Il successo di Filippo Caccamo, tra innovazione social e tradizione teatrale

Filippo Caccamo vanta 250mila follower tra Facebook e Instagram. E’ una webstar seguita per i suoi video ironici sulla vita degli studenti universitari e per il suo tour tetrale “Mai una Laurea” che continua a riscuotere grande successo in tutta italia.

Istrionico personaggio pubblico, Filippo Caccamo è youtuber, comico, cabarettista e laureando in Beni Culturali all’Università Statale di Milano.

Si è distinto in televisione con i programmi come Eccezionale Veramente, I laboratori di Colorado e in teatro con Zelig.

Social network e teatro: mondi apparentemente distanti che hai saputo coniugare perfettamente. Come è stato possibile unire questi due aspetti: quello digitale dei social e quello tradizionale del teatro?  

Il teatro parte da un’esigenza personale poiché sono legato a questo contesto e la connessione con i social si lega all’idea di comunicare attraverso tutti i diversi mezzi di comunicazione senza alcuna distinzione.

I social permettono di avere un pubblico giovane e compatibile con il targhet dei miei video.

Non è stato semplice poter portare dei nativi digitali a teatro, per me era una sfida che è riuscita a darmi grandi soddisfazioni a partire dal sold out al teatro nazionale di Milano.

Del miei spettacoli teatrali sono la trasposizione dei video apprezzati sui vari social network, seppur con una forma diversa. L’importante dunque resta ciò che riesco a trasmettere tramite i miei contenuti, al di là del mezzo.

Per quanto concerne i contenuti del tour, l’argomento topico sono le università; quando hai raggiunto la consapevolezza di questa scelta tematica? quale pensi sia il tuo punto di forza?

Quando ho pensato ai contenuti per i miei video (il 3 gennaio del 2017) , mi sono accorto chenessuno aveva ancora trattato il mondo universitario attraverso il punto di vista degli studenti, quindi i drammi che li affliggono, le preoccupazioni, i professori, gli esami. L’essere studente sicuramente può essere un punto di forza in quanto lo sguardo proviene dall’interno, da chi come me capisce cosa possa significare essere studente, certamente mantenendo una chiave personale e ironica.

Pensi di allargare le tematiche?

Per il momento vorrei cavalcare quest’onda, perché vedo riscontri molto positivi. Presumibilmente le tematiche cambieranno in relazione al mio status. Ora sono uno studente, domani un lavoratore e chissà probabilmente mi troverò a parlare di ciò che più riesco a rappresentare al meglio in quel momento. L’ importante è esprimere ciò che penso e arrivare alle persone. E’ questo quello che mi gratifica!

Tu sei partito dai talent, hai raggiunto il successo sul web con i tuoi grandi numeri e sei approdato a teatro, quanto hanno contribuito i talent alla tua notorietà?

I talent come Eccezionale Veramente e il laboratorio di Colorado mi hanno fatto conoscere al grande pubblico , è stata una possibilità in più , (l’argomento non erano ancora le università, ndr).

Il successo è arrivato sul web poiché il pubblico è molto giovane rispetto alla televisione e quindi più in linea con ciò che sono i miei concetti, il teatro è stata poi una conseguenza.

Hai mai avuto qualche forma di discriminazione in quanto “You tuber” da parte di colleghi comici che varcano i teatri da molti anni?

Sul discorso discriminazione, personalmente non ho mai sentito forme di ghettizzazione in ambito artistico e sono contento di questo.

Durante l’intervista è emersa la volontà di un legame stretto con il tuo pubblico, come lo concretizzi? Quale rapporto hai instaurato con i tuoi fan?

Beh un esempio sono gli apetour: il giorno prima del tour mi piace organizzare un aperitivo insieme ai miei fan per conoscerci e confrontarci.

I video e il mio lavoro è destinato a loro , quindi sfumare i confini rende tutto più semplice, bello e divertente.

Attualmente è in corso il tour “Le mille e una Laurea” la regia è di Paolo Ruffini e prodotto da “Non C’è Problema”. Filippo Caccamo è accompagnato dalla band I Parziali con intermezzi comico-musicali.

I saluti di Filippo Caccamo per gli amici di M Social Magazine

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