Monica e Enzo sono gli ARTETECA: “Siamo convinti che una volta che svanirà la passione, questo lavoro non possiamo più farlo” | INTERVISTA

Cari lettori di M Social Magazine, la scorse settimana, ho avuto il piacere di raggiungere telefonicamente Monica e Enzo ovvero gli Arteteca. Entrambi non hanno bisogno di presentazioni, perché tutti li conosciamo per la loro bravura e apprezziamo il loro lavoro. Per chi però non conoscesse il loro passato, posso dirvi che si sono conosciti grazie a un laboratorio teatrale, che gli stessi frequentavano a Napoli. Nel 2001, insieme a due amici fondano la loro prima Compagnia Teatrale dal nome “Lazzari Felici”. Il quartetto diventa duo, cosi entrambi iniziano a frequentare il laboratorio “Sipariando”, al Teatro Tam Tam di Napoli, diretto da Nando Mormone (oggi loro agente), lo stesso che ha dato vita alla grande famiglia di Made in Sud.

“Dico sempre che Made in Sud, è stata la nostra America”, spiega Enzo, poi continua Monica: “E’ stata una grande scommessa e non pensavamo che potesse diventare quello che è oggi.”

In attesa di vederli sul piccolo schermo il 22 Aprile con il loro secondo film: “Finalmente sposi”(Prima Visione Rai2), vi lascio alla nostra chiacchierata. Buona lettura a voi.

Ciao Monica, ciao Enzo, volevo chiedervi: “La comicità ai tempi del Covid-19 quanto è importante”?

ENZO: “molti comici, in questo periodo, hanno deciso di rientrare in un range molto più serioso. Noi abbiamo scelto di continuare con quello che sappiamo fare meglio. Tutto il lavoro che abbiamo fatto, e stiamo facendo in questo periodo difficile per tutti, è un mix di intrattenimento e d’informazione, unito alla comicità. I nostri video si concludono sempre che bisogna restare a casa e bisogna seguire tutte le norme di sicurezza per il Coronavirus.”

MONICA: “tutto ciò è importante anche per noi, ci aiuta a tenere la mente occupata e sempre allenata, creando cosi sempre nuovi stimoli”

Monica, Enzo e la piccola Sara, come stanno vivendo la quarantena. Cosa si fa in casa? E come racconterete il Covid-19 a Sara quando sarà più grande?

MONICA: “per distrarla, le stiamo facendo fare i primi provini, le stiamo insegando le diverse espressioni del viso, indirizzandola verso il nostro lavoro (sorride Monica)”.

ENZO: “a parte qualche raro momento in cui ci fa capire che vuole uscire, sembra che la stia vivendo bene. Stiamo comunque cercando di tenerla sempre occupata attraverso il gioco. Un giorno gli racconterò come mamma e papà la facevano giocare durante la quarantena!.”

Attraverso le storie di Instangram avete creato delle favole comiche che raccontano ai bambini il Covid-19

MONICA: “ abbiamo cercato di raccontare il Coronavirus attraverso le favole Disney un po’ trascurate in questi anni. Raccontando la favola di Cappuccetto Rosso abbiamo cercato di far capire come si vive oggi il Coronavirus e come lo vivrebbe Cappuccetto. Un modo come un altro di riscoprire le vecchie favole oramai abbandonate.”

Torniamo un pò indietro con la memoria. Grazie a Nando Mormone, nasce Made in Sud.

ENZO: “ricordo che la prima puntata fù girata nello stesso locale dove facevamo laboratorio. Eravamo 5 comici e i soli ad essere conosciuti dal pubblico erano i conduttori, ovvero Gigi e Ross. Non avevamo nemmeno le luci adeguate, tant’è che avevamo tutti il viso verdognolo a causa delle luci sbagliate. Questo per farvi capire da dove e come siamo partiti. Fortunatamente, dall’allora è stato sempre un programma che ha avuto successo.”

Tanti sono i personaggi che avete portato a Made in Sud, ma a quale siete più legati?

MONICA: “abbiamo sempre cambiato personaggio, perché Made ci ha sempre dato la possibilità di sperimentare, questo grazie anche al bellissimo rapporto che abbiamo con Nando. Detto ciò , sicuramente siamo più legati ai due tamarri di “Vita Cuore Battito”. Personaggi che ci hanno dato tanto, e dopo di loro sono arrivati tre film e tante belle soddisfazioni. Sicuramente ci hanno cambiato la vita.”

“Finalmente sposi”,( il vostro secondo film), sta per arrivare in Prima Visione su Rai2 il 22 Aprile. Cosa dobbiamo aspettarci?

ENZO: “è una fase intermedia, sono gli stessi personaggi del primo film, ma ovviamente un po’ cresciuti. Possiamo dire che con il secondo film, ci siamo un po’ tolti da dosso i personaggi, per vestire un po’ di più i panni di noi stessi. Anche perché in “Vita Cuore Battito”, fondamentalmente c’è tanto di noi. E’ sempre sottile la linea che separa un attore dal suo personaggio.”

MONICA: “oggi siamo molto più social e attraverso ciò siamo ancora di più noi stessi. La gente ha incominciato ad amarci e a conoscerci cosi come siamo.”

Cinema, tv o teatro? Chi occupa un posto d’onore nel vostro cuore?

ENZO e MONICA: “non si può scegliere, perché manca un quarto elemento. Ovvero i Live. Diciamo che il cinema ci ha dato più soddisfazioni, la televisione ci ha dato notorietà, il teatro ci ha permesso di fare esperienza acquisendo la tecnica. Poi però ci sono i Live, la parte più divertente per noi. Grazie al contatto che si viene a creare con il pubblico, ogni serata non è mai simile a quella precedente.

MONICA: “molti artisti, una volta arrivata la notorietà, abbandonano i live, perché è la formula più difficile da gestire. A noi invece piace, ogni serata crea aneddoti diversi e divertenti.”

La vostra prima Compagnia Teatrale (formatasi insieme ad altri due amici),si chiamava “Lazzari Felici”. Ora , prima di salutarvi e di ringraziarvi per la bella chiacchierata, vorrei chiedervi: “Quanto eravate Lazzari e quanto Felici? Ma soprattutto, di quei Lazzari Felici, cosa ne è rimasto oggi?

ENZO: “lazzari sicuramente, ma forse anche più felici. Oggi è lavoro e all’epoca era una passione sviscerata. Non c’era consapevolezza, ma solo sogni, era tutto più leggero. Sapevamo di doverci provare, con amore e con passione.

MONICA: “forse rispetto ad oggi la viviamo meglio. Oggi questo lavoro ci dà la possibilità di vivere. Comunque è stato un periodo bello della nostra vita.”

Enzo e Monica: “ Oggi di quei ragazzi, ne è rimasto soprattutto la passione per questo lavoro. Siamo convinti che una volta che svanirà, questo lavoro non possiamo più farlo. Non puoi far ridere il pubblico, se il primo a non divertirti sei tu. All’epoca eravamo sicuramente più lazzari, ma spensierati…e forse era meglio così.”

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 37. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress e per la testata locale Rivista Zoom Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica