Quale emozione sei quando viaggi?

La vita è un viaggio. Si dimentica la partenza, non ci si gode il percorso, aspettiamo l’arrivo come fosse l’unico obiettivo.

Tutti i giorni viviamo in movimento. Alcuni sono considerati spostamenti. Al viaggio diamo la dimensione di azione temporanea ma di sostanziale importanza con un significato ben preciso, vacanza o lavoro.

Eppure la mente agisce nello stesso modo. Sia nel prendere un treno per andare quotidianamente al lavoro, sia in vacanza.

Certo lo stato d’animo è differente.

Nel primo, abbiamo in tasca il peso del “devo”. Nel secondo caso abbiamo in bocca il sapore del “voglio”.

Il concetto è che la mente decide quali emozioni vivere. Possiamo trasformare tutto cambiando le informazioni del nostro vocabolario.

Glisserei sui sentimenti del viaggiatore per come lo intendiamo.

Mi piace soffermarmi sul passeggero che vive gli spostamenti quotidiani.

Osservare e riflettere, il modo migliore per riconoscere le emozioni che proviamo e quelle che vivono intorno a noi.

Il quotidiano è straordinario se gli diamo il giusto valore.

A volte anche le vacanze, meglio organizzate, non danno lo stesso godimento di quelle improvvisate, certo sempre se siamo capaci di accettare gli eventi. Condizione fondamentale.

Siamo gentili, solo se ci sentiamo felici.

Pochi riescono a essere gentili per scelta e si rivolgono al prossimo con rispetto.

Proprio questo è il punto che vorrei toccare.

Quali emozioni ci accompagnano quando prendiamo la metropolitana, il treno regionale, il bus.

Spazi condivisi con persone sconosciute.

Tempo speso a pensare all’arrivo.

Sempre di più isolati dai cellulari.

Ognuno viaggia da solo.

Tutti con la pretesa di stare bene. Avere il proprio spazio. Incurante del benessere altrui.

Vecchi in piedi. Giovani seduti.

Tanti senza biglietto.

Arroganza e prepotenza. Due sentimenti che echeggiano nell’aria.

Mi domando perché, si abbiano da condividere, solo queste emozioni, in questi piccoli viaggi quotidiani.

Dice un detto che l’uomo esprime la sua anima attraverso lo sguardo.

Ormai è da considerarsi una voce del passato.

Nessuno più si guarda negli occhi.

In questi momenti mi soffermo e ascolto quali emozioni mi accompagnano in quei momenti. Osservo chi ho intorno e ascolto quali movimenti e quali sguardi con voglia di comunicare.

Ho bisogno del prossimo per comprendere chi sono in quel momento e cosa sto trasmettendo.

Emettiamo segnali in continuazione. Come onde sonore, diffondiamo le nostre emozioni.

Quando si è costretti in un ambiente piccolo, tutti respiriamo l’energia dei presenti.

Oltre agli esercizi per scegliere con quali emozioni iniziare la giornata, trovo utili quelli per affrontarla nei vari passi.

Creare un’occasione per migliorare il nostro percorso quotidiano.

Scegliamo il giusto stato d’animo per affrontare anche i piccoli spostamenti.

Miglioriamo un minuto della nostra vita. Alla fine saranno giorni.

Perché mi piace ricordare che ogni momento della vita può regalarci belle emozioni. Continuiamo a cercare quelle che serve a nutrire la nostra anima. Così si crea la forza per vincere le nostre battaglie, considerando il viaggio della vita come la nostra occasione per arrivare alla felicità.