Seba, “Sembra un film” segna il suo ritorno sulla scena|L’intervista

Sembra un film è il nuovo singolo di Seba uscito per la New Music International.

Seba, al secolo Sebastiano Barbagallo è il produttore di Alessio Caraturo e Mario Venuti, ma oggi il nuovo singolo segna un ritorno sulla scena.

Il videoclip racchiude in senso lato anche questo concetto di “ritorno sulla scena”. L’intero video si sviluppa infatti su un set cinematografico dove una ragazza recita sotto l’occhio attento di Sebastiano nelle vesti di regista.

Alcuni lo hanno paragonato al nuovo Battiato, ed anche se è difficile pensare di raggiungere lo spessore del cantautore de La Cura e La stagione dell’amore, certo è che il brano sta scalando le classifiche e confessa Seba in questa intervista: “è proprio Battiato l’artista con cui mi piacerebbe collaborare”. Tale accostamento è più verosimile in vecchi brani quali Domenica d’estate e Girotondo.

Per questa ultima canzone, Sembra un film, l’artista ha scelto un linguaggio più fruibile anche se racconta un disagio definito dallo stesso Seba ironicamente come: “disagio 3.0”.

Resta il fatto che il brano resta incollato in testa già dopo il primo ascolto.

Come è nata sembra un film?

Da sempre sono affezionato a un certo tipo di sonorità e a un modo di scrittura che è un po’ una cosa che scavalca gli anni 70 e va dagli anni 60 agli anni 80, come ci fosse un ponte. Questo genere di scrittura va di moda adesso, ma da sempre ho avuto la fissazione di utilizzare le metriche, e le musiche insieme alle metriche. Nella fattispecie in Sembra un film, l’idea era quella di creare con un linguaggio abbastanza accessibile un malessere 3.0. Un Ossi di Seppia 3.0. Alla fine sì, il brano è fruibile però comunque il contenuto che cammina tra le righe è quello del disagio. In questo caso non ho voluto personalizzare ma riflettere su una figura che potrebbe essere femminile.

Qualche anticipazione in merito all’album che conterrà questo singolo?

Si! C’è un utilizzo forte dell’elettronica e sopratutto del suono delle parole.

 Nel senso che i testi hanno già una loro musicalità a priori?

Sì, diciamo da un po’ di tempo questa cosa… o a volte i miei colleghi si lasciano andare ad elucubrazioni oppure ancora peggio cercano quel plot per provare a rendere quanto più reale e verista il testo di una canzone. Il problema è questo, a me tra i vari cantautori quello che mi convince di più sotto questo punto di vista, se vogliamo parlare di testo reale, è Brunori; se vogliamo parlare di testi immaginifici per me il massimo è Pasquale Panella.

 Come nasce una tua canzone?

A volte può nascere dal testo, a volte nasce da una sonorità che ho in testa. Considera che molto spesso non scrivo i testi delle canzoni, li canto direttamente. Infatti quando devo aggiustare dei testi per qualcun’altro o per me stesso diventa difficoltoso, infatti accendo il microfono e vado. Altrimenti perderei la freschezza, la meraviglia.

Seba, il live a Catania

Ci sono appuntamenti live in programma?

È probabile ma siamo concentrati al momento su questa uscita che molti si aspettavano. Lo scorso 30 dicembre a Catania ho fatto un concerto e c’è stata una risposta veramente forte a piazza Duomo, che era davvero gremita di gente. Mi sono effettivamente reso conto che non posso rimanere comodamente a fare il produttore ma che invece devo tornare a prendere la “custodia pesante”.

A proposito di ciò, c’è una veste che preferisci? Quella di autore, produttore come hai fatto per il dischi di Caraturo e Venuti oppure questa di cantante?

Io sto producendo il mio disco insieme a Pippo Landro. Quando produco qualcun altro è chiaro che la tensione è inferiore a quella che posso avere in questo momento. E’ questione di emotività, che in veste di cantante mi frega di più.

Sei stato molto sincero dicendo “se devo fare il produttore per un altro ho una tensione minore, se è una cosa che riguarda me è diverso”. Senti di metterci la faccia due volte?

Si, anche se con Pippo il rapporto è ventennale, quindi sappiamo dove possiamo arrivare l’uno con l’altro a chiedere di più, è un rapporto rodato.

Con quale artista ti piacerebbe collaborare? Nel disco ce ne saranno di collaborazioni?

Stiamo prevedendo delle collaborazioni, il disco è ancora in fase di sviluppo ma ho diversi contatti aperti. Ma non mi chiedere di più perchè fino a quando chiaramente la cosa non è registrata sull’hard disk io non dico nulla, ma penso ci saranno delle sorprese. Riguardo il piacere di collaborare con un artista in particolare, dico Battiato. Per me è stato sempre un punto di riferimento sotto tanti aspetti, non solo musicali. Quindi sarebbe un sogno anche se lui in questo momento si sta “riposando”.

Simone Pozzati

Scrittore e autore di canzoni. il suo primo libro "Labbra Blu" (Diamond Editrice 2015), è una raccolta di storie nere, di inusuale follia, che rievocano le dantesche e infernali cantiche. È stato il curatore editoriale del libro contro la violenza sulle donne "Era mio padre" - Claudia Saba (Diamond Editrice 2016). Il drago di Carta (Augh Edizioni 2017) è una favola per bambini volta a far riflettere sul valore dei sogni. Presto diventata spettacolo teatrale. Ha collaborato come autore all'ultimo disco dei Remida "In bianco e nero" (Radiocoop Edizioni)

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