Le scommesse social: cosa sono e cosa cambiare

Negli ultimi anni i social hanno inglobato diversi business che prima erano prerogativa di enti specializzati, tra questi anche quello delle scommesse. Si è infatti diffusa una tendenza che sta facendo milioni di followers nei maggiori social, come Facebook e Twitter: le scommesse tramite i cosiddetti tipster.

I tipster sono persone che propongono le proprie opinioni su risultati e quote di eventi sportivi, in genere fornendo anche il link ad una pagina dalla quale aprire un conto.

Come funziona e come guadagnano i tipster?

Per capire le differenze tra le scommesse proposte dai tipster e quelle effettuate sui siti specializzati in scommesse bisogna partire dal meccanismo dei guadagni. I tipster guadagnano essenzialmente quando lo scommettitore perde, infatti se un giocatore punta e perde 100 euro, al tipster andrà circa il 30%, mentre se il giocatore vince, il tipster non guadagna nulla. Ecco che si verifica quindi un evidente conflitto di interesse: al tipster conviene che il giocatore perda. Questo non vale invece per i tipster che guadagnano dalle aperture di nuovi conti o dagli abbonamenti che riescono a vendere e non vale nemmeno per i siti specializzati, le cui quote sono imparziali e studiate. In Italia, i tipster spesso non hanno accordi che includano percentuali sulle perdite dei giocatori, ma capita soprattutto su Facebook che appaiano pagine di consigli sulle quote che spariscono dopo poche ore. Bisogna stare attenti a scegliere solo tipster con recensioni positive e che possibilmente non traggano guadagni dalle perdite del giocatore, oppure affidarsi ai siti specializzati e certificati.

Un problema ulteriore è che molti tipster sono affiliati con dei siti di scommesse, ma non lo dichiarano apertamente e pubblicano quote e link per cercare di ottenere iscrizioni e quindi guadagni per se stessi senza alcuna trasparenza verso i giocatori. Un paio di anni fa, un tipster inglese di 19 anni ha riportato alla BBC alcuni casi di colleghi che incoraggiavano i propri followers a reinvestire le loro vincite, per poi far perdere loro l’ultima scommessa e moltiplicare i propri guadagni a scapito dei giocatori. Un’altra tecnica dei tipster è quella di invitare i giocatori a scommettere progressivamente con la scusa di recuperare i soldi persi, ma ovviamente non succede spesso e il tipster guadagna.

La Gran Bretagna, dove il fenomeno è in crescita, sta già pensando di introdurre nuove leggi per regolamentare anche questo aspetto del mercato delle scommesse. Vedremo se anche l’Italia si preoccuperà di tutelare i propri scommettitori social.


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Redazione

Redazione editoriale "M Social Magazine" - www.emmepress.com