MAX DEL BUONO, Speaker di RDS e amante delle buone abitudini

Amante della cucina, delle movenze dei gatti e autore di cover strampalate delle canzoni più famose del panorama internazionale. Max Del Buono è uno che si nutre di musica, di passioni e di stimoli.

Lo conosciamo meglio grazie a questa intervista.

Ciao Max, sei il primo Speaker di RDS che intervisto per la mia rubrica… insomma, speriamo sia di buon auspicio 🙂
Inizierei proprio chiedendoti cosa pensi di aver portato in un’ammiraglia come RDS e viceversa, cosa pensi di aver ricevuto?

Ciao Fabio, grazie per aver pensato a me innanzitutto 🙂 L’idea dell’ammiraglia per uno che ha sempre viaggiato in “utilitaria” è stata entusiasmante, anche perché è arrivata in un periodo in cui non ci pensavo assolutamente. Credo di aver portato consapevolezza prima di tutto, perché avevo 43 anni e più di vent’anni di radio alle spalle, e poi un po’ di animo rock in un contesto forse un po’ abbottonato. RDS mi ha insegnato che possono bastare pochi secondi per esprimere un concetto sensato, la misura delle parole… un po’ come nelle poesie o nelle canzoni. L’importante è non perdere di vista se stessi, l’estro, la creatività.

Sei Salentino, quindi come me vivi il dramma di non avere più il mare davanti agli occhi quando ti svegli. Hai vissuto a Roma e poi a Milano e immagino tu abbia cambiato aria per inseguire il sogno della radio. C’è qualcosa del tuo quotidiano a cui rinunceresti pur di riavere il clima di casa vicino a te?

Sai, ho vissuto tantissimo in Salento e posso tornarci quando voglio in realtà, ti confesso che la mia condizione attuale da “cittadino del nord” non mi disturba affatto. Non voglio rinunciare a nulla perché mi piace vivere le cose così come arrivano. Sì, perché le cose arrivano, non si cercano. Bisogna solo mettersi nella modalità giusta e aprire mente ed occhi. A volte anche uno scorcio di naviglio può non farmi rimpiangere la maestosità del mare. Apprezzo.

Mi hai parlato dell’importanza di avere degli stimoli per non perdere la passione. Cambiare aria da Roma a Milano ti ha fatto ritrovare quella scintilla?

Si, Roma è una città fantastica ma a lungo andare ti irrigidisce, dopo quasi 5 anni non riuscivo a trovare gli incastri giusti e cominciavo a stancarmi anche delle passeggiate a Trastevere. Ci torno da turista però, così è sempre come la prima volta! Milano è una città più europea, vicina al mondo e a ciò che desideri. Se hai un’ idea più cosmopolita e interessi universali, se cerchi una dimensione con più caratteri e prospettive, Milano è la città italiana perfetta.  

Tolta la Radio, come impegni la tua giornata, insomma, di cosa ti occupi?

Ho da qualche mese cominciato una collaborazione con l’Università Bicocca di Milano in qualità di coach all’interno di percorsi formativi in ambito radiofonico. Tornare a parlare con i ragazzi, portare la propria esperienza, confrontarsi con generazioni nuove mi sta rendendo ancora una volta orgoglioso di quello che faccio e ne esco arricchito. Incredibile. Nei restanti spazi della giornata amo passeggiare, soprattutto tra gli stand del mercato vintage del primo lunedì del mese ai Navigli, davvero fantastico, poi vado un po’ per musei, mostre, concerti rock. Amo anche stare solo, poltrire sul divano e twittare il trash della tv. Quanto mi diverte!!! 🙂

RDS ha una sua dimensione radiofonica ben distinta e consolidata da anni, che mette al centro la musica. Questa scelta editoriale è premiata dagli ascolti, ma forse mette un po’ in secondo piano gli Speaker. Come si può  far uscire del proprio, senza snaturare la linea editoriale?

E’ una domanda difficile. Se riesci ad essere te stesso attraverso piccole sfumature caratteriali forse puoi far emergere di più il tuo personaggio. In un contesto un po’ blindato, come tutte le radio di flusso, è comunque complicato. L’importante è non sentirsi sbagliati e vivere al massimo le opportunità.

Dalla tua Bio sul sito della Radio, ti descrivi come una persona con delle insicurezze, credi che queste ultime ti abbiano frenato in alcune scelte oppure al contrario, salvato da altre non sicure e confortevoli?

Non vale, questa è “marzulliana” 🙂 Sono abituato a convivere con tutto ciò che mi accade scontrandomi con le ipocondrie, le paure e le insicurezze. Quando ho provato a combatterle ne sono uscito perdente. Perciò ho imparato ad accettarle quasi senza ragionarci. Il tempo di un “CID” e mi rimetto in carreggiata. Comunque per rispondere alla tua domanda, le insicurezze mi hanno frenato e salvato contemporaneamente e  inconsapevolmente.

