Il Miracolo, la penna di Ammaniti al servizio della qualità televisiva

Da martedì 8 Maggio debutta ‘Il Miracolo’,  la prima serie tv firmata dal Premio Strega 2007 che porterà in scena su Sky Atlantic uno dei misteri religiosi senza risposta: la Madonna che piange sangue

Leggendo il titolo e l’autore sui manifesti cittadini o all’anteprima stampa, si potrebbe pensare ad un richiamo storico oppure ad un evento tipicamente onirico per la penna di Niccolò Ammaniti. Invece la prima serie tv firmata dallo scrittore romano, “Il Miracolo”, esamina uno dei misteri della fede che ha sempre sconvolto religiosi e scienziati: la lacrimazione della Madonna. Un tema atipico per il Premio Strega 2007, dichiaratamente ateo ma “incuriosito sin dall’infanzia dal sangue della Madonnina di Civitavecchia”, che si trasforma in serie TV da 8 puntate prodotta da Mario Gianani e Lorenzo Mieli (Wildside) a partire da martedì 8 Maggio, all’insegna del mescolamento dei generi. Infatti  l’Executive Vice President Programming di Sky Andrea Scrosati, come testimoniato nella conferenza stampa del 3 Maggio, ne è rimasto particolarmente colpito per la sua “non incasellabilità”, rappresentando così un unicum narrativo-televisivo da sconvolgere le categorie e la struttura artistica. “E’ la prima volta che uno scrittore segue l’intero processo creativo”, ammette il direttore delle produzioni originali Sky Italia Nils Hartmann, rimasto anch’esso stupito dalla sceneggiatura.

“Una cosa così non si era mai vista!”  (Nils Hartmann)

Coadiuvato da Francesco Munzi e Lucio Pellegrini alla regia, Nicolò Ammaniti si è trovato a scomporre per la prima volta le scene dall’unitaria immagine letteraria “tra sogno e realtà”, creando una “rotondità dei personaggi”, come dichiarato da Lorenza Indovina alias Clelia, che ha lasciato felice ogni attore. E’ il caso, ad esempio, di Guido Caprino, interprete del Premier Fabrizio Pietromarchi, che, oltre ad affrontare la difficile situazione politica (il referendum lanciato dagli avversari per uscire dall’Europa) e familiare (con l’irrequieta moglie Sole, interpretata da Elena Lietti), si troverà a decidere le sorti di questa statuetta ritrovata durante un’operazione di polizia nel covo del boss Molocco, seguendo sempre la domanda retorica “ma perché proprio a me?”. L’opzione prescelta, su consiglio del solitario generale Votta (Sergio Albelli), è quella di custodirla in una piscina dismessa dell’esercito finché non venga risolto il mistero, anche se il raggio d’influenza di essa coinvolgerà  altri personaggi. Primi fra tutti la biologa Sandra Roversi (Alba Rohrwacher), che rivela alla stampa come lo stupore e l’osservazione scientifica da ematologa diventi un ossessione per curare la madre paralizzata, e padre Marcello (Tommaso Ragno), in attesa proprio di un segnale di Dio dopo essere caduto nelle pulsioni carnali incontenibili al rientro da una missione in Africa. Di riflesso poi verranno coinvolti pure Clelia, “espressione” secondo l’attrice “dell’amore puro” nei confronti del primo fidanzato (Marcello), e Sole, first lady inadeguata e auto-definita “animale in gabbia”.  Insomma la lacrimazione di sangue umano da parte della statuetta di plastica della Madonna è la chiave iconica di un progetto corale, davanti e dietro le macchine da presa, pronto ad allargare i confini artistici di Sky Italia (confermato pure dalla doppia statuetta ottenuta in Francia durante il festival  ‘Sèries Mania’).

Foto e riprese a cura di Giorgio Immarrata


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Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono un aspirante giornalista, in procinto di diventare pubblicista grazie a La Quarta. Accanto alle cronache del mio Municipio, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine, SuperNews e L'Isola che non c'era), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).

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