La frustrazione arriva quando non hai voglia di cambiare ma chiedi al mondo di farlo

La mente soffre quando il corpo non può agire. Il corpo si ferma quando le emozioni sono limitate. L’Anima si trasforma quando non può esprimere il suo amore. Siamo una generazione sofferente.

Noi che abbiamo superato i quarant’anni, chi da poco e chi da tanto, stiamo assistendo a qualcosa che non avremmo mai pensato possibile. Noi che abbiamo creduto di poter vivere i sogni, dopo averli desiderati.

Abbiamo visto il mondo passare dal vapore alla benzina e realizzato cose che i nostri nonni reputavano solo fantasia. In ogni settore abbiamo assistito a magie incredibili.

Ci siamo talmente affidati all’evoluzione artificiale che non ci ricordiamo più cosa sia naturale. Abbiamo vissuto l’era delle promesse, ora vivere a lungo è diventato un diritto.

Ci siamo convinti che morire sia ingiusto e che la nostra salute sia solo responsabilità dei medici e non più di Dio, tantomeno la nostra. Senza fede e con poca fiducia ci stiamo trasformando in un branco di insoddisfatti pieni di rabbia e di rancore.

Non facciamo nulla per migliorare, ci affidiamo al destino quando ci fa comodo e lasciamo che gli altri sbaglino così possiamo incolpare qualcuno.

Viviamo il sentimento del non agire tanto tutto è vano. Ci sentiamo inutili e osserviamo tutto come un film. Ci sentiamo al cinema e cerchiamo di ricordare chi ti ha consigliato quel titolo, così appena usciti possiamo togliere l’amicizia sui Social.

Non si può frequentare chi sbaglia o è diverso, anche solo nei gusti. Non siamo responsabili noi se il mondo va male. Siamo rappresentati da un sistema che non ci rispecchia, ma partecipiamo ai Reality per diventare qualcuno e alla fine frequentare quel giro.

Incolpiamo il prossimo perché non possiamo accettare di essere i primi scorretti. Tutti concentrati su quello che non va fuori di noi che in pochi si soffermano su quello che possono migliorare dentro.

Siamo frustrati e incolpiamo la vita crudele che per noi ha riservato il peggio, senza ricordare che la lezione da imparare passa proprio dalle difficoltà. Nessuno si lamenta quando è seduto a quella tavola.

Se siamo amici e raccomandati riusciamo a chiudere un occhio, se i raccomandati sono gli altri, ci urtiamo e urliamo scandalo.

Ma è normale pensare che la vita debba essere facile, se ci insegnano che se non hai non sei. Per avere puoi anche vendere il tuo corpo oltre che la tua Anima.

Chi non si trova baciato dalla fortuna di avere un corpo commerciabile diventa nemico della gioia e si schiera con la rabbia e l’invidia.

Si punta tutto sulla forza e sulla prestazione, ovvio che chi supera una certa età o va dal chirurgo estetico o si àncora sul ricordo di quel che è stato, o ancora incolpa il prossimo per quello che non riesce a fare.

Siamo pronti a sputare dove abbiamo mangiato solo quando non apparteniamo più allo stesso commensale. Stiamo desiderando una vita che non ci serve. Siamo automobilisti che dimenticano cosa sia il rispetto per un pedone e che scesi dall’auto insultiamo chi è alla guida.

Siamo proprio un paradosso. Nessuno ha voglia di cambiare ma chiediamo al mondo di farlo. Abbiamo voglia di successo ma non abbiamo capito che ogni giorno basta vivere per far accadere qualcosa di speciale.

Siamo e saremo frustrati finché non prenderemo quel che la vita ci riserva con gratitudine per quel che è e non per quello che poteva essere.

Siamo frustrati perché non siamo onesti con noi stessi e questa è la vera causa del nostro malessere. Fingiamo di essere pur di non essere.

Consigli

Questo sentimento si siede spesso sul divano con me e viaggia in auto quando sono al volante. Tutto intorno mi ricorda che potrei avere di più. Poi rifletto e porto la mente su quello che sono e la frustrazione si allontana per lasciare spazio alla gratitudine.

Come uomo mi viene da condividere l’unico consiglio che porto nel cuore.

“Se la vita vuole questo per me chi sono io per rifiutare”

Quando penso che qualcosa sia un’ingiustizia, ringrazio lo stesso perché ho fiducia nelle leggi della Natura, anche i fiori meno belli contribuiscono alla meraviglia dell’Universo.

Tutto ha senso e anch’io, così come sono, senza essere quello che avrei potuto.


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