Scorsese incanta Roma: “Antonioni, Fellini e Rosselini i più grandi di tutti”. Paolo Taviani consegna il premio alla carriera al maestro italoamericano

Tanta carne al fuoco per la quinta giornata della Festa del Cinema di Roma, con un red carpet invaso da attori internazionali e nostrani.

Una su tutte oltre a Cate Blanchett tra le madrine della rassegna, c’è stata l’australiana Nicole Kidman in corsa come protagonista di ‘Boy Erased’ film da regista del talentuoso Joel Edgerton (Loving), con una Nicole Kidman madre da Oscar e un figlio (Lucas Hedges) omosessuale che il padre (Russel Crowe) vorrebbe ‘curare’.

Ma la giornata di ieri era indubbiamente dedicata, a Martin Scorsese, uno dei più grandi cineasti del mondo. Il maestro statunitense ha ricevuto il Premio alla carriera dalle mani di Paolo Taviani, e ha incontrato il pubblico. Scorsese ha parlato in particolare dei nove film italiani che più lo hanno influenzato: ‘Accattone’ di Pasolini (1961), ‘La presa del potere da parte di Luigi XIV’ di Rossellini (1966), ‘Umberto D’ di De Sica (1952), ‘Il posto’ di Olmi (1961), ‘L’eclisse’ di Antonioni (1962), ‘Divorzio all’italiana’ di Germi (1961), ‘Salvatore Giuliano’ di Rosi (1962), ‘Il Gattopardo’ di Visconti (1963) e infine quello che ancora oggi, con la sua esperienza e la sua passione anche di restauratore con la sua Film Foundation, lo lascia senza parole, ‘Le Notti di Cabiria’ di Fellini (1957), mentre Vanity Fair gli dedica una serata esclusiva a Villa Medici. Scorsese in un incontro con il pubblico ha raccontato del suo amore per il cinema italiano selezionando nove sequenze di film a lui cari. Una passione che lo ha accompagnato sin da piccolo quando, dopo la scuola, correva nelle salette del quartiere di Little Italy per vedere i capolavori di Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni e Federico Fellini, da quelle visioni sono nati anche i suoi capolavori. «Scorsese è uno di quei registi che appartengono alla categoria poco frequentata degli autori che con i loro film ci aiutano a capire chi siamo», ha dichiarato Paolo Taviani durante la cerimonia di premiazione, «è un lavoratore instancabile, ha una furibonda energia e ha una grande fortuna: una fiducia illimitata in se stesso», ride il regista italiano insieme all’amico sul palco della sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica. Ed è standing ovation. Tra il pubblico si riconoscono Giuseppe Tornatore, Pif, Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo e Nicola Piovani. Tutti in piedi per il regista americano più italiano che ci sia.

Oggi 23 ottobre la Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma presenterà tre produzioni provenienti da altrettanti continenti. Dall’Asia, Mere Pyaare Prime Minister (My Dear Prime Minister) del regista indiano Rakeysh Omprakash Mehra che sarà proiettato in Sala Petrassi alle ore 20: il protagonista della storia è Kannu, un bambino di otto anni che vive con la madre single, Sargam, a Gandhi Nagar, una baraccopoli di Mumbai chiamata così in onore del Mahatma Gandhi. A Gandhi Nagar c’è la televisione satellitare, ci sono frigoriferi, c’è internet e ci sono smartphone in ogni casa, ma mancano i servizi igienici. Così le donne sono costrette a uscire di notte e a vagare nell’oscurità per evacuare. Una notte, uscita per soddisfare i suoi bisogni naturali, Sargam viene violentata. Kannu si lascia allora assorbire dal pensiero fisso della costruzione di un gabinetto per tenere sua madre al sicuro, ed è disposto a fare qualsiasi cosa per realizzare il suo proposito.

Jan Palach di Robert Sedlácek (Sala Petrassi ore 22.30) è una coproduzione ceca e slovacca che racconta gli ultimi mesi della vita dello studente che nel 1969 si diede fuoco per protestare contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Un giovane che scelse il sacrificio estremo nella speranza di risvegliare la coscienza del suo popolo. Attraverso il rapporto con la fidanzata, la vita nella casa dello studente, la convivenza con la madre, il viaggio come lavoratore stagionale in Francia e in Kazakistan, seguiamo il percorso che lo portò – da figlio devoto, amico affettuoso, studente di filosofia sensibile e riflessivo – a diventare “la prima torcia umana”, come si definì in un suo scritto.

Il Teatro Studio Gianni Borgna Sala Siae, alle ore 21.30, ospiterà il primo film di finzione messicano sulla comunità di origine africana: La negrada di Jorge Pérez Solano. Tra la popolazione nera della Costa Chica di Oaxaca è socialmente accettato il “queridato”, ossia il fatto che un uomo viva con più di una donna. Juana e Magdalena condividono l’amore di Neri, anche se entrambe si rendono conto che questa situazione le fa soffrire. La morte di Juana donerà a Magdalena la chiarezza necessaria a imprimere una nuova direzione alla propria vita e a riprenderne il controllo senza Neri.
La Sala Sinopoli ospiterà due “Eventi Speciali” fra cinema e musica. Il primo, alle ore 19.30, è Il flauto magico di Piazza Vittorio di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu, un film musicale in otto lingue dove i musicisti della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio rivisitano e re-interpretano l’opera di Mozart, arricchendola e adattandola ad un setting moderno, ognuno secondo le proprie tradizioni e culture musicali. Tutto avviene nei giardini di Piazza Vittorio, che si animano per magia durante la notte. Contrariamente a quanto accade nell’Opera di Mozart, i personaggi femminili possono cambiare il corso degli eventi e assumere un ruolo decisivo.

Armando Biccari

Mi chiamo Armando Biccari ho origini pugliesi sono un giornalista ho lavorato e lavoro lavoro per diverse Testate giornalistiche online e Carta Stampata, e Radio TV ho vissuto in diverse città Italiane Genova, Venezia, Prato Macerata. Tra le mie passioni ci sono oltre al Cinema la comunicazione musicale Sociologia dei New Media Audiovisivi Televisione, e la comunicazione scientifica e tutto il resto...