Facciamo spazio nel nostro bagaglio… di emozioni

Mi piace la metafora del bagaglio che si riempie di esperienze.

Rende facile l’immagine del nostro sapere.

Quando guardo una persona, cerco di immaginarlo con uno zaino enorme.

Si vede subito la differenza tra chi porta un sacco leggero e chi ha le spalle ricurve.

Ho parlato del fatto che ogni nostra azione crea un’emozione e questa incide o contribuisce a un blocco o a un successo.

Perché in base al sentimento, con cui accompagniamo un’azione, ne cogliamo il risultato.

Quel che si semina diventa il nostro raccolto.

Noi involontariamente trasformiamo il nostro essere, quindi il nostro vivere.

Stesse esperienze possono avere pesi diversi.

Non tutti siamo in grado di scindere le azioni dalle emozioni.

Anche se apparentemente alcuni possono sembrare immuni dai sentimenti, la realtà è che anche a livello inconscio di sicuro tutti siamo condizionati dal nostro sentire emozionale.

Paradossalmente anche chi non vuole, alla fine soffre dal preciso momento in cui, sceglie di non agire per riprovare certe emozioni. La privazione è il primo passo verso l’afflizione.

Quando decidi di non amare per la paura di soffrire un domani.

Non guardi più un cane, perché il ricordo del tuo amico e il suo trapasso impediscono di amare un altro animale.

L’amore è come con il cibo, se fai indigestione di un alimento, passano anni prima di poterlo anche solo nominare. Anche fosse il preferito, diventa più forte il rifiuto.

Le emozioni condizionano il nostro agire, mentale e fisico.

Tornando all’immagine del nostro carico di esperienze, credo che le emozioni negative pesino più della gioia. Il carico che portiamo tutti i giorni con noi in tutto quello che facciamo se troppo pesante ci rende difficile l’azione.

Quel dolore che sentiamo ci autorizza a manifestare insoddisfazione.

Ci “portiamo” in giro tra la gente e come giudici riconosciamo negli altri il motivo della nostra angoscia.

Reazioni diverse per ognuno di noi, ma il denominatore comune è la Rabbia come conseguenza.

La temuta emozione che forse in questi casi è utile usare.

Trasformiamola in forza.

Ascoltiamola e usiamola per creare.

Proviamo a spenderla per guardare dentro il nostro bagaglio emozionale.

Scopriremo che ci sono dolori che possono stare dentro il cuore.

Altri possono stare tra i ricordi a casa.

Di sicuro esistono pesi che non ricordiamo di avere con noi ma che beatamente dormono dentro il nostro zaino.

Rendiamo leggero il nostro bagaglio, anche perché ogni giorno nascono altre belle emozioni che avranno bisogno di venire con noi. Facciamogli spazio.