“Ci vediamo domani se non piove”: Joanne Bonny torna in libreria con una spumeggiante commedia

Sara – la protagonista del nuovo, marchiato Newton Compton, romanzo di Joanne Bonny, “Ci vediamo domani se non piove” – è la giovane, determinata e intraprendente direttrice di una galleria d’arte a Brera. È realizzata, felice… Ah no. Non proprio. Anche perché l’artista su cui il suo capo ha deciso di investire tutte le sue energie – trascinandosi dietro anche lei e la collega – è un anziano ucraino, ehm, un tantino macabro.

La sua specialità? Ritrarre animali che sono stati investiti. Le loro carcasse, per l’appunto. E chi vorrebbe, che so, nel suo salotto elegante, in mezzo a candele profumate e costosi sottovasi, anche una bellissima rappresentazione di un cerbiatto deceduto?

«Allora le mostro quello del cerbiatto, è il mio preferito». O almeno quello meno raccapricciante. Svoltiamo nella saletta accanto e ci fermiamo di fronte a un quadro più piccolo. Trattengo il fiato mentre la cliente esamina la tela attraverso le lenti degli occhiali. «Cos’è successo a questa povera bestiola?», geme infine, guardandomi smarrita. «È stata… investita», rivelo con un filo di imbarazzo. «Dall’artista?» «No, lui ne ha solo dipinto la carcassa. Zalenko ha l’abitudine di recarsi sulle strade che costeggiano i boschi del suo paese per ritrarre gli animali travolti dalle macchine». «Ma è terrificante!». E non hai ancora visto il quadro della lepre. Quantomeno il cerbiatto non è già in putrefazione.”

Ma, come ci insegnano quando siamo piccoli, le disgrazie non vengono mai sole… quindi accade alla povera giovane esperta d’arte anche un’altra, terrificante cosa: la madre ha deciso di trovarle un fidanzato. E non lo fa certo alla vecchia maniera, cioè parlando con i figli delle sue amiche, no, lei è diversa. Con il volantinaggio. Sì, avete capito bene: distribuisce fogli con su stampata la faccia della povera figlia. Proprio a lei… Che è innamorata dell’idea dell’amore.

«Mamma, che stai combinando?» «Sara, tesoro! È davvero una coincidenza che tu sia passata di qua adesso», replica lei allungando un volantino a un signore di passaggio. «Carina», commenta lui fissandolo, prima di dileguarsi. «Il numero è sul retro, se è interessato!», gli sbraita dietro la mamma. «Sono in pausa pranzo», spiego. «Ma cosa stai distribuendo?». Senza attendere una risposta, mi impossesso di uno dei volantini. Che però non è affatto un comune volantino. «Mamma, perché accidenti stai regalando la mia foto a degli sconosciuti?».

Sì, perché Sara non ha mai vissuto l’amore, quello vero, ma sente di esserne destinata. Ha sempre idealizzato il matrimonio dei suoi nonni al punto che nulla può distoglierla da quella che è la sua mission impossible: trovare la sua anima gemella. La metà della mela. La persona che ci completa, che ci rende migliori. Quella che il destino crea per noi… E che dobbiamo scovare in mezzo a, che so, miliardi di persone?

Sara è affranta. Ma poi, miracolo! Le viene posta davanti al naso la soluzione. Deve solo ed esclusivamente seguire le istruzioni. Un po’ vaghe, certo. E che c’entra se per arrivare a tagliare il traguardo deve servirsi di un uomo freddo come il ghiaccio, arrivista, antipatico e irritante? Sarà tramite lui che sbroglierà la matassa. Ma davvero?

«Credi davvero che bastino pochi minuti per capire se potrai innamorarti di una persona?», si acciglia lui. «Sicuro, almeno per quanto riguarda il tipo d’amore che cerco io. Quello unico, indissolubile, che dura tutta la vita. La storia d’amore perfetta». «Cioè quella che non ha mai avuto nessuno», chiosa beffardo. «Ah, ti sbagli!», esclamo trionfante. «I miei nonni materni hanno vissuto un amore simile, quindi non vedo perché non dovrebbe capitare anche a me». «Con tutto il rispetto per i tuoi nonni, ma le vecchie generazioni si sono sposate in un’epoca diversa, quando il divorzio non era neanche contemplato. È facile rimanere insieme se la legge ti impedisce il contrario». «No, non è il loro caso», insisto accalorandomi. «Per loro è stato amore al primo sguardo e sono rimasti follemente innamorati l’uno dell’altra fino all’ultimo giorno. Si erano conosciuti negli anni Trenta, entrambi si esibivano come ballerini in uno degli ultimi vaudeville superstiti di New York, dopo che la diffusione del cinema sonoro e della televisione li aveva decimati. Erano provetti danzatori di tap dance, ed è proprio ballando insieme in uno spettacolo che si sono innamorati. Non lo trovi terribilmente romantico?» «Lo trovo terribile e basta», brontola quello ingollando le ultime gocce di Negroni. «Non esiste un amore che dura una vita intera senza litigi, tradimenti, incomprensioni, separazioni e quant’altro. Chissà quante volte quei due poveretti hanno maledetto il giorno che si sono incontrati».

Spassosa è dir poco. L’autrice, Joanne Bonny, è un portento. Questa commedia è arguta, vivace, mai banale. Riesce a tenere sempre alta l’attenzione del lettore trascinandolo in un mondo di rivelazioni, comprensioni arrivate in ritardo, dolcezza e senso dell’umorismo. L’inizio, spumeggiante, permette di immedesimarsi subito in Sara, la vera eroina, che ai nostri occhi diventa la guerriera dell’amore vero, della passione, degli ideali nobili. Lei e Diego sono agli antipodi, la ragazza ne è ben consapevole e non se ne cruccia; in ogni caso, non è l’uomo adatto a lei.

La parte che ho preferito (oltre il finale, ovviamente)? L’inaugurazione della mostra andata in fumo per colpa del procacciatore di affari che convince tutti a non comprare le opere dell’ottantenne ucraino. Ha brio, è divertente ma anche, allo stesso tempo, drammatica.

Un ritorno col botto per la Bonny, autrice del bestseller “Ho sposato un maschilista”.

Meno di trecento pagine di risate, di lacrime e di occhi a cuore.

Perché tutti sogniamo di trovare la persona giusta, quella che ci faccia battere il cuore, che ci permetta l’ingresso nel paradiso in terra. Che ci coccoli. La nostra metà. Spesso, però, è più a portata di mano di quanto non crediamo.

Soprattutto, non bisogna mai e poi mai credere che serva la perfezione.

Nessuno di noi è perfetto, non lo sono quindi nemmeno i rapporti umani.

Basta amarsi, e amarsi forte, per raggiungere la felicità.

Titolo: Ci vediamo domani se non piove

Autore: Joanne Bonny

Pagine: 288

Uscita: gennaio 2020

Editore: Newton Compton

Federica Cabras

Ventiseienne, grande sognatrice. Legge per 12 ore al giorno e scrive per le restanti 12. Appassionata di cani, di crimine, di arte e di libri. Dipendente dalle paste alla crema. Professione, giornalista.