Ritrovare i propri oggetti è come ritrovare una parte d’intimità!

Questo articolo prende spunto da una conversazione con una persona che rimasta vedova in un’età in cui non si pensa neanche lontanamente a questa possibilità, è costretta a trasferirsi dalla capitale in periferia di Torino e vivere per un periodo temporaneo a casa del padre, da poco tempo, anche lui vedovo.

Comprendiamo bene come questa convivenza sia funzionale, non solo dal punto di vista della praticità e della quotidianità, ma sia un modo per godere dell’affetto e del sostegno reciproco in un momento così delicato e doloroso per entrambi.

Indipendentemente dalla situazione contingente, la riflessione che è venuta spontanea è legata al fatto che tutti noi abbiamo abitudini consolidate rispetto allo spazio, alla nostra casa e agli oggetti che utilizziamo. In momenti di normalità li usiamo senza neanche considerare che fanno parte di noi, del nostro quotidiano. Ad esempio, è normale appoggiarsi sul cuscino che abbiamo sul divano, sappiamo com’è, ne conosciamo il colore e la morbidezza; è normale sorseggiare il caffè nella tazzina posizionata sulla mensola; è normale utilizzare la tovaglia del terzo cassetto della cucina.

Proviamo a pensare se improvvisamente tutto ciò che utilizziamo nel quotidiano, per motivi più disparati, “sparisse” in scatoloni che verranno ammucchiati in un garages. Ci troviamo catapultati in un’altra realtà, che se pur confortevole e accogliente, non è la nostra, non ci appartiene. Saremo sicuramente grati per ciò che ci viene donato, ma proveremo anche un senso di disagio e di malinconia pensando a ciò che fino a pochi giorni prima ci circondava…dalle cose più banali a quelle più importanti.

Penseremo allora alle nostre abitudini, a come bevevamo il caffè, a come occupavamo il divano e a tante piccole azioni quotidiane che restano nella nostra memoria e agli oggetti che ci accompagnavano.

Quando finalmente, dopo un certo periodo di tempo, di “esilio” dalle nostre cose, da ciò che era per noi consuetudine e certezza, ci troviamo a rimettere in vita un nuovo spazio, di nuovo nostro, allora le nostre emozioni per quegli oggetti e quei mobili si fanno più intense e proveremo gioia e tenerezza al solo pensiero di spacchettare le tazzine, i piatti, i soprammobili….

Un senso di rinato benessere ci pervaderà, legato all’emozione di un imminente tempo nuovo. Tempo nuovo, ma con i nostri oggetti, proprio quelli che sono stati con noi altrove e in un altro tempo, ora sono nuovamente i nostri compagni nella  quotidianità di oggi.

Tempo, spazio, emozioni si fondono e restano con noi anche quanto la vita mescola le carte!

Ernestina Rossotto

Psicologa, psicoterapeuta. Ha fondato la filosofia dello "psico-design". www.psico-design.com

2 pensieri riguardo “Ritrovare i propri oggetti è come ritrovare una parte d’intimità!

  • 9 Dicembre 2018 in 22:43
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    Mi ci ritrovo in tutte queste sensazioni, raccontate con semplicità e naturalezza , brava Ernestina!

    • 10 Dicembre 2018 in 13:59
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      Grazie Renata. Cerco di voglio l’essenziale e poi la semplicità è un obiettivo da raggiungere. Un caro saluto !

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