Emozioni a comando. Sai vivere le emozioni senza programmarle?

La vita ci costringe a essere super organizzati.

Ormai tutti abbiamo una tabella di marcia da rispettare con orari dedicati alle singole attività quotidiane.

Famiglia, lavoro, sport, vita sociale e svariate relazioni.

Abituati sempre più a pilotare le nostre pulsioni.

Nulla è più lasciato al caso.

Ci stupiamo a volte se proviamo gioia senza motivo. Ci vergogniamo quasi.

Certe cose non si fanno fuori dagli orari stabiliti.

Amiamo sempre meno le sorprese.

Abbiamo idee chiare e quindi andiamo subito al sodo.

Dal lunedì a quello successivo, ora dopo giorno, tutti dedicati ad attività che creano diverse emozioni.

La fortuna è quando si riesce a soddisfare le aspettative, sempre bisognosi di ricevere semplici conferme su quello che proviamo.

Umano. Le relazioni sono fatte anche di questo.

Tanto difficile il meccanismo che spesso andiamo in confusione.

Per fortuna esistono tecniche che aiutano a ricreare le emozioni a comando.

Gustav Jung propone l’ancoraggio per uscire o entrare da uno stato mentale.

Diventato poi il principio di base della PNL ( programmazione neuro linguistica) in pratica l’obiettivo è di unire un’emozione a un gesto, come ad esempio ricordare la gioia unendo due dita della mano.

Molto interessante se utilizzata per vincere i propri limiti paure o eccessi ( es. rabbia e rancore).

Ancora di più per gestire le situazioni legate a quello che dobbiamo fare, sopportare e resistere.

La questione, forse, è questa.

Per quello che vogliamo, quando è il momento giusto?

Quando desideriamo vivere le emozioni con tutti i sensi e le blocchiamo con giochi della mente perché pensiamo non sia il momento. Anche condizionati da quello che vogliono gli altri, lasciando il nostro volere in ultimo.

Forse avrebbe più senso vivere la vita riscoprendo le emozioni in quel che avviene, piuttosto che ricrearle in base ai nostri programmi.

Certo, per noi è un modo per avere controllo.

La solita illusione del controllo.

Disobbedire ogni tanto ci aiuta a rinnovare riconoscenza alla vita.

Anche in quel che si deve fare, si può ritrovare la gioia dell’imprevisto. Se mai nulla di nuovo accade, forse abbiamo chiuso gli scurini della casa emozionale.

Apriamo le finestre e lasciamo entrare luce.

Solo per un’ora, proviamo a perderci nelle nostre solite abitudini.

Lasciamo al caso cosa faremo e chi incontreremo. Decidiamo all’ultimo chi vogliamo andare a trovare e che luoghi visitare.

Non sempre la compagnia aiuta a vivere bene le proprie emozioni. A volte è bello viverci come solo noi sappiamo fare.

Se poi al cinema non viene nessuno, da soli non si è mai. Siamo sempre in compagnia di noi stessi. Oltretutto potrà succedere di non doverci sentire in colpa per aver scelto il film del cavolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *