17 maggio 1990: L’OMS riconosce, finalmente, che l’omosessualità non è una malattia mentale!

17 maggio 1990, una data storicamente importante che spianerà la strada al raggiungimento dei pieni diritti della comunità omosessuale (anche se ancora ad oggi il percorso risulta tortuoso e lungo): L’Organizzazione Mondiale della Sanità cancella (finalmente) l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, definendola “una variante naturale del comportamento umano”.

Nel 1897 il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld, fondò a Berlino il Wissenschaftlich-humanitäres Komitee (comitato scientifico-umanitario) considerato il primo gruppo organizzato della storia del movimento omosessuale.

Durante la Germania nazista, ci furono delle durissime persecuzioni ai danni degli omosessuali, (periodo chiamatosi Omocausto) poichè i nazisti ritenevano i rapporti omosessuali “sterili ed egoistici” che non portavano ad un aumento della popolazione tedesca.

Nel 1917, con la rivoluzione d’ottobre che vide il rovesciamento dell’impero zarista, il partito comunista debellò di fatto tutte le leggi omofobe emanate dall’impero e legalizzò di fatto, per la prima volta, l’omosessualità nel paese, ma nel 1943 le SS iniziarono il “programma di sterminio attraverso il lavoro forzato”, ideato per portare alla morte omosessuali e criminali.

Nell’imminente dopo guerra (seconda guerra mondiale), fu coniato, da un gruppo di omosessuali dichiarati il termine Omofilia al posto di omosessualità, i quali richiedevano l’integrazione degli “omofili” nella società così come essa era.

La nascita del movimento omosessuale contemporaneo, caratterizzato da una maggiore connotazione “rivoluzionaria”, si inserisce a pieno nella fase delle rivendicazioni del movimento sessantottino (1969), di cui fece propria la volontà di cambiamento della società in favore di una maggiore libertà di scelta e del riconoscimento della dignità di ogni persona!

Il 27 Giugno gli omosessuali ebbero gravi scontri con la polizia di New York, dando inizio ai moti di Stonewall (che prende il nome dal bar gay, privo di autorizzazione, nel quale fecero irruzione gli ufficiali di polizia).

Dopo Stonewall, cambiò profondamente la storia del movimento omosessuale. Si ebbe la nascita di associazioni che rivendicavano i propri diritti. Simbolo della nuova fase del movimento di liberazione omosessuale divenne la Gay Pride parade, che cominciò a tenersi nelle varie città degli Stati Uniti e poi del mondo nella data dei moti di Stonewall, il 28 giugno. La provocazione divenne uno strumento attraverso cui scuotere l’opinione pubblica e rivendicare il diritto alla felicità!

Nel 2007 L’Unione Europea fondò la giornata contro l’omofobia e la trasfobia, in seguito ad alcune gravi dichiarazioni di esponenti autorità polacche.

Nel 2016, in ritardo rispetto ad altri paesi, in Italia vennero riconosciute le unioni civili.

Il lungo percorso, le gravi persecuzioni, tutt’oggi sono ancora in atto.
Purtroppo in un paese che dovrebbe essere civilizzato e lasciare la libertà ad ogni essere umano di poter essere ciò che vuole essere, vediamo quotidianamente attacchi meschini e beceri, attacchi all’animo umano che non dovrebbe per nessuna ragione sentirsi in pericolo di correre rischi per la propria persona, è una battaglia che tutta la popolazione mondiale dovrebbe portare avanti e non è esclusivamente della comunità LGBT.
Bisogna combattere ancora oggi e soprattutto domani e per un domani caratterizzato dalla libertà sessuale e d’espressione, non macchiato dalla violenza priva di significato e talvolta impunita a cui purtroppo assistiamo.

LOVE IS LOVE!

Martina Caputo

Martina è una giovane donna ambiziosa, fin dalle scuole primarie si avvicina alla scrittura, abbracciando in particolare modo il giornalismo (con giornalini "redatti" rigorosamente su fogli A4 con tanto di disegni, che denunciavano i problemi del mondo. Sviluppa nella tarda adolescenza la passione per la poesia, in seguito allo studio di poeti del calibro di D'Annunzio e Wilde. Cambiamenti di prospettive la direzionano a scelte diverse tra di loro, talvolta sbagliate ma che fanno comunque parte di quel grandissimo bagaglio che ogni uomo si porta dietro: l'esperienza. Diplomata in ragioneria, lavora da quando ha 16 anni mantenendo, così i suoi interessi. Dopo un iniziale percorso in Relazioni Internazionali, decide di partire alla volta di New York, metropoli nella quale viene selezionata per uno stage breve per le Nazioni Unite. Innamorata della possibilità dell'essenza del "divenire" in America e della voglia di approfondire la lingua e mettersi in gioco, decide di trasferirsi a Chicago per studiare Marketing e Social Media Communcation. Una volta tornata in Italia, riprende gli studi, vertendo la sua attenzione in Psicologia della Comunicazione. Apre una società che si occupa di pubbliche relazioni, gestione social media e marketing, organizzazione di eventi, con particolar focus nel settore ristorazione (food and beverage).

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