#Hodettono | Come fermare la violenza contro le donne | esce l’ebook di Alley Oop-Il Sole24 Ore

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre, esce l’ebook di Alley Oop-Il Sole24 Ore – #Hodettono. Come fermare la violenza contro le donne Con il patrocinio del Dipartimento delle Pari Opportunità e la prefazione di Maria Elena Boschi

Fare i conti con la violenza di genere contro le donne che solo in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, conta 6,7 milioni di vittime. Leggendo un fenomeno sotto gli occhi di tutti con la lente dell’economia, dei numeri, dei dati. È questo il cardine dell’ebook “Ho detto no”, pubblicato oggi sul blog Alley Oop- Il Sole 24 Ore che la redazione ha preparato in vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre. Una pubblicazione, patrocinata dal dipartimento per la Pari opportunità e con la prefazione della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che fotografa la violenza attraverso i numeri per contribuire a comprenderne la portata e a individuare gli strumenti migliori per combatterla.

I COSTI DEL FENOMENO 

Innanzitutto i costi. Perché la violenza, oltre a un enorme costo sociale e umano, determina anche un costo ingente per l’intero Paese. In termini di spese sanitarie, giudiziarie, mancata produttività sul lavoro della donna vittima di violenza. In materia manca un’indagine statistica comparabile a livello europeo. La onlus WeWorld ha stimato nel 2013 un costo per l’Italia di quasi 17 miliardi di euro. L’ Eige, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, partendo dal caso inglese, ha stimato un costo per il nostro Paese di circa 13 miliardi di euro circoscritto alla violenza domestica, cioè alla violenza perpetrata da chi ha un rapporto affettivo o familiare con la vittima.

IL NODO DEGLI INVESTIMENTI

Per la lotta alla violenza contro le donne c’è poi una spesa che affrontano i vari Paesi, spesa che è molto nei vari Stati europei. La Spagna, tra i più virtuosi, ha deciso di finanziare con un miliardo di euro in cinque anni oltre 200 misure contro questo problema. L’Italia nel 2013 ha adottato una legge, nota come legge sul femminicidio, che prevede finanziamenti di 10 milioni l’anno per i centri antiviolenza e un piano straordinario di lotta alla violenza che nel 2015 è stato finanziato con 39 milioni di euro. A seguito dei rilievi della Corte dei Conti che ha sottolineato le criticità nella distribuzione regionale delle risorse, criticità esistenti anche per la mancanza di una mappatura ufficiale dei centri antiviolenza, è stata adottata una serie di norme che tutela la trasparenza della distribuzione dei finanziamenti. Inoltre, nella legge di bilancio per il 2018, come ha sottolineato la sottosegretaria Maria Elena Boschi, le risorse per centri antiviolenza e case rifugio sono previste in aumento a oltre 30 milioni.

IL NUOVO PIANO DEL GOVERNO 

L’importanza dei centri antiviolenza nella lotta al fenomeno è sottolineata anche nel nuovo piano strategico del governo per il 2017-2020. Un piano messo a punto dopo una lunga concertazione con tutti gli attori coinvolti. La nuova strategia si basa sul presupposto, contenuto nella Convenzione di Istanbul ratificata dall’Italia, che la violenza sia un fenomeno radicato nella società patriarcale, un fenomeno che si può e si deve combattere a livello strutturale e culturale, partendo soprattutto dalla prevenzione. Il piano, infatti, si basa su tre pilastri: la prevenzione, attraverso la scuola, l’università e la formazione, il sostegno alle vittime, e la punizione dei colpevoli. Grazie a due accordi con Istat e Cnr, i due istituti provvederanno rispettivamente a fornire rilevazioni puntuali sul fenomeno, e a realizzare una mappatura ufficiale dei centri antiviolenza, oltre a un monitoraggio del piano. Della nuova strategia, al mondo delle associazioni e dei centri antiviolenza, piace in maniera unitaria l’approccio innovativo strutturale. Su altri aspetti, come la governance dei finanziamenti e le risorse necessarie per attuarlo, le associazioni sono più critiche e non hanno una visione univoca.

VOCE ALLE DONNE CHE HANNO VINTO LA VIOLENZA

Oltre a una panoramica su investimenti, costi della violenza, mappatura dei centri antiviolenza, l’ebook tratta dell’importanza della formazione e della prevenzione, come suggerito dalla Convenzione di Istanbul, e del modo corretto di raccontare la violenza, a partire dal mondo delle televisioni e dei media. Infine si dà voce a quelle donne che la violenza l’hanno subita sulla loro pelle, ma grazie alla loro forza e alla grande determinazione, sono riuscite a rialzare la testa, a vincere la violenza. Ci sono le storie di due donne, Antonella e Valeria, che sono riuscite a ‘rinascere’. E la storia di chi è riuscita a supportare le donne vittime di violenza aiutandole a fare impresa: è il caso di Led by her.

L’ebook è scaricabile gratis dal sito: www.ilsole24ore.com


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