L’omoaffettività di Aristide Malnati, l’amore per le telecamere di Serena Enardu, la scomparsa di Luigi Favoloso e il coraggio di Sylvie Lubamba: Dio salvi la Regina e se può anche i suoi sudditi!

Nel lontano 1789, più precisamente il 14 luglio, agli arbori della Rivoluzione FranceseLuigi XVI di Borbone, re di Francia, appuntò sul suo diario personale un lapidarioOggi, niente di nuovo, ignorando che quella giornata-simbolo avrebbe significato l’inizio del declino dell’Ancien Régime. Un po’ come succede ultimamente in tv dove, nonostante l’ipocrisia la faccia da padrone e la qualunque scorra indisturbata, dopo una buona dose di apparente indignazione, tutto torna com’era prima, se non peggio.

Questa settimana sicuramente avrei potuto focalizzare la vostra attenzione sulla scomparsa mai avvenuta di Luigi Favoloso,dileguatosi senza preoccuparsi che, al di là di quei pochi istruiti a puntino, la sua assenza si notasse davvero. Secondo voi uno può decidere di sparire giusto per suscitare il mediatico clamore e scalpore o per il gusto di collezionare una querela per procurato allarme e un’altra simulazione di reato?! Viste le accuse di aggressione mosse da Nina Moric a Domenica Live, mi auguro venga presto ritrovato, ma non da Fabrizio Corona!

Sempre questa settimana avrei potuto parlarvi del coraggio di Sylvie Lubamba, la showgirl lanciata anni fa dalle Markette di Piero Chiambretti che, nei giorni scorsi in piazza Duomo a Milano, sorreggendo un cartello con su scritto “sbiancata in codesta maniera mi vorranno ora in TV a parlare di razzismo?”, ha sottolineato di non essere presa in considerazione dalle trasmissioni televisive nemmeno quando si dibatte il tema della discriminazione, stupita del fatto che gli autori delle stesse non invitino ospiti di colore, ma soltanto opinionisti caucasici. Con il corpo interamente dipinto di bianco, l’ex panterona nera ha realizzato la sua personale manifestazione contro la xenofobia in costume da bagno, non curante della temperatura polare, e ci ha rammentato come la piaga del patriarcato razziale sia un problema che tutt’ora persiste, persino in televisione!!!

Ancora questa settimana avrei potuto concentrarmi sul grande amore, non certo per Pago, ma per le telecamere, di Serena Enardu al Grande Fratello Vip, entrata all’interno della casa più spiata d’Italia nemmeno fosse una Lucia Mondella alla disperata ricerca del suo promesso sposo Renzo Tramaglino, oppure, in alternativa, avrei potuto dilungarmi sull’omoaffettività di Aristide Malnati, sebbene l’unico vero clamoroso coming out me lo sarei aspettato da parte di Michele Cucuzza!!! Infine, forse, avrei potuto commentare l’audacia del principe Harry Windsor e della sua consorte Meghan Markle nel lasciarsi alle spalle titoli e responsabilità nobiliari, ma tuttavia, pensandoci bene, non bisognerebbe mai concedere visibilità ad argomenti il cui contenuto non possiede la men che minima rilevanza per il pubblico. Detto questo, Dio salvi la Regina e se può anche i suoi sudditi!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com