Che caruccia, Asia Argento!

In occasione di un’intervista rilasciata di recente da Enrico Brignano in cui l’attore evidenziava che Asia Argento avesse continuato a fare film con il famoso produttore, nonostante la violenza subita, l’attrice risponde attraverso twitter: “A Enrico Brignano, te lo scrivo in romano: sei un gaggio, disgraito e pure buzzicone. Se te vedo t’acciacco“.

A “Carta Bianca”, il programma condotto da Bianca Berlinguer, ne volano di offese fra Asia Argento e Luxuria, perché l’ex onorevole non crede affatto alle dichiarazioni dell’attrice, promulgate solo ora e quando potevano essere presentate allora, di violenza sessuale. Non crede si sia trattato di una sottomissione violenta. Tutt’al più, di una semplice contrattazione sessuale. (Sottolineiamo che Luxuria si è poi scusata per l’atteggiamento avuto nei riguardi dell’Argento)

Ma prima ancora, ecco di nuovo la nostra Asia in azione al Torino Film Festival: l’attrice lascia tutti sorpresi portando in scena un rituale pagano di purificazione al femminile, confermando comunque lo stile che le appartiene. Torino è una città che ospita molte attività alternative, e si perde nel tempo la sua vocazione per le cose nere e non per le bianche. Quindi, la performance cinematografica satanico-tribale è stata giustamente presentata al Torino Film Festival, di cui l’attrice era presidente per la Sezione Amerika.

Il mio ragionamento è però un altro, basato su presupposti scientifici.

Tutti noi da bambini abbiamo giocato in vario modo: giochi di gruppo, da soli, in casa, con gli amici e a scuola. In questi giochi abbiamo anche, come giustamente avviene in tutti i fanciulli, imitato le professioni dei grandi. I primi grandi che un bambino frequenta sono i genitori. Ecco perché trovo Asia Argento perfettamente in sintonia con una sua, probabilmente vera, storia di vita. Mentre tutti noi facevamo giochi da bambini, lei, figlia del noto padre maestro del brivido e del cinema thrilling , avrà iniziato a fare sedute spiritiche quasi in fasce. Fra sangue, scene truculente e chissà cos’altro. Ecco perché oggi si esprime con la stessa arte del padre. Piccina, non avrebbe potuto scegliere diversamente. Non aveva alternative. E noi, che siamo un popolo comprensivo, aperto a qualsiasi forma di arte alternativa, paradossale e nello stesso tempo antica, accettiamo volentieri di assistere a questo esercizio cinematografico.

Ecco perché, cari lettori, dobbiamo sempre ricordare che il nostro futuro si decide, anche a nostra insaputa, dentro le nostre case. Certo, esiste anche la possibilità, una volta diventati adulti (se ci riusciamo, perché non accade proprio a tutti…) di allontanarsi da casa e magari dare una svolta alle modalità di espressione, con il fine del miglioramento di se stessi e degli altri.

I miei cari auguri ad Asia, affinché abbia l’occasione di sperimentare nuove possibilità espressive, meno appariscenti, eventualmente.

E con tutta la mia tenerezza, piccolina.


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Alessandro Bertirotti

Docente universitario e Visiting Professor di Anthropology of Mind presso la Universidad Externado de Bogotà, Colombia