Leonardo Monteiro e il messaggio di amore e speranza con “Bianca” | L’intervista

È nato nella musica e non se ne è più allontanato, tra le accademie di canto e la Scala di Milano, la scuola di Amici di Maria De Filippi e il Monday Gospel.
È la storia di Leonardo Monteiro, classe 1990, che come primo esempio ha avuto i propri genitori, ballerini entrambi.
Si è dedicato alla danza e al canto riuscendo ad avere consensi in ogni cosa che ha fatto. Un talento che ha calcato i palchi dei teatri italiani e non solo, passando in tv e approdando, alla fine, al Festival di Sanremo per la categoria “Nuove Proposte” con il suo brano “Bianca” già in rotazione radiofonica e disponibile in digital download

Un brano che parla di amore e speranza e per cui hanno lavorato artisti come Vladi Tosetto per la musica (autore del brano “Come saprei” di Giorgia) e Marco Ciappelli per il testo (autore, tra gli altri, per Noemi).

Lo abbiamo intervistato…


Nasci come ballerino, ma negli anni hai coltivato anche la passione per il canto e quest’anno sarai a Sanremo tra le nuove proposte. Pensi di aver trovato la tua strada o la danza continuerà ad avere un ruolo importante nella tua vita?

Diciamo che io anche quando ballavo, cantavo. Ho sempre avuto questo amore e questa passione per la musica in generale. Credo che in questo momento io stia trovando il massimo della soddisfazione. La danza sarà sempre importante per me, infatti ogni mattina mi alzo e faccio la mia mezz’ora di danza, però mi sento molto di più appagato cantando. È la miglior forma di espressione che trovo.

Hai raccontato che alla Scala un giorno ti bucarono perfino un vestito per invidia e che lì hai dovuto imparare la determinazione. Hai trovato difficoltà anche nel mondo della musica o credi siano diversi?

Il mondo della danza è molto competitivo perché hanno tutti la stessa preparazione quindi tutto dipende da come tu gestisci il tuo talento. Nel mondo della musica non credo sia molto diverso, ma così come credo non sia diverso per altri lavori. Anche un cameriere potrebbe trovare problemi. La competizione si trova ovunque. Io, se devo competere, cerco di avere sempre una competizione sana.

Il brano con il quale salirai sul palco dell’Ariston si intitola “Bianca” e parla della fine di un amore mettendo però al primo posto la speranza. Credi davvero nell’amore eterno?

Io credo nell’amore eterno e nelle mille sfaccettature che può avere l’amore. Non credo nel contratto con una persona. Chi ama davvero deve anche saper lasciare andare perché l’amore a volte può diventare possessivo.

È in progetto un album?

Sì, è in progetto un album che uscirà dopo il Festival di Sanremo. Stiamo lavorando.

Cosa ti aspetti da questo Sanremo?

Non ho aspettative perché le aspettative rovinano l’esperienza. Voglio salire su questo palco importantissimo e dare il meglio di me, dare messaggi attraverso la musica e farlo nel migliore dei modi. Se dovesse arrivare qualcosa in più sarei ovviamente felicissimo.

C’è qualcuno tra i tuoi colleghi che, nel senso sano di competitività, temi?

Non voglio peccare di presunzione, ma non temo nessuno anche perché è già una grande conquista far parte del cast di Sanremo.

Sei il vincitore delle nuove proposte: qual è il primo pensiero e a chi fai la prima telefonata?

La mamma. Sono un mammone!

Quali programmi ti aspettano dopo l’esperienza del Festival?

Come dicevo prima, ci sarà l’uscita dell’album. Poi ci sarà l’organizzazione dei concerti e spero di poter fare un tour. Questo pensiero mi dà un sacco di emozioni, anche la sola idea di avere musicisti alle spalle. Un piccolo grande sogno l’ho già realizzato alle prove all’Ariston. Avere musicisti che mi sostengono mentre canto è un grande valore aggiunto. Non vedo l’ora di cominciare a fare concerti.

 


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Ambra De Sanctis

Da piccola fingevo di saper scrivere e improvvisavo geroglifici sul foglio perché ho sempre sognato e sogno ancora di fare la scrittrice. Nel frattempo ho scritto un libro, lavoro come freelancer e ho una passione irrefrenabile per la musica, i telefilm, la tv, tutto ciò che è trash e tutto ciò che è cultura. Mi disturbano i disinformati saccenti.

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