La bellezza non è un talento. Lo vogliamo fare sapere al nuovo Mister Italia, ingegnere dalle idee confuse?

Tanto tempo fa qualcuno disse che la bellezza non può essere interrogata, perché essa regna per diritto divino, ne sono pienamente convinto; qualcun altro aggiunse poi che la bellezza è l’unica arma possibile in grado di salvare il mondo, può darsi, sempre che vi sia ancora qualcosa da salvare! Io invece voglio solo dirvi che il non preoccuparsi del giudizio altrui e l’essere liberi di esprimere se stessi in qualunque occasione, al di là del buon Einstein e della sua relatività in rapporto a ciò che per alcuni può essere bello mentre per altri brutto, ci rende in ogni caso bellissimi agli occhi della gente, specialmente quella che manca di personalità e di buon gusto. Anna Mazzamauro, oltre ad essere la più grande attrice italiana vivente, è l’esempio lampante di ciò che io penso significhi essere belli nonostante i canoni classici affermino il contrario. La sua atipicità e il suo spiccato senso dell’humor la sanno lunga in fatto di consensi. Per chi non lo sapesse, comunque, tornando ai nostri discorsi iniziali, la prima è una citazione di Oscar Wilde, uno che di bellezza se ne intendeva, la seconda appartiene a Fëdor Dostoevskij, uno dei massimi esponenti della letteratura russa. Ma che ve lo racconto a fare, molti di voi al massimo conosceranno le 26 lettere che formano il nostro alfabeto e non tutti arrivano a contare fino alla Z! E per concludere, entrando nel vivo del tema settimanale, Ludovico Ariosto, l’autore dell’Orlando furioso, affermò: a donna non si fa maggior dispetto che quando vecchia o brutta le vien detto. Bene, spero non valga lo stesso per noi uomini…

31 anni, ex cestista, anche se il termine “cessista” a mio avviso suonava meglio, laureato in ingegneria civile, di professione quindi ingegnere (pare sia iscritto all’albo con la specializzazione in sicurezza del lavoro), viene da Vico Equense, è alto 1,90 e ugualmente a tutti gli altri prima di lui, e quelli che dopo di lui verranno, sogna di affermarsi nel mondo dello spettacolo, come se tutta la mole di belli e buoni a niente che popolano i nostri salotti televisivi davvero non bastino e avanzino a farci venire l’orticaria. In una recente intervista ha dichiarato – sono ancora incredulo – e sinceramente lo sarei anche io, poi ha aggiunto – sento tutto il peso, nel senso di onore e responsabilità, che porta questa fascia.

Alla fine, come da copione, ha ringraziato sorridente la famiglia, gli amici, l’intera organizzazione e gli sponsor. Al sorprendente identikit risponde Nicola Savarese, il neo incoronato Mister Italia 2018, apparso anche lui, da pochi giorni, sui divanetti Mediaset da Barbara D’Urso a Pomeriggio Cinque.

Egregio Signor Nicola Savarese, con la presente mi rivolgo direttamente a lei, senza chiederle il permesso, devo proprio ricordarvelo io che la bellezza non è né un talento, né è una capacità, ma solo una semplice qualità della quale non possediamo alcun merito!? Devo ricordarvelo io che un ingegnere civile è responsabile di pianificazione, progettazione, sviluppo e manutenzione di costruzioni, strutture, centrali elettriche, strade, aeroporti, ferrovie, servizi di trasporto, gallerie, canali, dighe, porti, impianti costieri e sistemi relativi ad autostrade e servizi di trasporto, distribuzione di acqua, servizi igienici e infine PONTI?! Sì, i ponti che nel nostro Paese crollano, insieme ai tetti delle chiese e tutto il resto inesorabilmente andato a rotoli, e questo proprio perché pensiamo ad edificare carriere inesistenti nel mondo dello show business basate su una semplice qualità, rincorrendo a tutti i costi il successo poiché crediamo sia la strada più facile da seguire, piuttosto di impegnarci una buona volta a fare la differenza, a costruire un futuro per quelli che verranno, a mettere in pratica ciò per cui abbiamo studiato, quello raggiunto con la fatica, magari dei nostri genitori! No, per carità, non è una colpa essere belli, è una condanna oggigiorno!!!

Riesce a spiegarmi, se non è chiederle troppo, quale peso e quale senso di onore e responsabilità porta la fascia conferitole da Adriana Volpe, Jo Squillo e la Claudio Marastoni Communication?

Il peso dell’onore lo acquisti quando fai qualcosa che ti rende degno di rispetto, e non va confuso con la gratitudine. Naturalmente siamo tutti degni di rispetto, ognuno con le proprie peculiarità, ma il concetto da lei espresso è davvero poco rispettoso, specialmente quando cerca di esprimere il peso della responsabilità in relazione ad una fascia che non ha alcun valore se non quello di designare un effimero canone estetico basato su un giudizio altrettanto effimero, alimentando lo stereotipo di una perfezione inesistente e irraggiungibile, e aggiungerei inadeguatamente rappresentabile.

Il più bello tra i belli hanno affermato. Io di belli, tra quei 29 sopravvissuti, giunti da tutta Italia al termine di un lungo percorso di oltre 400 selezioni cominciato nell’aprile scorso, in finale con lui sul palco, non ne ho trovato nessuno. Quelli che vengono definiti i più autorevoli, come in questo caso, trampolini di lancio nel mondo dello spettacolo, per gli uomini e le donne più belle d’Italia, non fanno che alimentare la crisi delle coscienze di cui siamo consapevolmente addolorati, distruggono i sogni, le speranze e nel frattempo, insieme a noi, la nostra Terra muore.


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Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo.

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