Dalla commozione di Barbara d’Urso al caso di Gina Lollobrigida, passando per il fantomatico plagio di Pamela Prati: i ricordi e le bugie sono cose che nemmeno il tempo riesce a cancellare!

Non so chi, né come né quando e perché, ma così è giacché la mia memoria non mi inganna, qualcuno durante questo passato periodo di quarantena mi ha rammentato che la sola ragione per cui le persone si aggrappano fortemente ai propri ricordi è che, questi, sono le uniche cose che non cambiano, mentre tutto il resto sì. “Che cos’è realmente un ricordo?” si chiederà chi tra i tanti pensieri ha collezionato soltanto rimorsi o rimpianti. Beh, i ricordi sono semplicemente carezze sul cuore, tesori senza età, luoghi custoditi nelle apparenti buie stanze delle nostre memorie, dove tutto è possibile se lo si vuole veramente e niente risulta essere davvero insperabile. E lo sa bene Barbara d’Urso che, a Live, Non è la d’Urso in occasione del suo compleanno, si è commossa insieme al fratello Riccardo d’Urso nel ripercorrere le tappe più importanti del suo percorso, televisivo e non, dimostrandoci quanta magia si possa celare in quei preziosi frammenti di memoria e quante emozioni possano suscitare quelle inestimabili immagini di vita che nemmeno il tempo riesce a cancellare.

E così, sul finire del nostro interminabile isolamento, dopo che Pamela Prati, ospite a Domenica In da Mara Venier, in virtù di chissà quale plagio mai riconosciutole e in nessun caso diagnosticatole, ha riesumato dalla coltre di polvere accumulata sul velo pietoso che la ricopriva da più di un anno la soap opera Pratiful, arriva sul piccolo schermo quella che io chiamerei Lolliful, una vicenda assai poco chiara che mio malgrado vede protagonista Gina Lollobrigida, una delle ultime vere dive del panorama nostrano e hollywoodiano a cui è stata riservata un’uscita dalle scene, sebbene rimanga un’icona intramontabile, oltremodo indegna e che non rende affatto giustizia ad una star del suo calibro. Depredata su ordine di un giudice e per giunta a sua insaputa non solo dei suoi immobili, gioielli, quadri, lampadari, premi e suppellettili di oltre 60 anni di carriera, oggetti materiali che per lei non avevano sicuramente alcun valore se non sentimentale, ma anche della capacità di poter vivere in autonomia e serenità il suo meritato pensionamento. Lo scopo, a detta del figlio Andrea Milkos Skofic, è proteggere il suo patrimonio dilapidato, dal manager e responsabile Andrea Piazzolla accusato di circonvenzione di incapace.
‘E figlie so’ piezz’ ‘e core!” direbbe Filumena Marturano, ma è pur vero che “I figli so’ buoni ‘e vacca: t’i vinni e fa’ i sòrdi” (“I figli buoni sono quelli della vacca: li vendi e vi ricavi denaro!”), come ribadirebbe mia nonna Conte Ermelinda, e lei, la Lollobrigida, un po’ me la ricorda ed è forse proprio per questo che mi sta molto a cuore. Strano a dirsi, ma mi chiedo il perché dell’intervento dei parenti soltanto quando la fortuna dell’attrice è a rischio!?! Della serie, “gli uomini dimenticano piuttosto la morte del padre, che la perdita del patrimonio“, per citare Niccolò Machiavelli! Dopotutto, se il tutore è un membro esterno alla famiglia, un motivo ci sarà! Premettendo che con i propri beni chiunque è libero di fare ciò che ritiene più opportuno, purché ne siano coscienti e consapevoli, se si tratta effettivamente di un inganno o di una frode ai danni de “La Lollo”, non sarebbe stato meglio prendere altri provvedimenti, anziché sottoporla ad un’ulteriore sofferenza e aggravare la solitudine con cui spesso un’artista è costretto quotidianamente a fare i conti?! Per non parlare poi di chi ha scelto di approfittarsi, qualora fosse vero, della fragilità di una donna, che magari dalla vita può aver avuto tutto, meno che l’amore e l’affetto che qualunque persona meriterebbe di ricevere. E a poco servono i sentimenti sbandierati da Javier Rigau, dal momento che se avesse voluto proteggerla, gli bastava farlo! Siamo sempre pronti a riempirci la bocca di grandi parole, ma quando si tratta di agire mi sembra che pochi facciano seriamente abbastanza.

Ed è davvero triste sapere che “La donna più bella del mondo” verrà un domani commemorata per queste vergognose vicende che non fanno onore a nessuno.  Se comunque servisse uno chaperon, fatemi un fischio, io saprei come intrattenerla “La Romana”, la nutrirei con “Pane, amore e gelosia”!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com

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