Riceviamo e pubblichiamo: richiesta di rettifica per l’articolo del 1 Aprile 2020

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di rettifica da parte dell’ufficio legale del CODACONS riguardo questo articolo pubblicato il 1 Aprile 2020 a firma di Simone Di Matteo.

Nell’articolo in questione veniamo accusati di sciacallaggio e siamo definiti dal giornalista, in ordine, “avvoltoi, iene e selvaggi, piovre e profittatori”. Siamo inoltre chiamati “barbari” che “hanno avuto il coraggio di attaccare Fedez e Chiara Ferragni” (e la ridicolaggine di questa affermazione si commenta da se) e accusati si “mercanteggiare sulla vita delle persone”. Ciliegina sulla torta, il giornalista chiede nei nostri confronti la “galera”, misura come noto riservata a chi commette reati gravi, e sostiene quindi di fatto che il Codacons si sia reso protagonista di gravi reati penali, pur in assenza di qualsiasi sentenza che avalli la sua tesi.

Se il giornalista in questione avesse approfondito meglio la questione, anche leggendo i comunicati pubblicati sul nostro sito, avrebbe scoperto che in verità il sito di raccolta fondi utilizzato da Fedez è stato oggetto di un provvedimento dell’Antitrust che è intervenuta per bloccare le commissioni nascoste applicate ai donatori, e proprio contro tali commissioni è intervenuto il Codacons, allo scopo di garantire trasparenza e correttezza verso chi dona soldi per la sanità, e chiedendo che simili raccolte fondi siano sottoposte alla vigilanza della Protezione civile.

Nel suo provvedimento l’Antitrust parla testualmente di “sfruttamento della tragica pandemia in atto per orientare i consumatori ad effettuare donazioni sulla piattaforma che, promossa come gratuita, prevede costi e commissioni preimpostate”, “nel coinvolgimento della generalità dei consumatori in ragione della ampia disponibilità e partecipazione ad effettuare donazioni per le iniziative di solidarietà e di supporto per il contenimento del Covid-19 e la cura dei malati”.

Al tempo stesso il Codacons aveva già ampiamente smentito la “fake news” relativa al banner sul coronavirus presente sul sito dell’associazione, dimostrando come la campagna sulle donazioni fosse legata alle attività legali Codacons in tema di coronavirus, e non certo destinata a finanziare ospedali e strutture sanitarie. Banner poi modificato inserendo l’elenco delle azioni legali avviate nelle ultime settimane, proprio per chiarire meglio l’attività resa sul fronte coronavirus.

Ma di tutto ciò il giornalista non fa alcuna menzione nell’articolo, dimostrando chiaramente il suo unico intento di diffamare a calunniare l’associazione.

Christian De Fazio

CEO & Editore di M SOCIAL MAGAZINE, Autore Televisivo, Attore, Mistery Shopper e molto altro... Appassionato di Musica, Televisione, Cinema e Viaggi, alla ricerca sempre di nuovi stimoli.

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