Domenico Stile: “Nel 2020 la mia seconda Stella Michelin” | Intervista

“La prima Stella Michelin fù solo l’inizio di un lungo percorso verso un ‘altra stella”

Se siete amanti del “Fine Dining” ovvero la “cucina raffinata”, allorà vi piacerà la storia che starò per raccontarvi. M Social Magazine ha intervistato Domenico Stile, lo chef più giovane della Capitale ad aver ricevuto a soli 25 anni una Stella Michelin. Per chi non conoscesse Domenico, possiamo dirvi che il suo curriculum vanta esperienze (sia all’estero con Alinea a Chicago che in Italia)e collaborazioni con grandi nomi della cucina italiana come Gianfranco Vissani, Enrico Crippa, Antonino Cannavacciuolo, Massimo Battura e per finire Nino Di Costanzo.

Benvenuto tra le pagine del nostro magazine. Ricorda quando nacque in lei la voglia di approcciarsi a questo mondo che ti ripaga con grandi soddisfazioni ma anche con tanti sacrifici?

“Ricordo che avevo 15 anni e rimasi colpito da mio zio ( anche lui cuoco), maestro nel rintagliare i vegetali, arte tipica dei buffet degli anni novanta. Fù allora che decisi di voler seguire quella strada e quando lo comunicai a mio zio mi disse: “ se hai deciso cerca di farlo seriamente”. Fù il mio primo maestro.”

Chef più giovane della Capitale ad aggiudicarsi ( a soli 26 anni), una stella Michelin.

“ la stella Michelin arrivò nel 2016 ovvero un anno dopo il mio arrivo a Roma. Fu un’emozione fortissima, non tanto per la mia età ma per il raggiungimento di un traguardo al quale avevo incominciato già a lavorarci sin da i 20 anni. A pena arrivò mi tranquillizzai e presi coscienza dei miei mezzi e delle mie capacità. Per quanto mi riguarda è stato solo l’inizio di un lungo percorso verso un ‘altra stella”

Il suo Curriculum vanta nomi di alto profilo professionale e morale.

“ Ognuno di loro è stato importante per me, perché hanno lasciato in me un bagaglio umano e culturale importante. Ho avuto tante belle esperienze ma tra quelli che identifico come “maestri” in primo luogo sono mio Zio che mi ha approcciato a questo mondo da subito. Per la precisione nei dettagli devo ringraziare il mio professore Enrico Cosentino e il coronamento professionale arrivò con Nino Di Costanzo (due stelle Michelin ad Ischia) che ha chiuso un po’ tutto il cerchio. Ognuno di loro ( Vissani, Cannavacciuolo ecc..) ha forgiato professionalmente e umanamente il Domenico che sono oggi.”

Cenando Sotto Un Cielo Diverso (fondatrice la Dotto.sa Alfonsina Longobardi) è l’evento Socio-Enogastronomico che nasce per valorizzare il territorio ma con uno sguardo al social, il quale ha visto la sua presenza quest’anno nella sua 14esima edizione.

“ E’ un evento che dal punto di vista umano ti fa crescere e ti fa maturare contribuendo a far del bene. Sono consapevole del fatto che certe volte non ci rendiamo conto(anche perché siamo sempre qui a lavorare fra quattro mura), che siamo fortunati. Quando mi ha contattato la Dotto.sa Alfonsina ho dato subito la mia disponibilità è importante partecipare a eventi per se stessi e per gli altri.”

Dalle sue parole si evince oltre lo chef stellato che Domenico è un ragazzo ambizioso e dedito al lavoro con saldi valori di base che sicuramente gli sono stati trasmessi dalla famiglia. Ma voglio chiederle: se si dovesse descrivere attraverso un piatto quale sarebbe?

“Riso di semola, mantecato alla matriciana con lamelle di seppia affumicate alla diavola al basilico, fonduta di Provolone del Monaco e sfere di aceto balsamico.”

Perché questo piatto?

“E’ il piatto che ho avuto in carta e che è stato uno dei più apprezzati. Un piatto che fu elaborato con il mio maestro dove il “ riso di semola”, non è vero riso, anche se ha la stessa forma ma è un formato di pasta creato in un pastificio di Gragnano( prima non esisteva in commercio). Un piatto che racchiude un po la mia visione di cucina e il mio essere”.

Prima di salutarla e ringraziarla le chiedo? Cosa vuol dire fare il cuoco oggi? E quali i suoi progetti per il futuro?

“ Fare il cuoco oggi non vuol piu dire solo cucinare, è un lavoro un po’ più articolato. Bisogna avere dietro di se dei valori di base che ti permettono di relazionarti in questo lavoro, che dal punto di vista psicologico non è semplice. Dal punto di vista personale sicuramente il mio desiderio più grande è quello di crescere sempre più e migliore. Uno degli obbiettivi prossimi è il raggiungimento della seconda stella Michelin a cui stiamo già lavorando. Ci stiamo adoperando verso quella direzione e speriamo che nel 2020 questo sogno si realizzi.”

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 35. Amante della scrittura. Collaboratrice per diversi Magazine Online nella sezione spettacolo: Cinema, Musica, Teatro e TV.