Un Vero insegnante di radio: GIGI CUTRI’ | Cogli l’attimo fuggente…

Ho aspettato ad intervistare Gigi Cutrì, un po’ perché siamo tanto amici e insieme abbiamo condiviso un milione di esperienze legate alla radio e un po’ perché onestamente ero convinto che mi dicesse di no.
Un NO che inizialmente e timidamente mi avrebbe anche accennato, perché infondo, Gigi è uno che nonostante possa sentirsi il fratello maggiore di alcuni speaker e registi, che oggi lavorano in altrettanti network radiofonici, è anche uno che non si è mai dato (a mio avviso) la giusta importanza. Tant’è vero che la sua risposta alla mia richiesta è stata: “ma cosa vuoi che importi alla gente di me”?!
Ed è qui che ti sbagli Amico mio, perché tu sei uno che sa vedere negli occhi della gente la vera passione di chi ama la Radio e ad alcuni di noi hai permesso di amarla e rispettarla grazie ai tuoi insegnamenti.
RadioLovers, ora sedetevi e scoprite chi si nasconde dietro il riflessivo e creativo sguardo di Gigi Cutrì di RTL 102.5: uno dei pochi che la radio te la insegna e te la fa adorare, ma fate attenzione!! Se state cercando solo gloria, allora cambiate subito pagina, perché la Radio è “voce che cammina nell’etere” e non è detto che ascoltandovi, qualcuno poi si ricordi di voi…

Io direi di partire saltando i convenevoli, perché non piacciono ad entrambi e poi perché siamo amici e ci vediamo praticamente ogni settimana 😉
Sarà un’intervista particolare, dove più che scoprire di te, vorrei far sapere agli altri, chi sono gli Speaker che hai scoperto tu e come hai fatto sì che potessero diventare quelli che sono oggi.

Partiamo…

Sei un regista radiofonico da oltre vent’anni. In questi decenni ne hai visti passare tanti e a molti di loro hai insegnato le basi della radio. Chi sono quelli che ad oggi ti rendono più orgoglioso?

Bhè, dire che ho insegnato è un parolone, diciamo che ho dato loro un po’ di dritte per migliorarsi.
Primo fra tutti, citerei TE, che hai fatto tanto e continui la tua scalata verso il successo.
Poi ci sono Manuela Boldi, Sara Ventura (nonostante fosse già inserita nel mondo dello spettacolo, ma mai in radio), Rudy Smaila, gli Zero Assoluto con i quali ho condiviso un bel programma “terzo piano interno B”.
Ultimo, ma non ultimo; Wally di Radio Freccia: letteralmente plasmato, in quanto aveva una concezione della radio un po’ distorta, ora invece è un conduttore con i contro…
Perchè dico: “ho dato dei consigli!? Perchè ognuno di noi nel suo percorso incontra tante persone dalle quali imparare qualche cosa.
Non ci sono solo speaker ai quali ho trasmesso le cose che so, ma anche registi, tipo Luca Onere, Alessandro Baccoli e Michael Triverio.

Tra tutti ci sarà pur qualcuno che non si è voltato indietro dicendoti “grazie” e che forse avrebbe dovuto avere più riconoscenza?

Sì certo, ma non ho mai preteso riconoscenza, ho sempre insegnato per amore della radio. Per me la soddisfazione più grande è vedere queste “nuove“ leve radiofoniche far carriera.

Io conosco i tuoi metodi di insegnamento, ma chi ci legge no.
Ti piacerebbe dire le soluzioni più drastiche o curiose che hai adottato per togliere i “difetti” di conduzione a chi proprio non riusciva a migliorarsi da solo?

Oltre all’incazzarmi,  scrivevo cartelli enormi e glieli mettevo sotto gli occhi.
Ad esempio con te, ricordo che per levarti l’intercalare “dopodiché” ti misi in cuffia un suono fastidioso ogni volta che lo dicevi.

Riesci a riconoscere un talento al primo colpo oppure su alcuni di questi ti sei ricreduto?

Vorrei dirti di sì, ma in realtà, anche io ho investito tanto tempo in persone che volevano fare questo mestiere, che dicevano di avere la passione ed il talento ed alla fine invece è stato solo un gran buco nell’acqua.
Per fare radio serve la passione, la dedizione ed anche un po’ di talento. Se manca anche uno solo di questi, non si va molto lontani.

