Gli eccessi del Royal Wedding, le mancanze del Bergamo Pride e il silenzio sul Grande Fratello! Regolatevi!!

All’occorrenza tutto torna utile e se così non fosse, beh, non mi riguarda affatto, come disse in Via col vento Clark Gable nei panni di Rhett Butler, francamente, me ne infischio!

Mi si può chiedere un bacio, uno di quelli che ti lascia senza respiro, mi si può chiedere una carezza, una di quelle che in un baleno ti proietta sulle note di un sogno, mi si può chiedere una stretta di mano e, al momento giusto, un bel vaffanculo, ne ho piene le tasche, ma che nessuno mi chieda più quale è o quale sarà la mia opinione sulle nuove puntate o le peripezie dei ragazzi nella casa del Grande Fratello! Oltre ad illustrarsi da sole, certe trasmissioni, a mio modesto avviso, andrebbero commemorate più che commentate! Ho visto abbastanza, per me va bene così!!! E poiché, come si è soliti dire “l’importante è che se ne parli”, io mi astengo, al momento, dal pubblicizzare la raccapricciante visione di tutto ciò che poteva essere e non è stato! Aida Nizar insegna “io adoro la mia vita” e la amo a tal punto che ho deciso piuttosto, il martedì sera, di spegnere la televisione e imparare a giocare a freccette!

A ballando tra le stalle è stato quasi tutto un letamaio! Meno male che è terminato!!! La tredicesima edizione del varietà di Milly Carlucci è iniziata male ed è finita peggio! L’ipocrisia sfacciata di alcuni partecipanti della giuria di esperti (non ho ancora capito in cosa lo siano effettivamente esperti) e altri del cast artistico, nulla togliere al meritato trionfo dell’attore Cesare Bocci, prima crocefisso nel corso delle precedenti puntate, poi stranamente incoronato in calcio d’angolo per il gran finale, proprio non riesco a digerirla! Tra le tante cose che non mi sono piaciute di questa edizione c’è Robozao, lo strano robot animato di origini brasiliane protagonista di gag irrecuperabili, certamente da rottamare, insieme all’intero programma! Quello che mi ha conquistato invece dell’ultima puntata è stato il ballo perfetto, racconto fiabesco di una favola d’amore, almeno questa al lieto fine, tra Cesare Bocci e la compagna Daniela Spada! L’amore trionfa sempre, quando è vero, sentito e non costruito, al contrario delle lacrime a favore di camera di Guglielmo Mariotto!

Il principe Harry, duca di Sussex e l’attrice californiana Meghan Markle sono convolati in uno dei più costosi Royal Wedding degli ultimi cento anni. 36 milioni di euro esentasse, uno schiaffo alla miseria, della serie #ciaopoveri! Tanti ospiti d’onore e personaggi dello show business, provenienti da tutto il globo, hanno partecipato a quello che un giorno sarà considerato storia di una tragedia annunciata! Nonostante la reale coppia per il loro matrimonio abbia scelto una lista nozze solidale, il figlio secondogenito di Carlo, principe del Galles, non ha badato a spese, tanto paga nonna, la regina Elisabetta II. Si è solo dimenticato di invitarmi!!! È pur vero che avendo appuntamento con il mio proctologo di fiducia avrei dovuto, costretto, declinare! Camilla Shand, duchessa di Cornovaglia e di Rothesay, comunque è proprio un bell’uomo, in nero, in bianco o in blu, come la abbigli, sta sempre bene! Catherine Middleton, per gli amici Kate, duchessa di Cambridge, moglie devota del principe William, ha sfoggiato invece un minuzioso abito bianco longuette (come infrangere una regola che (forse) non esiste più) firmato Alexander McQueen by Sarah Burton e indossato, per altro, in altre tre occasioni. Una “regale” colletta per una nuova “Kate Mise”, dopo tutto quello spreco di danaro, in parte pubblico, non doveva essere obbligatoria?! Vabbè che tanto a distogliere in ogni modo l’attenzione dalla sposa e dai suoi cari è bastato l’arrivo di David Beckham, a mio avviso, uno degli uomini più belli del mondo! Dopo di me, sempre dopo di me!!!

Mentre il 17 maggio si è celebrata la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (o IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia and Transphobia), giusto per ricordare a tutti che nessun essere umano è illegale e che si è liberi di scegliere sempre per se stessi e non liberi di limitare la libertà altrui, il 19 a Bergamo è arrivato finalmente il primo Pride! Punti cardine l’antisessimo, l’antibullismo, l’antirazzismo e l’antifascismo. Centrale ovviamente è stata la lotta contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e alle identità di genere. Il fine, quello di lavorare insieme alla costruzione di una città in cui potersi sentire al sicuro e in cui persone con orientamenti sessuali, etnie e generi diversi possano cooperare al di là dei pregiudizi. Una città sempre più aperta al dialogo e consapevole che solo tramite l’educazione alle differenze si può combattere l’odio. A tal proposito, per caso, i giornalisti dell’Eco di Bergamo, e il loro direttore Alberto Ceresoli, avevano le mani impegnate a tenersi incollata sul viso la maschera per non essere riusciti a scrivere una sola parola sulla manifestazione all’interno delle pagine di un così importante quotidiano? L’insensata lettera dal titolo Rispetto anche per il silenzio non solamente per i <<diritti>> a firma del direttore, a tratti omofoba a tratti surreale, l’ho trovata squallida e ignobile! Se volevate davvero dar vita al vostro irrispettoso silenzio, vi sarebbe bastato chiudere la bocca e star zitti, risparmiando fiato e ulteriori figuracce, perché il silenzio è calma, tranquillità, mancanza di suono, soprattutto assenza di parole!!! Devo davvero ricordarvi i principi inglobati nel Testo unico dei doveri del giornalista a riguardo? Spero proprio di no!!! Ripassateveli!!!!

Volevo propormi a Sergio Mattarella per la formazione di un nuovo governo dove io sono il re e tutto il resto non conta, ma alla fine, per la gioia dei grandi, ho scelto di espatriare.

Chi mi ama, mi segua!!!


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Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo.

4 pensieri riguardo “Gli eccessi del Royal Wedding, le mancanze del Bergamo Pride e il silenzio sul Grande Fratello! Regolatevi!!

  • 23 maggio 2018 in 09:38
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    Che dire Simone,sei un uomo dalle mille sorprese e mi stupisci sempre..hai saputo commentare con garbo,educazione e quel tocco pungente(che non guasta mai, aggiungerei) ogni singolo programma e argomento più o meno condivisibile che sia il tuo pensiero,comunque è stato un piacere per me leggere i tuoi pensieri e le tue garbate e brillanti idee♥️♥️♥️♥️♥️♥️♥️

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  • 23 maggio 2018 in 09:42
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    Semplicemente unico… Simone riesce sempre a fare centro con parole precise, puntuali e con la solita potenza letteraria che lo contraddistinguono dalla massa.. Un cuore grande dietro una penna tagliente. Ti voglio bene… Ti stimo

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  • 23 maggio 2018 in 16:58
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    Mi piacerebbe riverti in TV, sono le persone come te che fanno la differenza

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