Ci si può innamorare del proprio peggior nemico? “Un altro giorno ancora” di Bianca Marconero

Elisa Hoffman è l’ultima di cinque fratelli, tutti maschi.

Entrambi i genitori sono morti lasciando un enorme buco nero di tristezza e una passione: l’equitazione. I maschi della famiglia vorrebbero proteggerla, tenerla lontana dai guai, salvaguardare la sua felicità ma lei non ci sta: forte e indipendente, vive la sua vita tra cavalli e storie amorose che durano un solo mese. Ha un progetto, in mente, e quando si mette in testa una cosa – cocciuta e coraggiosa – nulla, nulla!, può distoglierla da ciò che desidera.

Nel maneggio esclusivo per cui lavora si impegna a mille e mette da parte ogni soldo guadagnato: Sparkle, il cavallo che allena da mesi e con il quale ha creato un rapporto esclusivo, sarà suo. Lui è la sua anima gemella, l’unico essere vivente che riesca a far breccia in quel cuore che sembra arido, sterile d’amore. Lei lo guarda e basta un attimo, una frazione di secondo, un battito di ciglia per tornare in pace con se stessa e con il mondo. Sparkle è la sua ragione di vita.

Ma tutti i suoi sogni si infrangono quando Andrea Serpieri compra il cavallo offrendo una somma maggiore della sua, una somma troppo alta perché lei possa controbattere. Andrea Serpieri, bello, ricco e dannato, è freddo e distaccato, troppo cordiale per sembrare umano, troppo distante per sembrare interessato alle altre persone.

Elisa Hoffman lo detestava già prima, con quella faccia presuntuosa e quel suo tono che ha molto a che vedere con l’800, ma ora lo odia. Con tutta la sua anima, con tutto il suo cuore. Lo odia così tanto ma, come sempre quando si tratta di amore, lo guarda e lo scopre bello, bellissimo. Cosa bisogna fare quando ci si scopre affascinate dal nostro peggior nemico? E Andrea è così come sembra? Cosa si nasconde dietro quegli occhi chiari che sanno di ghiaccio, sì, ma anche di mare?

Una storia d’amore autentica ma non scontata, bella ma non semplice, che dà respiro ma che lo toglie anche. Una storia d’amore che nasce da un conflitto, da un nodo irrisolto, da un problema. E per questo ancor più chiara, trasparente, bellissima.

Bianca Marconero, narratrice sublime, ironica e molto attenta ai dettagli, ci dona un libro che si legge tutto d’un fiato. Un libro dove c’è la forza della passione come motore primo – ché ci dimentichiamo spesso, troppo spesso, della potenza dei sogni – e dove c’è anche l’amore, un amore combattuto, sudato e perciò desiderato.

 


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Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.