Appuntamento con la fantasia, attraverso “Una storia straordinaria” con Diego Galdino nella città eterna!

“La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota”(Michael Althsuler)

Se il tempo vola, e noi siamo i piloti, allora perché non fermarlo e indirizzarlo verso un qualcosa di magico, di misterioso che ci dia la sensazione che nulla di più bello possa accadere. Il tempo è nostro, è mio è tuo, e come tale dobbiamo imparare a gestirlo. A tal proposito ho deciso cosi di “viaggiare con la fantasia”, attraverso la Città eterna: Roma.
Un viaggio che non farò e non farete da soli Cari lettori di M SOCIAL Magazine, ma come cicerone, ho avuto il piacere di fantasticare (anche se non troppo), con lo scrittore (e romano doc), Diego Galdino.

Nel suo ultimo romanzo (Una storia Straordinaria), Diego descrive (attraverso una bellissima storia d’amore), la Roma che tutti noi abbiamo sempre sognato, o magari qualcuno di voi anche vissuto. Così una volta raggiunto Diego telefonicamente, abbiamo passeggiato in uno spazio temporale diverso da quello attuale, ma pur sempre veritiero, attraverso cosi(grazie ai racconti di Diego),la magica Roma. Prima di cominciare con la nostra passeggiata, voglio darvi un consiglio: scegliete un posto in casa che vi faccia sentire “non a casa”, rilassatevi con una bella tisana o un bicchiere di vino, e in sottofondo, fatevi catturare dalla musica di Antonello Venditti. Ci siete? Bene possiamo partire.

“Mi sono lasciata travolgere, trascinare da questa bellissima fantasia nella quale il tempo si è fermato”( tratto dal film: “La casa sul lago del tempo”)

Buon viaggio.

“Io esco di casa ed è già mattino”, cantava Antonello Venditti. Ora caro Diego, voglio chiedere a te come sono le mattine del tuo presente e del tuo passato?

A causa del mio lavoro, vivo poco le mattine di Roma, ma tornando indietro con la memoria ricordo mio padre che si svegliava presto e la domenica mattina correva per tutta Roma. Un paio di volte sono andato anche io con lui e insieme, abbiamo attraversato una Roma deserta alle prime luci del mattino. Roma ha la forza di farsi sentire ovunque anche in periferia, e soprattutto ora che non si può più passeggiare a causa del Covid-19, ho l’impressione, che basti guardare il cielo di Roma per far svanire tutto ciò che c’è di brutto o negativo in questo periodo. Con la sua infinita magia, Roma può tutto.

Se tutte le strade portano a Roma, quali le più belle?

L’Aventino sicuramente. Partendo dalla Bocca della Verità, per passare poi all’Isola Tiberina, Circo Massimo, e non voglio dimenticare il roseto Comunale, che a Maggio è un qualcosa di incredibile.

“C’è un cuore che batte, nel cuore di Roma”, sussurrava Venditti. Dove possiamo trovarlo il cuore di Diego?

Sicuramente nella strada dove sono nato, cresciuto e dove tutt’ora lavoro nel mio Bar, ovvero Via Cardinale Oreglia 34. Ho fatto tutto in quella via, dalla prima volta che ho imparato ad andare in bici, dal primo calcio al pallone, il primo amore e poi la casa della “Signora Maria”, che ho citato nel mio Romanzo: “Il primo caffè del mattino”.

E se ti cantassi: “Sognavo questa Roma e Roma c’è”?

Ti direi che la Roma che sogno, la scrivo poi nei miei romanzi. Una Roma che oramai non c’è più. Cosi la sogno e la faccio rivivere, anzi faccio rivivere quell’atmosfera che oramai si è persa.

Cosa di preciso si è perso?

La tradizione. Ciò che mi manca rispetto a prima, sono le tradizioni. Roma oramai(anche se in positivo), la città,subisce le tante contaminazioni culturali che vi sono presenti. Diciamo che per essere cittadini del mondo, abbiamo messo un pò da parte la nostra tradizione. Anche se in fin dei conti credo che il vero romano resti romano e il mondo idem.

Passeggiando, passeggiando, siamo arrivati a Campo dè Fiori. Zona che tu stesso hai citato nel tuo Romanzo “Una storia Straordinaria”. Cosa c’è di cosi straordinario in questo posto?

Qui si respira la vera romanità, e per viverla davvero bisogna venirci al mattino presto quando il mercato è in movimento. La sera il posto si affolla di giovani grazie ai locali.

Perché hai citato Campo dè Fiori nel tuo Romanzo?

Perché un film famosissimo di Anna Magnani e di Aldo Fabrizzi , mi lega a questo mercato. Nel film omonimo del 1943 entrambi, sono interpreti della romanità leggendaria, la romanità che pocanzi citavo e che non esiste più se non nei miei romanzi o sogni.

La nostra passeggiata caro Diego volge al termine, e prima di salutarti e darci appuntamento per un primo caffè del mattino, o per un’altra storia straordinaria, voglio chiederti: Come faresti gli auguri a Roma, giusto che il 21 Aprile, è stato il suo Compleanno?

“Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell’espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualcosa dentro. Tu pensi che io abbia avuto un solo infarto? Ma io ce ne ho avuti 3, 4, ma non lo so nemmeno io quanti ne ho avuti. Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato e il terzo quando ci siamo baciati. Stavo per rimetterci le penne, però se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ne è valsa la pena?”, io risponderei( urlando),”NE’ VALSA LA PENA, NE’ VALSA VERAMENTE LA PENA!.” ( tratto dal film di Carlo Verdone, Manuale D’amore2/ scena finale).

Auguri Roma…Diego e Rosa.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 35. Amante della scrittura. Collaboratrice per diversi Magazine Online nella sezione spettacolo: Cinema, Musica, Teatro e TV.