Stefano Cambó | Salento Cafè Noir, il mistero da svelare | RECENSIONE

Avere occhio per i dettagli non è da tutti. Chi ha occhio, solitamente, ha anche fiuto investigativo. Leggere gli indizi non è semplice perché, a volte, non saltano subito all’occhio e quindi ci si lascia influenzare da ciò che è chiaro, palese, evidente, sotto il naso. Certo, è bene anche mettere in discussione tutto. Attraverso il dubbio si può ricostruire con maggiore attenzione gli elementi diun caso di cronaca nera. Dietro ad un crimine, ad un fatto efferato, un omicidio, ci sono storie, ci sono nomi, ci sono anche drammi. Eppure, tutto passa in secondo piano impegnati a scoprire la verità. La mente degli investigatori è cristallizzata sui fatti, sugli indizi che porteranno alle prove. Non è mai facile. Ogni caso, del resto, non è mai uguale a se stesso e ad altri. I fatti di cronaca sono unici ed irripetibili, anche nella loro brutalità, per questo dinanzi ad essi è come se ci si trovasse ad indagare per la prima volta. L’esperienza, la professionalità, il fiuto investigativo e gli occhi attenti poi sono un ottimo bagaglio per partire bene nelle indagini. Ci si può arenare, arrivare ad un punto morto, ma la mente di chi cerca la verità è sempre in fermento per riuscire ad avanti e mettere un punto alla vicenda. Risolvere il caso, scoprire la verità. Solo la verità può placare gli animi, abbassare le difese, riportare il fiato ad essere regolare. Niente affanni, nessun dubbio, nessuna incertezza. La verità aggiusta anche la dimensione della vita e riporta sui giusti binari chi, per un attimo, si era perso per un nome, un perché. 

In Salento Cafè Noir di Stefano Cambò il mistero si sbriciola sotto i passi di Fernando Arcuti e di Ugo Bortone. Il primo, giovane scrittore di racconti gialli in attesa di arrivare alla stesura di un bestseller, il secondo, un commissario di polizia in procinto di andare in pensione. I due sono amici, entrambi hanno una mente brillante. Sanno leggere cose che gli altri sono incapaci, sanno vedere oltre a ciò che è visibile a tutti. E ragionano, cominciando tutto dapprincipio, tornando indietro ed andando avanti. Vanno oltre alle apparenze che depistano, che sono solo un abbaglio per camuffare la realtà. Hanno fiuto investigativo ed occhio. Sono uno la spalla dell’altro. E nel locale Salento Cafè Noir di Lecce si raccontano, si confidano, si passano le informazioni, si scambiano impressioni e dubbi. Due uomini diversi con la stessa anima che mettono sotto scacco alcuni assassini di una terra che sa di sale, di inezia e di riscatto.

Lo scrittore apre le fessure dei segreti del mistero. Stefano Cambò conosce l’arte del noir ed il lettore sino alla fine si trova impreparato. Certo, coglie i dettagli che sembrano portare alla verità, ma questa sta sempre da un’altra parte. Lo scrittore accompagna il lettore, che si fida, che si sente protetto. Ma colpo di scena, il lettore non ragiona come lui, da investigatore, si lascia trasportare dalle emozioni e quindi si perde, non aguzza lo sguardo. Perché è rilassato, sereno. Quando scopre tutto perché tutto gli si rivela, ammette di aver letto un ottimo noir.  

Lucia Accoto

Giornalista pubblicista, autrice e conduttrice di programmi TV. Ho la passione per la cronaca nera, per i libri e la moda, senza trascurare lo stile nelle sue sfaccettature. I libri mi accolgono sempre come una signora, posandomi sulle spalle uno scialle di titoli ed emozioni.

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