino ci può essere stato con qualcuno al primo disco che già si sentiva un fenomeno. Penso ai Charlatans, primo disco e subito numero 1 in classifica e loro completamente pieni di se e decisamente presuntuosi, penso ai Milli Vanilli che ad ogni domanda che facevo si guardavano fra di loro con una faccia strana come a dire “ma che cazzo di domande ci fa questo”…e davano poi risposte svogliate…ma poi nel tempo tutti abbiamo capito. Loro erano solo le facce del gruppo, era un gruppo finto e loro cantavano sempre in playback per cui erano 2 ragazzi immagine. E’ chiaro che davanti a qualsiasi domanda io facessi loro si guardassero…non sapevano proprio cosa rispondere!

In quale delle radio esistenti oggi, ti piacerebbe poter condurre un programma se ti si presentasse l’occasione?

Mah…guarda io ho il massimo rispetto di tutti, che siano network o radio regionali o locali. Il discorso è diverso, io so cosa voglio fare in radio e cosa non voglio fare in radio. Ho le idee molto chiare. La scelta eventualmente dipende da questo. Dopo la mia ultima avventura radiofonica ho avuto trattative con qualche network ma non ci siamo capiti sull’artistico, non siamo nemmeno arrivati a parlare di soldi, figurati. Io non voglio imporre programmi miei, anzi, sono sempre disponibile a discutere tutti gli eventuali progetti. Il problema però è proprio questo…che non si è mai parlato di progetti ma di cose vaghe…se avete un progetto che ritenete possa essere adatto a me, parliamone. Ma che sia un progetto con un senso. In realtà ora c’è qualche radio con cui stiamo affrontando discorsi interessanti ma non farò il nome di nessuna di loro nemmeno sotto tortura! :-D

Quando da giovanissimo, ti capitava di dire alla gente che facevi il Dj e loro ti rispondevano: “E POI COSA FAI”, tu cosa pensavi?

Ahahah pensavo che questi erano ancora nelle caverne…però la cosa mi faceva incazzare perché al di là della frase in sé era il modo in cui te lo dicevano, ti guardavano dall’alto al basso e ti facevano sentire uno sfigato mondiale! La cosa che mi fa ridere, ma lo dico oggi con tanto affetto, è che sono le stesse persone che oggi quando ti vedono ti trattano da loro miglior amico quando magari non siamo mai stati nemmeno amici….ahahahaha

Salutaci con uno sfogo che ti sei sempre tenuto dentro.

Ma sai che non mi viene niente? Forse perché mi piace essere diretto e corretto o almeno ci provo. Non provo rancore verso nessuno, non credo di avere sfoghi particolari da esternare…ecco…forse ci sono rimasto male perché finita la mia ultima avventura radiofonica, il 90% delle persone con cui avevo trascorso i miei ultimi 10 anni sono praticamente sparite da un giorno all’altro. 10 anni vissuti intensamente, giorno dopo giorno e alla fine non è restato nulla. Mai più una telefonata, un messaggio, nemmeno quando ho avuto un serio problema ad un occhio che ho rischiato di perdere… Ma mi viene da dire che probabilmente le avevo sopravvalutate per cui l’errore è stato mio 😀

 

ECCO IL PERSONALISSIMO VIDEO SALUTO DI MARCO…

 

 


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Fabio De Vivo

Nato a Napoli il 22 maggio 1982. Dj, speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore, web content writer ora anche nella famiglia di M SOCIAL MAGAZINE con la rubrica “E POI COSA FAI?”