Hai delle ottime doti in quanto a parlantina e conosci più che le basi del mestiere. Diciamo la verità: hai anche quella giusta dose di vanità, solita di chi fa questo mestiere.
Perché non hai mai fatto il salto finale del mixer e ritrovarti così ad essere uno Speaker a tutti gli effetti anche tu?

Ovviamente perchè da regista sono assunto, quindi ho i contributi, le ferie e le malattie pagate e (forse) la pensione…
Da speaker sarei un precario tutta la vita… ahahah

Scherzi a parte; non me la sono mai sentita perché non credo, nonostante conosca tutte le regole, di essere abbastanza talentuoso da affrontare questa carriera.
Sarei uno speaker mediocre.

Quando ci siamo conosciuti nel 2005, non potevamo essere amici… anzi, sottolineasti in modo “duro” che saremmo rimasti solo colleghi.
Ecco, perché sei stato così str…o ehm :), scusa… perché ci tieni a mantenere le distanze personali con un nuovo arrivato, pur insegnandogli tutto?

Te lo spiego raccontandoti un aneddoto.
Quando andavo alle superiori avevo una grave insufficienza in fisica e mia sorella, professoressa di matematica e fisica, provò a darmi delle ripetizioni; fu un disastro, non ascoltavo, non seguivo e ne approfittavo proprio perchè era mia sorella, così mi mandarono a fare ripetizioni da uno sconosciuto. Recuperai l’insufficienza in breve tempo.
Quando c’è confidenza, si tende a prendere le cose con superficialità , ci se ne approfitta, mentre invece se c’è quel giusto distacco e magari un po’ di timore, allora si ascolta più.
Machiavelli diceva “è meglio essere temuti che amati”.

In radio ti conoscono come Gq, noi amici ti chiamiamo Gigi, forse nessuno ti chiama Luigi, ma c’è stato un tempo in cui tu eri ERMES.
Chi era Ermes e che ricordi ti porta alla luce?

ERMES coincide con GQ con GIGI e con CANDIDO (mio terzo nome).
Quando usavo quel nome (Ermes), co-conducevo un bel programma su Hit Channel con gli Zero Assoluto e così, grazie anche a Claudio Cecchetto ed il mio editore Lorenzo Suraci, scoprii di saper condurre.
In quel frangente, sono stato capace di esprimere molta della creatività che avevo dentro.

In questi anni sei rimasto lo stesso con gli amici, ma tua moglie e 3 splendidi figli hanno ribaltato quel latin lover che eri un tempo, rendendoti un padre e un marito palesemente invidiabile.
Ti saresti mai aspettato di diventare la persona che sei oggi?

Il bello della vita è che sa sempre stupirti. Francamente non ho MAI programmato nulla, anzi.
Quando nel lontano 1990 cominciai a mettere i primi dischi ciò che mi dissi non fu, “voglio arrivare la”, ma “proviamoci e vediamo che succede”.
Passo dopo passo, conquista dopo conquista, oggi mi trovo ad essere regista del network piu ascoltato d’Italia, co-conduttore di “We Love Consolle” ogni martedì pomeriggio, Direttore Artistico di una web radio (bmradio), marito felice e padre di tre splendidi bambini!
Se mi guardo indietro, sono quasi incredulo e se guardo avanti, penso che voglio fare ancora molto, ma esattamente non so dirti cosa.
Stiamo a vedere…

Lacrime di commozione a parte, le nostre serate rimarranno sempre un bellissimo ricordo e a tal proposito sei stato uno dei pochi a fare un passo indietro proprio sulla discoteca.
Come mai (poche eccezioni a parte), hai deciso di appendere le cuffie (da dj) al chiodo?

Affronti un discorso complesso, ma cercherà di essere breve.
Principalmente per come si è evoluto il mercato.
Oggi è molto “facile” fare questo mestiere.
Oggi lavori molto se ti vendi a poco (a volte gratis) o se sei un BIG. Quelli come me che sono a metà, fanno molta fatica.

Un’altro motivo, è perchè, vista l’età avanzata, sento di essermi discostato parecchio dal pubblico delle discoteche.
E poi posso dirla tutta… largo ai giovani. Ci sono tantissimi dj bravi e capaci ed è giusto ad un certo momento della propria vita cedere il testimone.

