“L’amore e altri guai” di Prisca Turazzi: un coming out che vale la passione di un amore

Siamo nella Milano di oggi.

Filippo è un giovane scrittore. Ha un carattere particolare, non è troppo deciso o sicuro di sé, non prende di sua spontanea volontà nessuna strada; in altre parole, lascia che gli altri scelgano per lui. Quasi sempre, perlomeno. Ha scelto Giurisprudenza non perché difendere le cause altrui lo renda particolarmente eccitato, né per le materie di studio – che trova comunque abbastanza noiose – bensì perché qualcuno gliel’ha consigliato. E sta con Anna perché gli sembra giusto. Non crede di amarla, il loro è un legame che come collante ha abitudine e una buona dose di arrendevolezza.

Francesco invece è una persona che sa quel che vuole. È gay e non ha particolari problemi a dirlo – malgrado non sia stato facile fare coming out –, inoltre è una persona particolarmente chiara. Con se stessa, sì, ma anche con gli altri.

Filippo, come ho già detto, fa sempre più o meno quello che gli altri si aspettano da lui. Tranne una sera, quella sera. Per un capitolo del suo nuovo romanzo – dice all’amico Francesco – serve che lui si documenti sull’amore omosessuale. Francesco si offre di aiutarlo, ha dei libri adatti all’occasione che Filippo può visionare per creare la scena che gli serve. Ma poi, un lampo, un attimo di follia, di libertà, di amore.

I due si guardano negli occhi, sono tanto vicini che possono sentire l’uno l’odore dell’altro. E succede.

Francesco mi fissa ancora per qualche istante, prima di chinarsi su di me, afferrarmi la nuca e baciarmi. Sento la punta della sua lingua toccarmi il labbro superiore. Schiudo la bocca ma Francesco torna a scostarsi. «Lo fai per il romanzo?» chiede e aggrotta le sopracciglia. Sembra in cerca di una motivazione per qualcosa che non riesce a comprendere. Non riesce a comprendere me. Siamo in due. «Lo voglio per me» rispondo. Di questo ne sono certo, voglio sapere, provare sulla mia pelle questo sesso così discriminato. Scoprire una volta per tutte se quest’attrazione è un desiderio mascherato per anni oppure morbosa curiosità.

Filippo, per la prima volta in vita sua, decide. Per sé, senza pensare a nessun altro. Senza preoccupazioni né pentimenti e nemmeno pregiudizi. Ha una fidanzata che sta con lui da molti anni e che vorrebbe creare presto una famiglia, ma lui è felice tra le braccia del bel Francesco, braccia forti che gli provocano estrema eccitazione ma anche turbamento. Felicità ma anche inquietudine. Quella notte di sesso cambierà profondamente entrambi. Quella notte di sesso sarà il punto di partenza per i successivi avvenimenti. Quella notte di sesso li porterà altresì a un paio di mesi di separazione, mesi tristi in cui entrambi soffriranno molto.

«E quando pensi a Francesco?» mi chiede. Socchiudo le labbra, ma le richiudo subito dopo. D’un tratto la mia mente è impregnata di silenzio, è andata in corto circuito. Rovisto tra i ricordi e sento un sapore amaro in fondo alla lingua. Il cuore palpita, lo sguardo si perde nella striscia arcobaleno che decora la sommità del pilastro dietro il bancone. Mi sento avvolgere dal ricordo della tenerezza e la sensazione di averlo addosso mi manca quanto l’aria.

Filippo dovrà imparare ad ascoltare il suo corpo, a capire che il nostro scopo è essere noi stessi. Che la vita è troppo breve per farsi bloccare dalla paura. Che l’amore è quello che ti fa battere il cuore e che non ti fa dormire, non quello che progetta senza sospiri.

Francesco dovrà, altresì, capire i tempi di Filippo, dargli tempo e darsi tempo. Non sarà facile, per lui, visto che comunque quella notte l’ha cambiato, ha portato alla luce sentimenti che erano assopiti, chiusi nel suo cuore. In più è deluso da Filippo, dalla sua eterna indecisione, dalla sua insicurezza.

Si amano, si cercano, si mancano. Però devono processare questo loro bisogno, renderlo libero.

Introspettivo e molto intenso, sebbene breve. Ricco di emozioni, particolarmente interessante. Uno specchio della realtà. Turazzi riesce, tramite i punti di vista di entrambi i protagonisti, a farci comprendere la complessità di due caratteri diversi e quasi complementari. I loro pensieri, le loro paure, le loro incertezze… tutto sarà chiaro, servito su un piatto d’argento per noi. Insieme alla complessità dell’amore che, ahi ahi, non è mai semplice.


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Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.

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