Ispirazione, amore, progetti e sogni: la scrittrice Virginia Bramati si racconta

Virginia Bramati – con la sua penna ironica e i suoi personaggi femminili forti, sì, ma anche desiderosi d’amore, bisognosi di affetto e carezze, sognatori – ci fa penetrare nelle pagine dei suoi lavori in modo così totale, così profondo che poi, all’ultima frase, sarà difficile svegliarci dal torpore. Noi lettori viviamo con i suoi personaggi, sogniamo con loro, interagiamo con loro. Viviamo di carta e di eventi. Se poi c’è la neve, tanto meglio.

L’autrice di “Tutta colpa della neve (e anche un po’ di New York)”, di “Meno cinque alla felicità”, “Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato), “Il dritto e il rovescio del cuore” e “E se fosse un segreto” oggi si è fatta intervistare da M Social Magazine.

 

Virginia, i tuoi personaggi femminili sono sempre molto forti, molto capaci e caparbi, coraggiosi, però manca loro una cosa fondamentale: l’amore. Cos’è l’amore per te? 

È una vasta paletta di emozioni. È passione travolgente, sconvolgimento  dei sensi  ma anche tenerezza e dolcezza.

Tra i due libri “Tutta colpa della neve (e un po’ di New York)” e “Meno cinque alla felicità” c’è un richiamo. Potresti spiegarci la decisione di far tornare, seppur per poco, Sassi e Max in un nuovo libro incentrato su una nuova storia d’amore, quella di Costanza e Andrej? Quest’idea è nata per caso o era decisa fin dall’inizio?

Il richiamo è dato dal luogo scelto per lo svolgersi della vicenda: Verate. E dal momento che Verate è una piccola cittadina dove tutti si conoscono, è invitabile che ci sia un intrecciarsi di vite. Inoltre le mie ‘ragazze’ hanno tutte più o meno la stessa età e quindi è comprensibile che si conoscano fra di loro e che siano amiche.

Anche la morte è molto importante nei tuoi libri. In “Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)” la morte della mamma di Agnese lascia un vuoto incolmabile. Anche in “Meno cinque alla felicità” accade questo a causa della prematura dipartita della Roccia, il papà di Costanza (la morte, qui, assume addirittura caratteristiche paranormali). È difficile parlare di morte in libri d’amore a tratti anche divertenti?

Io cerco di raccontare la vita che, come ben sappiamo, è piena di molte cose: di gioie e di dolori, di risate e di lacrime. E quindi mi viene naturale parlare di amorevoli presenze ma anche di dolorose assenze.

A quale dei tuoi lavori sei più legata?

A costo di essere banale devo rispondere all’ultimo. Perché è il ‘luogo’ dove sto vivendo ora.

Sei molto attiva sui social. Che rapporto hai con i lettori?

Li adoro. E sono loro profondamente grata. Senza i miei lettori nulla di tutto questo sarebbe avvenuto. È una gioia quando mi scrivono o apprezzano i miei post.

La Virginia Bramati bambina voleva diventare una scrittrice?

Non ci ho mai pensato. Né l’ho mai desiderato anche crescendo. Ho scritto per caso (ma esiste il caso in queste cose?) pubblicato per fortuna. La meravigliosa realizzazione di un sogno che non sapevo di avere.

Parliamo dell’ispirazione per un nuovo libro. Cos’è l’ispirazione per Virginia Bramati? Come arriva?

È il trovare in te una storia che ti coinvolga e che vuoi far vivere sulla carta come se fosse vera.

L’ispirazione arriva da molte cose: una conversazione con un’amica, racconti sentiti per caso, notizie lette o raccolte alla tv. Suggestioni o sensazioni. Dalla vita degli altri o dalla mia.

La nascita di un libro, dall’idea alla pagina scritta. Come avviene? Hai particolari rituali per scrivere?

Il libro nasce tutto nella mia testa prima che sulla pagina dopo di che tutto viene semplice e spontaneo. Nessun rituale. Il divano, d’inverno il camino, il computer sulle ginocchia e si parte.

Cosa bolle in pentola? Leggeremo presto qualcosa di nuovo?

Il prossimo libro uscirà il 20 di settembre e si intitolerà ‘Cercasi amore vista lago’ e si torna a Verate nella Trattoria Moretti che era al centro del racconto  (insieme a Costanza e Andrej) di ‘Meno cinque alla felicità’ ma con una nuova protagonista femminile, Bianca Maffei.

Il libro che hai sul comodino in questo momento.

Sto alternando la lettura di due libri molto diversi fra loro: ‘L’amore in un clima freddo’ di Nancy Mitford che sto leggendo per la prima volta e ‘Post Office’ di Charles Bukowski che invece  sto rileggendo.


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Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.

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