A proposito di serate, ci sono aneddoti che non hai mai raccontato e che ti divertono ancora oggi al solo pensiero? (Sappi che se riguardano anche me, ho il potere di cancellare la risposta) ahahah, scherzo…

in consolle si sono presentati con le richieste piu assurde, eccotene alcune:
-scusa puoi mettere imca? (voleva Y.M.C.A)
-mi raccomando, metti musica bella! risposta: mi spiace ma oggi ho solo musica di merda…
– (presentandosi con un cd in mano) la 3 , la 6 , la 8! (voleva che suonassi il suo cd) riposta: ma quando vai al ristorante ti porti la pasta cruda?
– (con la pista piena) scusa potresti cambiare? non balla nessuno!
– (proprietario del locale): “si sta svuotando la pista, fai qualche cosa”! Io: “lo so, li sto mandando al bar a consumare, cosi fai un po’ di grano, ma se vuoi li riporto in pista”. Proprietario: “no, no…. lasciali andare. bravo”!

Rimani comunque uno dei pilastri di RTL 102.5, vista la tua esperienza in questa radio, ma non sei mai stato uno di quelli che ha leccato il culo per essere più considerato.
Hai più piacere a rimanere al tuo posto essendo una sicurezza per tutti o magari qualche rimpianto per non aver fatto il ruffiano in qualche occasione?

Pilastro!? Mi sento più la scala dello scantinato ahahah.
Sai cosa… è che io, non sono proprio capace di “leccare il culo”.
Cerco di essere gentile, educato e simpatico con tutti senza distinzione di ruolo e poi, sono uno molto discreto quando non sono in onda.

Senti, ad oggi rimani un grande maestro, perché grazie a te (e io posso dirlo, tu starai diventando rosso), c’è gente che entrata a lavorare in radio, grazie ai tuoi corsi e i tuoi insegnamenti.
C’è qualche rimpianto, qualcuno in cui credevi che oggi si è perso per strada o che è stato irriconoscente?

L’unico dispiacere è per il tempo che ho investito inutilmente con alcuni soggetti, mentre dei loro fallimenti o della loro irriconoscenza, poco m’importa.
Alla luce di tutto questo, sono diventato molto geloso del mio “sapere” ed in futuro ho intenzione di trasmetterlo con parsimonia.

Io e te possiamo mettere tra queste due parentesi la nostra amicizia: “I LOVE CONSOLE e WE LOVE CONSOLLE”. Cosa sono per te questi due programmi così lontani nel tempo e così vicini nelle intenzioni?

Principalmente sono l’anello che congiunge me e te e che ha fortificato la nostra amicizia.
Poi, rappresentano entrambe l’espressione libera della mia, ma anche tua, creatività radiofonica.
A proposito…  SEGUITE TUTTI ‘WE LOVE CONSOLLE’ IL MARTEDI’ DALLE 16:00 ALLE 17:30 SULLA PAGINA UFFICIALE DI FABIO DE VIVO E DI WE LOVE CONSOLLE E CHI NON CONDIVIDE GODE SOLO A META!

Ti faccio un’ultima domanda prima della battuta finale che da il nome a questa rubrica: che consigli senza alcuna retorica, vuoi dare a chi ancora vuole fare la radio e non la web star?

Se volete fare la radio, sappiate che sarete assolutamente anonimi, una voce nell’etere/rete, delle parole che fluttuano e che forse svaniranno dopo poco.
Se questo vi da godimento, allora potrebbe essere la vostra strada.

Quando da giovane dicevi alla gente di fare il dj o la radio e loro ti rispondevano “E POI COSA FAI”, tu cosa pensavi?

Pensavo “tu sei costretto a lavorare per guadagnare dei soldi, io…..NO!”

Grazie mille Gigi e ricordati sempre che senza di te e i tuoi insegnamenti io non sarei ciò che sono oggi, poco o tanto che sia…

VAFFANCULO! 😀 Ti voglio bene… <3


ISCRIVITI alle NewsLetter per non perdere le nostre novità e iniziative!

Fabio De Vivo

Nato a Napoli il 22 maggio 1982. Dj, speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore, web content writer ora anche nella famiglia di M SOCIAL MAGAZINE con la rubrica “E POI COSA FAI?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *