8 marzo, duecento vite di donne straordinarie in “Storie della buonanotte per bambine ribelli 1 e 2”

Quali libri sono più adatti per celebrare al meglio questa Festa della Donna – che poi, certo, le donne vanno festeggiate ogni giorno, come obietterà qualcuno, ma elogiarle per un giorno intero è anche un modo per ricordare la loro forza costantemente messa alla prova dalle disparità di genere –, del volume 1 e 2 di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”?

Ma partiamo dall’inizio. Siamo nel 2016 quando Elena Favilli e Francesca Cavallo pensano di affidare al crowdfunding la loro idea: racchiudere in un volume 100 vite di donne straordinarie; in sei mesi, da aprile ad ottobre, il libro raggiunge un milione di dollari.

Da lì, la versione americana, pubblicata a novembre 2016, e poi il percorso in discesa. Per mesi primo in classifica, “Storie della buonanotte per bambine ribelli 1” racchiude, appunto, cento storie di donne che non hanno aspettato il principe azzurro per diventare felici. Non ci sono mele, né scarpette di cristallo. Non ci sono vecchie streghe e nemmeno castelli, a dire la verità. Eppure tutte le storie iniziano con “C’era una volta”, eh!

Ci sono donne che nei campi più svariati – si va dal tennis alla medicina, dalla letteratura al ballo – hanno raggiunto l’apice, imponendosi – spesso tenendo la testa alta nonostante i problemi, senza crucciarsi di insulti e mortificazioni – su tutti. Tra questi cento primi nomi, anche Michelle Obama, Rita Levi Montalcini, Maria Callas, Jane Austen… E persino, tornando ancora indietro nel tempo, Ipazia, Cleopatra e Jingū. Altra perla del libro: le illustrazioni sono state realizzate da 60 artiste provenienti da tutto il mondo.

Un milione di lettori in tutto il mondo, traduzione in quaranta lingue: un successo senza precedenti.             

Favilli e Cavalli, in California dal 2012 per la loro startup Timbuktu Labs, una media company che ridefinisce i confini dell’editoria indipendente, dichiarano all’HuffPost: «Non ci aspettavamo un successo del genere, è stata ed è ancor oggi un’emozione straordinaria. Quando vediamo su Instagram le foto del nostro libro, è un po’ come sfogliare un album di famiglia composta però da persone di ogni religione, nazionalità, colore, età e genere. Una vera e propria famiglia globale di cui non possiamo non essere fiere».

Dato l’enorme consenso ricevuto – anche se non son mancate le critiche –, non trascorre tanto tempo prima che l’idea di rendere il nutrito elenco di donne impareggiabili ancor più corposo faccia capolino nelle menti delle due autrici.

Il secondo volume, sempre edito da Mondadori, raccoglie altre cento storie. Abbiamo l’astronauta Samantha Cristoforetti, la politica Emma Bonino, la testimone contro la mafia Serafina Battaglia, l’attrice del Belpaese Sophia Loren, la scrittrice J. K. Rowling e tante altre.

Particolarmente commovente, come fanno notare molti lettori in rete, è la storia della famosissima Audrey Hepburn: la regina di Colazione da Tiffany era una bambina che soffriva la fame e che, per non morire di stenti, mangiava tulipani. Un percorso difficile, il suo, ripagato dall’affetto che milioni di persone nutrono ancora nei suoi confronti.

Nel libro, si menziona il suo impegno a favore dell’UNICEF: mai dimentica dell’aiuto ricevuto, la Hepburn – ricordata come esempio di eleganza, bravura e buon gusto – ha sempre combattuto perché i bambini non dovessero soffrire la stessa fame che aveva afflitto lei.

Il messaggio di questo libro (così come del precedente)?

Tutte le bambine possono essere ribelli… devono, insomma, a seconda delle circostanze, avere ben chiaro in mente che possono emergere e dedicarsi a ciò che piace loro. Che sia la scrittura, la scherma, la medicina, la matematica o qualunque altra cosa… Mai abbattersi. E mai conformarsi agli altri, anche: ognuna ha la propria strada, ognuna ha un percorso da affrontare. È diverso da quello degli altri? Meglio.

La lettura è adatta anche ai maschietti? Certo. Proprio così si può fare la differenza. 

Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.