MARIO FARGETTA, l’uomo, prima ancora del Dj! L’Intervista


Mario Fargetta fa parte di quell’immaginario perfetto, che avevo quando sognavo di lavorare in radio e contemporaneamente fare il Dj nei migliori Club italiani.
Lui faceva entrambe le cose, era un pilastro del deejay time ed era considerato uno dei migliori produttori del paese.
Anche lui, come tutti quelli che hanno avuto un picco altissimo avrebbe poi dovuto scendere. Prima si sale e poi si scende; È una legge della fisica, ma lui quella legge l’ha presa in giro, perché dopo tre decenni di Radio, Consolle e Produzioni, è ancora insieme al compagno di sempre, Albertino, a presentare la deejay parade e a divertirsi ogni giorno in diretta nella “sua” Radio DeeJay!
Ho incrociato decine di volte Fargetta: l’ho intervistato in Tv, ho condiviso serate, preso il caffè insieme alle macchinette della Radio e ogni volta è stato un piacere, così come aver potuto portare parte della sua vita in questa prima intervista scritta.

Ecco a voi Mario, l’uomo, prima ancora del Dj!

Ciao Mario, innanzitutto grazie per il tuo tempo. Iniziamo parlando di Deejay Time nei live: a distanza di tanti anni, davanti a voi ci sono sempre migliaia di persone. Ti saresti mai aspettato di vivere tutto questo all’alba del 2020?
No mai, non pensavo che ritornare a fare live con i miei amici si scatenasse tutto questo. Probabilmente stavano aspettando una chiamata 

fargettaQualche anno fa ho avuto modo di intervistarti in tv e ricordo che mi avevi detto, che in quel momento eri affascinato dall’idea di fare il Guest in qualità di Get Far in tutto il mondo e meno dall’idea di tornare in radio.
Cosa ti ha spinto a tornare? Immagino, che prima di dire sì, te l’avessero chiesto più volte.
A dir la verità me lo hanno chiesto una volta e quella è stata decisiva per decidere di tornare con Alba a fare più o meno quello che facevamo anni fa. Il progetto GET FAR va avanti sempre è chiaro che il mio ritorno in radio mi ha rallentato le produzioni che comunque stanno tornando.

Sempre parlando di Radio, ricordo che qualche anno fa ti è capitato di andare in onda come speaker per “Ciao Belli”. Non ti sarebbe piaciuto avere un programma tutto tuo in conduzione che potesse vivere di vita propria. E se sì, che tipo di programma?
A questa non ti rispondo perché non ho mai fatto lo speaker per ciao belli

Sempre parlando di Radio, immagino che sarete subissati dalle richieste di rimettere il Deejay Time in Radio ogni giorno. Secondo te, come mai questo non è stato (ancora) preso in considerazione?
Perché non vogliamo fare i nostalgici. Le occasioni non mancano per andare in onda tutti insieme, infatti ogni data del Deejay Time In Tour che facciamo c’è sempre una puntata in diretta alla radio che facciamo tutti e 4 insieme che la precede.

Ritorniamo al passato: cosa c’è di vero dietro la leggenda che in un certo qual modo Molella debba il suo ingresso in radio grazie ad una tua assenza?
No no Molella ha iniziato a lavorare in discoteca a Monza al New Feeling perché un giorno lo chiamai per sostituirmi per una Domenica pomeriggio, io avevo una partita di campionato di calcio. Da li lui continuo’ al mio posto ed è chiaro che poi è diventando sempre più bravo lo chiamarono a Radio Deejay. Io già ci lavoravo da un anno. Questa è la storia.

Mettiamo da parte la Radio e andiamo in Consolle. Facendo un bilancio delle migliaia di serate che hai fatto in tutto il mondo, ad oggi cosa credi di non avere ancora realizzato, se parliamo di sogni?
Forse il sogno che ho ancora e non so se si realizzerà è quello di diventare ancora di più un produttore discografico ben conosciuto nel mondo.

Sempre parlando di Nightlife, si dice spesso che oggi sia cambiato tutto, ma nessuno riesce a dire cosa sia veramente mutato. Tu che differenze vedi tra i locali di vent’anni fa e quelli di oggi?
Il divertimento è rimasto lo stesso, la musica è sempre protagonista, è chiaro che i locali cambiano ci sono meno club ma crescono gli eventi ed i Festival in sostanza questo è cambiato ma la morale è sempre la stessa tutti hanno bisogno di ballare e tutti hanno bisogno della musica.

Hai firmato decine e decine di successi. Questo vale come Fargetta, come The Tamperer e come Get Far. Oggi, hai voglia di buttare fuori una bella Hit o credi che anche in questo senso, il mercato sia cambiato/involuto un po’ troppo?
Io ho una voglia matta di buttare fuori una bella Hit e ci sto lavorando ma non è per niente facile perché sono cambiate le strategie di promozione, e comunque devi fare sempre una bella canzone.

Noi Italiani siamo portati a vedere gli stranieri, soprattutto Olandesi e Svedesi come dei miti inimitabili, ma evidentemente pochi ricordano che vent’anni fa noi insegnavamo la dance al mondo intero. Cos’è cambiato, ma soprattutto, riusciremo mai a rimetterci al pari dei Nord Europei?
Non lo so speriamo di si e speriamo sopratutto nelle nuove generazioni. In ogni caso qui in Italia stanno crescendo i nuovi produttori anche con degli ottimi successi nel mondo. Ma sembra proprio che riuscire a mettersi al passo con loro sia proprio una bella avventura perché come dire, è come se sembrano sempre un passo più avanti.

Un paio di domande extra radio/consolle:

La prima riguarda il calcio: essendo tu un vero bomber, non hai mai pensato di mettere su un società di giovani da crescere?
No non mi è mai passato per la mente, perché sono ancora troppo concentrato con il mio lavoro.

La seconda riguarda invece il Mario Fargetta “Latin Lover”. Si parla spesso di te come di un vero Playboy. Solo leggende o c’è qualcosa di vero aldilà del periodo matrimoniale?
Lo sappiamo tutti che chi sta dietro una consolle o chi è personaggio vive da protagonista anche se non è bellissimo.

Un po’ di gossip del dietro le quinte: ma tu e gli altri storici del Deejay Time avete mai “scazzato” pesantemente? Te lo chiedo perché al di fuori siete sempre sembrati molto affiatati.
No non ricordo di uno skazzamento tra noi. Le discussioni comunque ci sono sempre sopratutto quando lavori tutti i giorni insieme.

Ultima domanda “radiofonica”.
Togliendo Albertino, chi è ad oggi secondo te lo Speaker Radiofonico più bravo o più in ascesa?
Il fratello Linus rimane bravissimo ma tra i giovani, Ale Cattelan

Concludo facendoti una domanda che ha a che fare con il nome di quest’intervista.
Quando eri un giovanissimo Mario Fargetta e dicevi alla gente di fare il Dj, cosa rispondevi a chi esclamava la frase: “E POI COSA FAI”?
Ridevo e me lo domandavo pure io

Grazie di tutto Mario e come sempre, RATATAN!!! 😉
Grazie a te


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Fabio De Vivo

Nato a Napoli il 22 maggio 1982. Dj, speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore, web content writer ora anche nella famiglia di M SOCIAL MAGAZINE con la rubrica “E POI COSA FAI?”

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