Omofobia e transfobia: ma per fare una famiglia non basta l’Amore? La Svizzera insegna

Tempo fa il mio collega Yutang Lin, scrittore e traduttore cinese, e come me di fama internazionale, mi ha ricordato, tramite un’attenta sessione di metafonia, che la nostra società esiste unicamente sulla base di cortesi bugie e a patto che nessuno dica rigorosamente ciò che pensa. Sarà per questo, gli chiesi speranzoso, che io per i grandi non esisto o esisto solo in parte?! La sorte ha voluto che, in quel preciso istante, andasse via la corrente elettrica e l’ovvia risposta non la sapremo mai, anche se io un’idea me la sono fatta! Le nostre angosce e le nostre ansie quotidiane pare derivino dalla preoccupazione di ciò che gli altri pensano di noi. Fortunatamente per me le opinioni altrui contano quanto il due di briscola quando l’asso è in tavola. Siamo o non siamo tutti delle piccole creature in un mondo molto vasto, vario e avariato? Il vecchio J. R. R. Tolkien non sbaglia mai, ne sapeva una più del diavolo!!!

 

Oggi più di ieri si potrebbe sindacare sull’arretratezza del nostro Paese, c’è da vergognarsene. I nostri confinanti svizzeri hanno adottato una revisione del loro Codice Penale, trasformando omofobia e transfobia in reati perseguibili e punibili fino a 3 anni di reclusione, mentre qui, al contrario, si favoreggiano campagne discriminanti e incitanti all’odio, come l’iniziativa promossa da Pro Vita e Generazione Famiglia, associazioni patrocinatrici del Family Day, Due uomini non fanno una madre #StopUteroinAffitto. Nei manifesti affissi nelle principali città compaiono due giovani che spingono un carrello con dentro un bambino che piange disperato, dopo essere stato comprato dal “genitore 1” e dal “genitore 2”, perché sente la mancanza della mamma, a detta loro. Per quanto mi riguarda i bambini piangono per innumerevoli ragioni: colichette, denti che sputano, fame, capricci, sonno etc. etc. etc. Questo giusto per ribadire che il sacrosanto diritto di ogni bambino, per esteso di ogni essere umano, è quello di avere una famiglia che li ami e li renda felici, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei componenti della stessa. Questo giusto per ricordare a quegli intelligentoni del Kaiser che alle volte non basta un uomo per fare un padre e una donna per fare una madre! Per fare una famiglia però è semplice, basta l’amore. Se non lo sai, sallo! Il nostro caro scarpone sarebbe da commemorare invece che commentare, in tutti i suoi aspetti, specialmente quelli politici, ma non mi dilungherò ulteriormente.

Questa settimana mi ero riproposto di inviare la mia candidatura alle più grandi signore della Tv, quelle che stimo e ritengo essere le colonne portanti di questo circolo televisivo che catapulta persone (a)normali nell’Olimpo delle celebrità, e mi chiedevo se fosse loro utile un novello irriverente, mai banale, pronto ad esprimersi liberamente su tutto quello che accade in televisione e non. La regola è sempre la stessa, chi non mostra, non vende. In fondo non ho nulla da invidiare a nessuno, anzi, non mi manca niente, e mi sembra ci sia spazio per molti, purtroppo. Tuttavia Manila Gorio mi ha preceduto, e ancor prima di una qualsiasi mia richiesta, ha avuto il piacere di ospitarmi all’interno di Privé, programma di approfondimento sociale ogni venerdì in seconda serata su Antenna Sud.

Dimenticavo, la Baronessa di Catanzaro è nuovamente al centro della polemica e resta la protagonista indiscussa di quest’edizione del Grande Fratello Vip. Per un pugno di applausi, dall’alto della sua aristocratica invenzione, durante l’ultima diretta, è riuscita a rinnegare persino le proprie origini, dimenticando chi è e da dove viene. E meno male che alla figlia, a detta sua, aveva trasmesso il valore dell’onesta e della serietà, sempre che si possano tramandare agli altri tutte quelle qualità che non si posseggono! Basteranno le sue reiterate bugie a tenerle salda la corona sulla testa? L’entrata in casa di Maria Monsè per lei non lascia presagire nulla di buono. Si salvi chi può, e chi non può, mi spiace, si arrangi!!!

A domani sera, per nuovi sviluppi, dalla mia palude è tutto, passo la linea allo studio!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com