Giornata Mondiale del Bacio: un atto rivoluzionario, più profondo del sesso genitale

La nostra bocca serve a tante cose. Ci permette di parlare, mangiare, respirare, attirare, gustare e… baciare.

Ma non tutte le popolazioni del mondo la utilizzano per avvicinarsi e vivere l’amore. In alcune zone del nostro pianeta, il contatto fisico, anche quando amoroso, avviene secondo regole, consuetudini ed abitudini che sono diverse dalle nostre. Ad esempio, in America centrale la pratica è pressoché sconosciuta, e solo il 46% dell’umanità intera conosce l’arte del baciare. È così, questo è il bello della nostra umanità, da sempre. E mi auguro con tutto il cuore che le differenze continuino ad esistere. Anzi, sono convinto che siano proprio queste a garantirci la nostra sopravvivenza.

Pensate ai baci di tutte le mamme del mondo, almeno quelle che sono contente di avere figli e di essere madri. Il contatto della bocca con la pelle del partner, del bambino e figlio, persino con i nostri animali, è la dimostrazione evidente, inequivocabile e forte di un legame che diventa sacro, importante. È come suggellare, mettere un timbro e dire: “io sono qui, accanto a te, con la mia bocca. Con quella bocca con la quale mi nutro, respiro e vivo. Ed ora, tu sarai la mia vita, il mio fiato e il mio nutrimento”. Ed è così che il bacio diventa simbolicamente la dimostrazione a se stessi e all’altro/a che d’ora in poi la propria esistenza sarà a due, a tre, e così via…

Inoltre, dal punto di vista fisiologico, con il bacio ci scambiamo saliva, anticorpi e il nostro sistema immunitario migliora (per la precisione, si scambiano biomi intestinali che migliorano le nostre difese). Certo, se siamo sani, altrimenti le cose peggiorano e si tramettono patologie. Ma non dipende dal bacio in sé, ma dal fatto se siamo o no attenti alla nostra sanità. E questo è un altro discorso.

Quindi, carissimi tutti, ricordiamo che il bacio significa cose importanti, fondamentali e vincolanti. È come promettere, ossia “mettere se stessi a vantaggio dell’altro/a”, volendolo fare, decidendolo consapevolmente. E se lo faccio con gli occhi aperti, nel mio cervello si imprime perfettamente l’odore, la sensazione del corpo che incontra il nostro amore.

Baciatevi tutti, dunque, e senza remore di genere etero oppure omo, ma fatelo sapendo quello che state facendo: un atto rivoluzionario di profondo amore, ancora meglio del sesso genitale.


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Alessandro Bertirotti

Docente universitario e Visiting Professor di Anthropology of Mind presso la Universidad Externado de Bogotà, Colombia

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