La legge del Sultano del Brunei contro gay e adulteri: un crimine nei confronti dell’umanità

‘’Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono essere nuovamente sedotte ed oscurate: anche le nostre’’ – le parole di Primo Levi non potrebbero risuonare più attuali.

Costantemente ci illudiamo che la Storia possa in qualche modo insegnare qualcosa a qualcuno, ma oggi possiamo comprendere che la Storia, in realtà, non è più in grado di istruire nessuno, perché sono una drammatica minoranza coloro disposti ad apprendere da essa.

Eppure l’Uomo ricorda, commemora e condanna, ma finisce però per commettere purtroppo gli stessi aberranti errori, e questo non solo perché non cerca di capire le cause degli eventi, ma anche perché non gli bastano mai le conseguenze che ne derivano.


Ci sono storie che non andrebbero ricordate solo per il semplice gusto di farlo o per mera ritualità. Siamo bestie indomabili, capaci di ogni sorta di crimine e le nostre colpe, quotidianamente, ci vengono tramandate sotto i nostri occhi, alle volte inconsapevoli, altre incoscienti.

La maggior parte di noi è spinta dall’omertà e dall’ipocrisia, si preferisce fingere di non vedere, perché è certamente più facile, e più comodo.

Stiamo attraversando una fase in cui secoli di lotte per la parità dei diritti e l’uguaglianza vengono spazzati via da un neo Puritanesimo estremo, generato dalla paura viscerale dell’altro che si trasforma puntualmente in odio, violenza e discriminazione. Basti pensare all’ormai da poco conclusosi Congresso di Verona e alle speculazioni sulla famiglia ‘’tradizionale’’, i cui sostenitori avanzano argomentazioni non molto differenti da quelle di Hitler sulla razza ariana. Bastardo lui e bastardi tutti quelli che, insieme a lui, hanno commesso numerosi stragi di innocenti.

Come se non fosse già abbastanza, adesso arrivano le nuove leggi approvate nel sultanato del Brunei, quelle razziali: ma le grandi pagine oscure della storia umana, non erano già sufficienti?!?!

Se questa è la direzione verso la quale versiamo, un altro capitolo buio sta per essere scritto.


Il regime di Hassanal Bolkiah ha aggiunto un altro punto alla lunga lista di tutti quei crimini nei confronti dell’umanità che vengono compiuti nel mondo.

Un provvedimento dal sapore di morte che non lascia spazio ad equivoci. Se si è donna o omossessuale, o magari entrambe le cose, non si ha diritto di vivere liberamente la propria vita, pena le frustate, o peggio ancora, la morte per lapidazione.

Molte volte mi domando, chi siamo noi per poterci arrogare il diritto di scegliere e decidere per gli altri?!

Essere GAY non è una scelta, non è una malattia, l’essere disumani però lo è, e dovreste essere voi quelli a farvi curare!

I diritti LGBT sono diritti umani, i quali deontologicamente fanno riferimento a quei diritti inalienabili che devono essere riconosciuti ad ogni essere umano: diritto alla libertà individuale, diritto alla vita, diritto all’autodeterminazione e diritto alla libertà religiosa.

Tuttavia, sembra che al sultano questo non interessi, essendo maggiormente preoccupato per la crisi che la sua economia basata sulla vendita del petrolio sta attraversando.

È davvero questo il mondo in cui vogliamo vivere?! Un luogo in cui il denaro è molto più importante della vita stessa?! Stiamo parlando di crimini nei confronti degli esseri umani, che vanno ben oltre l’orientamento sessuale e il genere.


Fortunatamente, c’è ancora chi non è disposto a rimanere inerme di fronte a tali orrori. L’ONU, l’organizzazione a favore dei diritti umani Human Rights Watch, Michelle Bachelet, commissario per i Diritti umani delle Nazioni Unite, molti volti noti dello spettacolo, da Elton John a George Clooney, e adesso anche io, ci ribelliamo a questa decisione, e mi auguro possiate essere sempre di più a farlo.

Alcuni chiedono, giustamente, di boicottare gli hotel del sultano. Quegli alberghi, purtroppo, avranno sempre una clientela perché al mondo esiste ancora gente che approva la superiorità di pochi a discapito di chi, suo malgrado, è impossibilitato a difendersi. Più che boicottarli, dovremmo abbatterli e sopra le macerie piantarvi una bandiera rainbow in nome della libertà.


Ogni uomo, donna, bambino o animale che sia, merita di essere trattato con rispetto e dignità ovunque si trovi. Si inneggia tanto al cambiamento ma nessuno che faccia mai qualcosa di concreto per realizzarlo. E la strada da intraprendere non è certo quella dell’odio e della repressione.

Scegliere chi vogliamo amare è un nostro diritto umano, il genere in cui ci identifichiamo è un nostro diritto umano, vivere è un nostro diritto umano, e nessuno può e deve più negarlo, neanche la Shari’a, la legge religiosa islamica.

Certe leggi, al massimo, andrebbero solo abrogate, perché nel 2019 è giunto il momento di smetterla di nascondersi dietro ad un dio o ad un qualsivoglia credo religioso per mascherare la propria crudeltà e degenerazione.


Non bisogna allontanare il diverso, o ciò che noi riteniamo tale, semmai accoglierlo, che poi, in fin dei conti, nessuno è così diverso da chiunque altro possa ancora definirsi un essere umano!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com