Donne, brindiamo alla festa delle emozioni

Quando si parla di emozioni, si pensa a qualcosa d’instabile, impressionabile, ansioso, isterico e piagnucoloso.

Le donne possono essere emotive, gli uomini devono seguire il loro andamento monocorde, deciso dalla società, dove reprimere ogni sentimento che non sia violenza.

L’uomo ha da essere forte. Non si può permettere distrazioni emotive.

L’uomo non piange. Lui ha il compito di trovare soluzioni pratiche.

Anche la scienza trova nel cervello della donna la capacità superiore di gestire le emozioni rispetto all’uomo che reagisce subito con soluzioni pratiche a qualsiasi problema.

La donna è considerata regina del focolare domestico con una spiccata emotività che per la società diventa passiva e inefficace per il potere.

Le emozioni rendono deboli. Questo è il pensiero della società, da considerarsi prettamente maschile.

D’altronde quest’atteggiamento dell’uomo cacciatore, lo identifica insensibile verso il mondo con il compito di sfamare la famiglia ad ogni costo.

Mascherare pena e dolore sono le prime regole da imparare. Questo ci hanno insegnato i nostri antenati e così stiamo portando avanti il modello da seguire.

Il dialogo, la relazione, l’esternazione e l’analisi sono le azioni femminili per riconoscere e risolvere i problemi della vita.

Le donne amano parlare, sviscerare ogni singola sensazione per trovare riposte o soluzioni in base alle situazioni da affrontare.

A cosa servono le parole quando sono i fatti a contare.

Diventano inutili le emozioni, in una società, dove solo il potere e la forza, permettono di vincere sugli altri.

Non si pensa più a salvare l’umanità, si cerca solo di salvare la società.

Le donne possono salvare il mondo eppure sempre di più tendono ad agire come gli uomini.

In questa data dell’8 marzo festeggiamo la donna, la sua fragilità e il suo grande ruolo di madre.

Una data storica che ricorda un’azione pratica di un uomo a discapito della donna, considerata inferiore e senza valore.

Sarebbe bello se in questa giornata le donne ricordassero il loro immenso valore e donassero a loro stesse il riconoscimento di questo dono della natura.

Come spesso accade, ci si adatta alle situazioni.

Non siamo capaci di prendere il meglio delle cose.

Non riusciamo a insegnare all’uomo a esprimere le emozioni senza vergogna. Di conseguenza è giusto che la donna dimentichi i suoi punti di forza e vada a celebrare questa giornata come farebbe un uomo, andando a sfogare i suoi istinti animali.

Questa festa è per tutte le donne un momento per ricordare, chi sono e quale sia il loro punto di forza.

La memoria è fondamentale. La conoscenza è importante. La consapevolezza diventa vitale.

Se avete voglia di festeggiare, brindate alle emozioni e ringraziate l’universo per avervi dato la possibilità di viverle alla luce del sole.

Se anche le donne dimenticano le emozioni, l’umanità sarà destinata a sparire lasciando spazio a tutti gli animali che senza paura del giudizio riescono ad amare per il piacere di farlo.

Brindiamo quindi alle donne, alle emozioni e al piacere di vivere con e in tutti i sensi.