Viaggio alla fine del Wind Summer Festival: il nostro reportage

Il cielo plumbeo della Capitale non ha frenato i colori dell’estate di Piazza del Popolo, con una finale ricca di ospiti e di sorprese. Ecco i nostri appunti di viaggio.

I VOLTI AMATI E I VINCITORI

Briga, Biondo e Bravi: le 3B hanno conquistato i cuori dei giovanissimi, fradici sotto al diluvio, ma pieni d’adrenalina, vicino alle transenne dell’entrata. In scia al podio, si è susseguito un altro tris, formato stavolta dalla lettera R di rap (Guè Pequeno, Fred de Palma e Vegas Jones). Da quella stessa lettera, però, è disceso pure l’eroe inaspettato di serata, Riki, tanto acclamato dalla piazza ‘rosa’, quanto imprevedibile vincitore del “Premio Speciale 105”. Una certificazione, tra l’altro, posta a metà della serata, nello stupore generale, che è stata in grado di ribaltare i pronostici (e la scaletta live) che vedevano nell’isola felice straniera un altro colpaccio, oppure nella hit di J-Ax e Fedez i più ferrati al televoto. Invece il giovane cantante della scorsa edizione di Amici ha inanellato un grande traguardo ‘in lingua spagnola’ insieme ai scoppiettanti CNCO, così come la giovanissima Federica Abbate, che è riuscita a sgusciare con talento (e un pizzico di esperienza grazie alla collaborazione artistica con Marracash) dalla forbice rap degli altri due finalisti (Fasma e Quentin40) e a vincere l’altro circuito della kermesse.

IL RAIN SUMMER FESTIVAL: CRONACA DI UN DILUVIO

Le targhe brillanti e lucide tenute strette dai vincitori sotto l’incessante pioggia serale sono l’icona più evidente di questa 4° puntata. Se per loro il passo è stato svelto verso l’uscita, non si può dire altrettanto per gli Autogol, usciti maestosi dal palco con le divise azzurre dell’Italia e sempre in grado di strappare una risata nel backstage, tra racconti delle avventure in Russia e …pillole di calciomercato. Nell’improvvisato bar al coperto, vicino ai camerini di alcuni ospiti e a due passi da un’entrata sul palco, si sono radunate le anime inquiete (Guè Pequeno), sorridenti (Noemi ed Elodie) e loquaci (Lorenzo Fragola e Gazzelle) di questo Festival, creando un ritratto del tutto originale, unito da un solo pensiero: “ma quando smetterà questa pioggia?” Decisamente più avventurieri Ermal Meta e Fabrizio Moro, visti perlopiù nelle aree scoperte che nei loro camerini, facendo dimenticare quella pioggerellina battente che ha contaminato il 90% della nostra permanenza.

VISTI & NON VISTI: LA VISIBILITA’ NEL BACKSTAGE

Passiamo invece al capitolo di quegli ospiti “presenti sul palco”, ma “assenti (ai nostri occhi) nel backstage”: il caso eclatante è stato Ultimo, forte di due esibizioni nella 4° puntata, ma invisibile fra le vie interne del retropalco, a pari merito con Enrico Nigiotti. Utilizzo del mantello dell’invisibilità? Ai collezionisti di pioggia di Piazza del Popolo l’ardua scelta! Chi, invece, è stato notato proprio per il mezzo usato al Wind Summer Festival è stata proprio lei, Loredana Bertè, che non ha richiesto particolari strumenti sul palco, bensì…una bicicletta per pedalare a ritmo del suo ritornello di “Non ti dico di no”. Infine la presenza del giovane Riki è stata perlopiù confermata dal maestoso corpo di ballo, che ha riempito di colori, trucchi e prove la zona centrale del backstage, a pari merito con quello ufficiale del Festival.

STYLING DA FESTIVAL: I CONSIGLI DI MODA

A beneficiare della cura  -“noncurante della pioggia” – stilistica migliore sono stati l’eccentrico Cosmo, che però ha preferito (con raziocinio) di non bissare l’operazione Primo Maggio, facendo parlare solamente il suo abito, e gli irrefrenabili Maneskin, con l’operazione azzardata della giacca dorata tolta…a temperature avverse. L’outift della maggior parte dei rapper saliti sul palco hanno mostrato un certo gusto per Justin Bieber, i Paint Party e il dandismo. Infine si è notato una forte dicotonomia tra l’aspetto casalingo di Riki, che si è affidato al tradizionale felpone…da fine Aprile (o Giugno, per i presenti di lunedì 25 a Roma) e l’abito da discoteca di Giusy Ferreri: inversione di archetipi?

IL FINALE INASPETTATO E….IRREALIZZATO

Quando i giochi si sono conclusi, con il mash-up fenomenale di Bob Sinclair,  si è alzato l’imprevedibile coro per il capitano della Roma Francesco Totti. “C’è solo un capitano”, aizzava la folla, come se fosse nell’impianto dell’Olimpico a Roma-Genoa dello scorso anno. Il richiamo però è rimasto strozzato per gli impavidi superstiti della kermesse,  che hanno deviato la mira per Ilary Blasi, intonandole cori d’incitamento. Dopotutto, miss Totti ha saputo gestire con carattere questa serata, e può dirsi soddisfatta del suo primo anno di Festival (in attesa del voto finale per la serata conclusiva  di Settembre.


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Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).