Cuciniamo Insieme? Prepariamo le carte per il DIVORZIO!!

La cucina territorio del cibo, della preparazione di pasti importanti o veloci, dello stare insieme.

Da sempre territorio della donna che lo occupava a pieno titolo, tra orgoglio e talvolta lamento per il lavoro quotidiano. Ma anche territorio all’interno del quale non lasciava spazio operativo a nessuno. Al massimo era ammesso un aiuto per le faccende più noiose come sbucciare le patate o asciugare le stoviglie.

Quando mai due cuochi convivono e operano nella stessa cucina?

Quando mai due cuochi cucinano lo stesso piatto senza recriminare su cosa mettere o quanto sale e spezie o ingredienti utilizzare?

Quando mai due partner o marito e moglie cucinano insieme in armonia?

Il “mestolo” o il “cappello da cuoco” chi lo tiene o indossa?

Quante volte abbiamo cucinato da soli, alcune volte lamentandoci per l’incombenza; altre abbiamo apprezzato la serenità che deriva dall’essere in armonia con ciò che stiamo preparando; altre ancora abbiamo cucinato un piatto speciale per una persona cara; altre ancora abbiamo messo a tavola un numero considerevole di amici o parenti; altre ci siamo preparati semplicemente una pasta, un’insalata o scaldato nel micro onde una zuppa già pronta…. In tutte queste occasioni ci siamo ritrovati in un luogo che conosciamo bene, nella cucina di casa nostra, in uno spazio che sappiamo come utilizzare e sfruttare al meglio. Eravamo soli a prendere decisioni, a organizzare il modo in cui avremmo cucinato.

Ma quando decidiamo di cucinare in due, la prima domanda è: “Cosa prepariamo?” , “Tu cosa fai?”, “Da dove iniziamo?”

Tre domande che aprono uno scenario di infinite possibilità di confronto, di cooperazione ma anche di possibili battibecchi.

Qualcuno deve dare una risposta.

Ecco allora che uno si propone per fare questo o quello, cosa che può non trovare l’accordo dell’altro. Il passaggio al “Lascia stare, faccio io!” è breve.

Le possibilità di litigio altissime!

Ovviamente se non si vuole finire in pizzeria o peggio ancora dall’avvocato, bisogna che si trovino accordi ed equilibri.

Ci sarà qualcuno che “dirige i lavori” e qualcuno che “sposta transenne”.

Il risultato può anche essere un piatto cucinato bene e gradevole al palato, ma occorre che uno dei due lasci che sia l’altro a decidere che cosa cucinare; i tempi e le modalità di preparazione.

Uno cucina, l’altro è in cucina, ma deve fare il secondo cuoco che aiuta lo chef. Magari mondare le verdure, lavarle e prepararle per la cottura, infarinare la carne, sbattere le uova….insomma deve adattarsi a fare i lavori di preparazione e lasciare che sia poi il partner a decidere cosa e come utilizzare, i tempi di cottura, le salse da abbinare…..

Solo così si possono evitare interminabili discussioni, che state pur certi si porteranno dietro problemi non risolti, cose che avremmo voluto dire in altre occasioni e abbiamo taciuto, recriminazioni sull’ordine, sulla pulizia, sul lavoro…..Insomma il risultato sarebbe davvero rovinoso, almeno per la riuscita del piatto e per il vostro stomaco!

Per dirla con Oscar Wilde: “Fare una buona insalata vuol dire essere un diplomatico brillante, il problema è identico in entrambi i casi: sapere esattamente quanto olio bisogna mettere assieme all’aceto!”

Per cui signori miei: “Siate diplomatici!!”


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Ernestina Rossotto

Psicologa, psicoterapeuta. Ha fondato la filosofia dello "psico-design". www.psico-design.com