Il “Cuorearmato” di Daniele Magro tra consapevolezze e nuovi inizi

Dall’esperienza di X Factor nel 2009, in cui si è classificato quarto, al suo nuovo singolo “Cuorearmato”, Daniele Magro è una delle più interessanti realtà che abbiamo nella scena musicale e soprattutto autorale.

Ha firmato brani di successo come “L’amore non mi basta” (certificato disco di platino) e “Trattengo il fiato” per Emma, “Fidati ancora di me” per Alessandra Amoroso e tanti altri che in ogni caso hanno fatto breccia nel cuore di chi li ha ascoltati, come “Il rimedio, la vita e la cura” scritta per Chiara Galiazzo.

Dopo anni torna pubblicamente nelle vesti di cantautore con “Cuorearmato”, una ballad power-pop che nasce dal titolo (appositamente scritto come un’unica parola che va a ricordare “Carrarmato”) e si rivela un grido di consapevolezze positive e negative di sé alla soglia dei trent’anni, un punto di vita da cui poter ripartire dopo momenti altalenanti in cui si sono fatti i conti con debolezze, passi falsi, percorsi tortuosi e tentativi.

Lo abbiamo intervistato…

Sei tornato nelle vesti di cantautore dopo qualche anno passato a scrivere per gli altri.
Pensi che vincere X Factor avrebbe potuto rendere le cose più facili o credi che avresti ugualmente preso tempo per metabolizzare il  mondo discografico e capire più cose di te stesso?

Il tempo in questo mestiere è una risorsa preziosissima, quindi questi quasi tre anni sono stati per me una palestra e non so se vincendo sarei riuscito ad avere il tempo necessario a crearmi anche una credibilità. Io venivo da una realtà piccola, come una città del sud, in cui le opportunità non sono tantissime, quindi sicuramente la ribalta televisiva ti permette di farti conoscere anche agli addetti ai lavori. Ho capito quanto, oltre alla voce e alla presenza scenica, sia importante il repertorio.

Il tuo ultimo singolo, “Cuorearmato”, che è stato rilasciato il 15 Dicembre, è autobiografico e parla di una rinascita. C’è una frase che mi ha colpito particolarmente ed è: “Siamo crepe dorate in un vaso di umanità”.
Quanto pensi sia importante l’imperfezione nell’essere umano e quanto è stato difficile, se lo è stato, ammettere in questo testo gli alti e i bassi della tua vita?

Perseguire la perfezione come un’ambizione è una cosa molto bella perché ti spinge a migliorare, ma farlo in una maniera spasmodica è pericoloso ed io ho voluto scrivere un pezzo che celebrasse le imperfezioni.
La frase fa riferimento a una filosofia orientale per cui quando si rompe un vaso, anziché buttarlo, si ripara con l’oro per fare in modo che diventi ancora più bello.
È stato difficile raccontarlo in una canzone, però è stato fondamentale parlare di quei passi falsi “che non rifarei”. È importante per far capire che i risultati si ottengono attraverso un percorso.

I brani scritti da te e poi cantati da altri artisti, come Emma e Mengoni, sono nati appositamente per loro o li avevi nel cassetto e li hai ceduti?

Nella maggior parte dei casi sono nati appositamente per loro, specialmente per Emma che è stata la prima artista per cui ho scritto. Mi sono dedicato a un lavoro quasi sartoriale.

È più difficile scrivere per gli altri o per sé (e quindi di sé)?

Per sé è difficilissimo. Quando ho scritto “Cuorearmato” ho finito piangendo perché ho detto: “sono io”. Mi stavo guardando allo specchio e non me ne ero reso conto.

È scivolata via l’opportunità di partecipare a Sanremo 2018. Cosa ne pensi delle scelte artistiche che ci sono state?

Tra i giovani ci sono delle cose che mi piacciono molto. Tra loro negli ultimi anni sono state fatte belle scelte. Quando ho incontrato Ermal Meta gli ho fatto i miei complimenti perché secondo me ha segnato un nuovo inizio. C’è una grande attenzione nei confronti degli autori e questo credo sia sintomo di quanto le persone cerchino la verità.

C’è un artista in gara per cui avresti scritto volentieri un pezzo da portare all’Ariston o per cui in futuro ti piacerebbe scrivere?

Sicuramente Ornella Vanoni che è la storia della musica italiana. Per il resto, molto spesso mi sono trovato a scrivere per artisti con cui non pensavo di avere cose in comune e di cui sono rimasto piacevolmente sorpreso o magari artisti per cui ero sicuro di poter scrivere e invece non è stato così. Mi baso sempre più sull’incontro umano, perché soffermarmi solo sui nomi mi sembra superficiale.

Quest’anno è arrivata l’opportunità di Amici dato che Maria De Filippi ha scelto anche te tra gli autori che lavoreranno e collaboreranno con i ragazzi in gara. Riusciresti a scrivere per un artista che non stimi o tranquillamente rinunceresti?

No, non ci riuscirei. Devono esserci un feeling e una stima soprattutto a livello umano.

“Il segreto sta sempre in un’idea e in un’occasione”, ha scritto Daniele sui social per presentare “Cuorearmato”. L’augurio è quello di averne sempre entrambe, ma soprattutto le idee perché le sue sono decisamente valide.


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Ambra De Sanctis

Da piccola fingevo di saper scrivere e improvvisavo geroglifici sul foglio perché ho sempre sognato e sogno ancora di fare la scrittrice. Nel frattempo ho scritto un libro, lavoro come freelancer e ho una passione irrefrenabile per la musica, i telefilm, la tv, tutto ciò che è trash e tutto ciò che è cultura. Mi disturbano i disinformati saccenti.

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