Dalle foto in CORNICE alle foto in BACHECA

Ve le ricordate le foto, magari in bianco, sul comò della nonna o su un tavolino in salotto?

In quelle foto erano racchiusi ed immortalati attimi di vita, momenti che hanno segnato la storia delle generazioni passate. Pochi scatti, che raccontavano le generazioni. I figli, il matrimonio, la morte.

Vivi e defunti trovavano collocazione in uno spazio dove ognuno aveva “qualcosa da dire”. Tramandavano messaggi ed emozioni!

In questa foto c’era il figlio di… con sua moglie e i tre figli. Il maggiore ha sposato…., il più giovane è entrato in seminario.  In quella foto c’era il bisnonno, impettito con i baffi curati e il vestito “buono”; accanto la bisnonna, la nonna di nonno… e così via. L’albero genealogico era quasi completo!

Quasi sempre le cornici erano scelte con cura, dal materiale più prezioso, tipo argento, osso o madreperla, a quelli più poveri come il legno. L’obiettivo era quello di assegnare un posto d’onore ai famigliari, spesso quelli che erano passati a miglior vita, ponendo le fotografie in un luogo ben visibile.

All’epoca pochi potevano permettersi una macchina fotografica, per cui andare in occasioni speciali, dal fotografo era un momento di festa, dove tutti si vestivano a festa. Era un’occasione fuori dal comune.

Ora le foto in cornice sono sparite dal comò o dalle pareti per fare la loro massiccia comparsa sui social. Le bacheche virtuali pullulano di foto e di selfies. Centinaia e centinaia di foto ad ogni ora del giorno, in ogni luogo, con ogni tipo di pizza o di bevanda, dal parrucchiere, dall’estetista. In città, in vacanza, con o senza sonoro…alimentano una storia personale che ha quasi la valenza di un reportage di vita quotidiana.

Non si celebrano le occasioni, le occasioni se non ci sono, si creano e se non si possono creare, si pensa sia importante che centinaia di persone visualizzino cosa mangiamo a cena o il colore dei capelli, o il grado di abbronzatura.

Sembra che le fotografie oggi non testimonino più dei momenti salienti della vita delle persone e delle generazioni, ma rimbalzino senza sosta nel mondo virtuale, nel tentativo di essere protagoniste, anche solo per qualche secondo, agli occhi di molti che magari neanche ci conoscono, che non sanno nulla di noi.

Tempi mutevoli, mutevoli le abitudini.

Tutto si adatta, un po’ come la punteggiatura, che ha perso la sua funzione principale per esprimere stati d’animo; così le foto si sono adattate: dalla cornice alla bacheca.

L’evoluzione, il cambiamento, signori miei.


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Ernestina Rossotto

Psicologa, psicoterapeuta. Ha fondato la filosofia dello "psico-design". www.psico-design.com

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