Ci sono Speaker che fanno Tv e Personaggi Tv che fanno la Radio. Secondo te chi se la cava meglio, ma soprattutto, come vedi le radio che puntano al “Vip” per risollevare le sorti degli ascolti?

Nell’era delle “stories” di instagram e dei video su youtube ci sentiamo un po’ tutti famosi, non serve poi più di tanto apparire in tv per sentirsi “Vip”. Credo sia finito il mestiere del radiofonico, quello vero intendo. Chi sa comunicare, parlare bene, avere delle idee senza per forza essere dotati di una bella voce, può avere successo nella radio come nella tv. Credo si possa fare bene sia la radio sia la televisione, indipendentemente da dove si arriva. Le radio che puntano sui personaggi della tv fanno bene se scelgono bene. Ci sono colleghi che ammiro tanto anche nella mia azienda.

Da Radiofonico ne avrai viste tante, ma sarei curioso di sapere qual è stata ad oggi la scena più surreale vissuta in diretta.

Anni ‘90, Radio Reporter a Gallipoli. Un mio collega, Ivan Bonetti, ha l’angolo della posta in diretta, si, proprio le lettere di un tempo con tanto di francobollo, ma quella mattina non c’è nulla di interessante da leggere, e allora Ivan scrive di suo pugno una storia struggente. Arriva il momento della rubrica, comincia a leggere quella lettera in diretta e si commuove tanto da interrompersi più volte. Io ovviamente ero di fronte a lui. Ho riso per una settimana. Momenti bellissimi.

Mettiamo il caso che domani noi Speaker dovessimo riciclarci in qualcos’altro. Tu ad esempio cosa ti metteresti a fare e perché?

Il carrozziere. Da bambino giocavo con i modellini della Bburago, li smontavo e li rimontavo… poi da ragazzo ho lavorato in carrozzeria e tutte le volte che mi capita di passare da un’officina mi fermo a guardare e mi viene voglia di dire: serve una mano? Della serie “impara l’arte e mettila da parte”, non si sa mai!

Mi sembra di intuire che tra le altre tue passioni ci siano Cucina e Gatti (e già per questo hai la mia stima)… Nella tua giornata ideale che posti in classifica hanno questi due elementi? E alle altre posizioni, cosa mettiamo?

Maudit, ma la chiamo Bùgia, è al primo posto. E’ una gatta bellissima, l’ho adottata quasi 4 anni fa ed è nata il 31 luglio come me. I gatti hanno capito tutto dalla vita e ho solo stima e amore per loro. Si è vero amo stare ai fornelli e credo di essere bravo oltre che una buona forchetta. Mi vengono benissimo i primi, soprattutto quelli della cucina romana. Ultimamente ho imparato a fare la pizza. Insomma, come è scritto nella mia bio sui social: “parlo alla radio e al frigorifero”. Sul podio delle cose che amo, a pari merito c’è l’elettronica, lo shopping e la musica rock!

Se tu fossi Direttore Artistico per un giorno, quale sarebbe il programma che non c’è e che vorresti mettere in onda? Ma soprattutto con chi ti piacerebbe creare una coppia radiofonica?

Mi piacerebbe tornare a presentare un piccolo live con artisti indipendenti, un po’ come i vecchi tempi nelle piccole radio private. Soundcheck, prova prova.. chitarra, basso, batteria… la radio magica di un tempo. Ti confesso di trovarmi benissimo in coppia con il mio amico Valerio Scarponi attualmente, un ragazzo tuttofare che ha soli 24 anni ma tanta energia e bellissime idee. Non desidero altro.

Ed eccoci arrivati al momento di chiederti cosa rispondevi alle persone che davanti alla tua affermazione “faccio lo speaker”, ti dicevano… “E POI COSA FAI?

Mi fai venire in mente mia mamma sotto l’ombrellone in spiaggia con le amiche. Quando passavo a salutarla lei orgogliosa mi presentava a tutte dicendo: “lui è il piccolo di casa e fa lo speaker”. La risposta delle sue amiche era sempre la stessa: “eh questi ragazzi di oggi dovrebbero pensare a trovarsi un lavoro”. Io zitto ovviamente.

Grazie Max! W la Radio, la creatività e chi ci permette di metterla in onda 😉

Grazie Fabio, grazie per le domande non banali, belle e sincere alle quali spero di aver risposto con la stessa passione che metto in tutte le cose. Un saluto a te e a tutti voi di M Social Magazine!


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Fabio De Vivo

Nato a Napoli il 22 maggio 1982. Dj, speaker radiofonico, conduttore televisivo, autore, web content writer ora anche nella famiglia di M SOCIAL MAGAZINE con la rubrica “E POI COSA FAI?”

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