Giuseppe Alessio Nuzzo, regista de LE VERITÀ su Amazon Prime si racconta: “Ho sempre detto che avrei fatto il dottore e mai avrei immaginato di fare il Regista…”

“Io credo che ognuno di noi prenda strade diverse da quelle che ha sempre avuto. Ho sempre detto che avrei fatto il dottore e mai avrei immaginato di fare il Regista.”

Queste le parole del Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano Giuseppe Alessio Nuzzo, nel raccontarsi a noi di M Social Magazine. Abbiamo deciso di contattare Nuzzo per complimentarci, per farci raccontare del suo arrivo su Amazon Prime, con il suo Thriller Psicologico: “Le Verita’ “. Thriller che vede protagonista Francesco Montari e nomi esclusivi come Nicoletta Romanoff e Anna Safroncik.
“Un set amabile, ma pur sempre difficile”, ci racconta Nuzzo, un set che ha cosi temprato lo stesso regista.
Fondatore e direttore generale della Mostra Internazionale del Cinema Sociale (Social Word Film Festival), che si svolge a Vico Equense, Nuzzo (nonostante i problemi post- Covid19), ci raconta: “Stiamo lavorando ad una edizione ibrida, ma ciò nonostante, sono sicuro che porteremo avanti e in alto la bandiera del Cinema Sociale”


Ecco a voi la nostra chiacchierata. Buona lettura.

Benvenuto tra le pagine di M Social Magazine. In questi giorni di quarantena forzata per tutti noi Amazon Prime Video ci allieta con “Le Verità”, thriller psicologico con protagonisti: Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Anna Safroncik…Ci racconti


Per un film molto ambizioso come Le Verità saper di essere stati selezionati da Amazon Prime Video (e di essere nel loro catalogo internazionale disponibile cosi anche all’estero), è sicuramente un punto importante per la storia di questo progetto. Progetto che nasce da un bando per i giovani con una crew under 35. Ambizioso perchè è il primo thriller psicologico italiano. Vederlo ora su Prime è sicuramente un’esperienza nuova e importante che può regalare a qualcuno il cinema a casa. Ne parlo ancora al presente, perchè è un periodo che ci vedrà lontani dal Cinema e dalle Sale ancora per un pò.

A tal proposito ha dichiarato: “Un piccolo film che mi ha insegnato tanto” Ci spieghi meglio

Sono del parere che se devo fare qualcosa è perchè questa debba insegnarmi qualcosa. Per chi non lo sapesse, io insegno regia all’Università Del Cinema diretta da Beppe Mastocinque, ai miei alunni dico sempre che loro apprendono da me, ma anch’io da loro. Ho bisogno dei miei alunni, perchè quando progetto qualcosa che possono vedere cinquanta occhi invece che due, è sicuramente importante. Cosi a modo suo questo film e il suo set amabile, ma difficile, mi ha arricchito. Ho imparato anch’io (attraverso questo set), a relazionarmi anche nelle difficoltà, cosi da temprare anche me stesso personalmente.

“Gabriele Manetti”, Protagonista del film, sente che la sua vita sta per prendere una direzione diversa da quella che ha sempre avuto”. Allora le chiedo: “Giuseppe Alessio Nuzzo, ha mai vissuto queste sensazioni”? Quanto è sottile il filo che divide Giuseppe Alessio dal personaggio Gabriele Manetti?

Non potevo mai immaginare di fare il regista, perchè ho sempre detto che volessi fare il dottore. Questo mi ha spinto (nonostante avessi una predisposizione per cinema già consolidata), ad iscrivermi a medicina e a laurearmi nonostante io avessi intrapreso una strada cinematografica con la Fondazione del Social Word Film Festival. Fodazione che mi portò cosi ad essere premiato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quindi ad un certo punto la mia vita si è sdoppiata e ho studiato regia. Nel frattempo mi sono laureato in Odontoiatria e l’ho fatto nei migliori dei modi in entrambi i percorsi. Il cinema è subentrato e mi ha cambiato la vita, quindi ho questa similitudine (se cosi si può definire) con Gabrile Manetti, che però a differenza mia si è visto tutti contro. A differenza sua, sono sempre stato incentivato dalla mia famiglia.

A Sanremo 2020, in occasione della giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo ha presentato (insieme alla Polizia di Stato) “La Stanza-The room” il suo cortometraggio. Uno sguardo al sociale ma anche all’innovazione. Ci racconti.


The Room, è attualmente in fase di finitura. Le prime immagini sono state presentate a Sanremo ed è stato incredibile. Siamo riusciti a collegare la settima arte con il Festival più importante d’Italia e al mondo di musica. Abbiamo avuto cosi la possibilutà di raccontare a milioni di studenti italiani, attraverso gli spazi forniti dalla Polizia di Stato, questa storia di Cyber Bullismo, con protagonista Michele Placido, nelle vesti di un poliziotto. Tutto ciò in realtà virtuale a 360° e in 3D, attraverso due tecnologie unite che solitamente fanno parte della sfera dell’intrattenimento. Tecnologia che si sta aprendo anche al Cinema e questo mi fa davvero piacere. Ancor di più, perche sono tra i pochi ambassador di questa innovazione tra l’audiovisione e il Cinema.

Prima di salutarci e ringraziarla per la sua presenza tra le pagine di M Social Magazine, le chiedo: “Covid-19 permettendo, quali saranno i suoi progetti una volta che ritornerà tutto alla normalità?


Avrei dovuto dirigere il mio primo lavoro internazionale a Los Angeles, con una crew americana e cast americano, ma è in stand by. Abbiamo concluso la lavorazione e lo sviluppo del mio secondo lungometraggio che doveva andare in produzione a Settembre e stiamo preparando il Socio Word Film Festival a cui stiamo lavorando in edizione ibrida, ma che siamo sicuri porterà in alto la bandiera del Cinema Sociale. Insomma, si continua a lavorare con la speranza che quanto prima si possa tornare sul set.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 35. Amante della scrittura. Collaboratrice per diversi Magazine Online nella sezione spettacolo: Cinema, Musica, Teatro e TV.

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