Giovanna detta anche Primavera, va in scena musica e tradizione orale, al Teatro Cooperativa di Milano

Approda anche a Milano lo spettacolo “Giovanna detta anche Primavera”, una produzione di Sardegna Teatro, che porta in giro un racconto intriso di musica e tradizione orale.

Sul palcoscenico ci sono una chitarra e un flauto traverso. E una sedia vuota, che resterà vuota per tutto lo spettacolo. Un uomo entra in scena nel buio e nel silenzio con una candela in mano.

Subito dopo si veste da donna, nella finzione scenica è Giovanna ed è un’adolescente che sta sbocciando, come la primavera, che ella stessa richiama con il suo abito fiorato. E poi c’è Paolo, il suo timido innamorato, che la fa sorridere quando la guarda, fino al giorno in cui venne chiamato per la guerra. Giovanna detta anche primavera

La primavera avanza, domenica dopo domenica, a scandire l’età bella, finche arriva Carlo, un ufficiale napoletano che in Sardegna era in congedo e che vedendola passeggiare se ne innamorò e pensò di portarla lontano, di curarsene e di sposarla.

Una voce fuoricampo, quella della nonna di Giovanna, calma e suadente come quella di una Dea, racconta l’amore in lingua sarda, l’importanza di amarsi, la sacralità del matrimonio, e diventa la protagonista di uno spettacolo breve e rarefatto, i cui dialoghi attraversano il senso della parola per farsi suono di senso compiuto: un suono che arriva forte, sano, puro ed emoziona.

Un suono capace di ferire, un suono capace di guarire.

Il suono della voce di Giaime Mannias, che quando canta ti rapisce il cuore. Poi la chitarra di Luca Spanu, che tormenta le corde di un violino con le dita e con l’archetto in un duello all’ultimo sangue.

Valentino Mannias, autore e regista, è la nostra Giovanna, in cerca di un amore che non arriverà mai, la cui sedia resterà per sempre vuota, e che trova forse la morte gettandosi nel vuoto.

Forse, perché lo spettacolo va visto ma soprattutto va ascoltato. Con gli occhi del cuore, con le orecchie dell’amore. A Milano sarà possibile vederlo fino al 30 marzo al Teatro della Cooperativa, per poi riprendere il viaggio teatrale in altre città d’Italia.

Monica Landro

Amo la musica, i libri, il teatro e i viaggi. Amo cucinare le torte e prendermi cura delle mie piante. Odio i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Amo stare in mezzo alla gente ma amo ancora di più stare con me stessa. Amo la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita mi sembra difficile, cerco di raggiungere uno scoglio, mi siedo e ne parlo con il mare.

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