Scappare dal dolore, solo chi sa ascoltare può comprendere, accettare e trasformare

Chi fugge in amore è più forte si sa, ricorda il testo di una canzone.

Oggi la tendenza è scappare dalle emozioni. Questo forse ci fa sentire più forti.

Come quando trattieni il fiato e chiudendo gli occhi fai un tuffo a bomba. Più sei raccolto, maggiore è l’impatto.

Che sia questo il motivo per cui le persone stanno perdendo l’abitudine all’ascolto.

La sensazione è che non si voglia entrare in confidenza con la vita.

Ognuno chiuso nel suo involucro.

Si assiste a un continuo movimento di corpi ma si sente sempre meno energia. Soprattutto positiva.

Quella sensazione vitale che si riesce a percepire nell’aria.

Non la sento più. Sempre meno diciamo.

Poca presenza. Tutti assenti. Si dovesse fare l’appello credo che sarebbe difficile per tanti riconoscere il proprio nome.

Impresa ardua distinguerci, quando cerchiamo di essere tutti uguali.

Si assiste a una regressione di massa.

Si hanno sempre meno energie e meno tempo.

Il dolore deve passare in un attimo. Per fortuna le case farmaceutiche ci aiutano.

Qualsiasi pretesto è buono per trovare soluzioni al problema nevralgico.

Fisico, mentale, ed emozionale.

La mente, presente solo attraverso la tecnologia.

Il corpo è assicurato e la scienza ha fatto progressi, non serve amarlo.

Le emozioni si vivono solo in funzione dei Social, con la libertà di fingere pur di vincere. Solamente la volgarità e i drammi riscuotono successo. Se vuoi il “like” su FB meglio lamentarsi e offendere.

Perché vivere la delusione di essere ignorati quando si ha l’occasione di essere qualcuno.

Il sentimento che spopola come nuovo trend è la cattiveria.

Non ci sono più limiti, oramai.

Non siamo più lucidi, per comprendere quali siano i confini.

Quel minimo, di educazione. Il famoso rispetto, verso noi stessi e il prossimo.

Abbiamo perso l’abitudine dell’ “h” nel verbo essere, figuriamoci cosa perderemo ancora.

Non a caso utilizzo perdere come verbo. Per un essere umano avere non ha senso. Tutto è in prestito in questa vita, se non la nostra Anima.

Nel caso si parli della cultura di un popolo, tutto quello che si crea, è del popolo stesso. Stiamo perdendo tutto quello che ha salvato l’umanità sino a oggi.

Abbiamo smarrito il bene, non riconoscendo il male e diventando mali.

Solo chi ascolta il proprio dolore può migliorare e comprendere quello del prossimo.

Se tutti smettiamo di ascoltare, non riusciremo più a evolvere.

Visto che il se non esiste, possiamo dire che stiamo involvendo.

Questo sarebbe anche simpatico da osservare se ci fosse intenzione di migliorare.

Il tempo a disposizione, non so se lo permette. La Natura è stanca di osservare il nostro comportamento.

Quello che avremmo dovuto imparare è che non si può vivere solo in un modo.

Esistono le stagioni e diverse sono le emozioni.

Se decidiamo di avere solo rami secchi e non fare più fiori e frutti, è normale che l’unico sentimento che respireremo nell’aria sarà l’inverno.

Il cuore ha bisogno di luce.

Eppure siamo arrivati a maledire anche il sole.

Siamo stufi. Siamo annoiati. Siamo diventati cattivi.

Chissà se si troverà un antidoto contro quest’epidemia.

Non credo. Nessuno ha interesse alla guarigione.

Si guadagna di più da un mondo malato che sano.

Noi potremmo essere l’antidoto.

Ci basterebbe essere.

Invece nel mondo dell’“inutile apparir”, nessuno è, nessuno ragiona, ma tutti non si sa perché, urlano.

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