Marina Cappelli si racconta: “La scrittura per me è un vero amore, …ho preferito divorziare e riappropriarmi dei miei spazi, piuttosto che rinunciare a scrivere” | INTERVISTA

Marina Cappelli autrice del Collettivo Scrittori Uniti (con a capo Claudio Secci) si racconterà a noi di M Social Magazine. Dall’incontro con il Collettivo e con Claudio Secci (fondatore dello stesso), oggi Marina ripercorrerà insieme a noi e a voi cari lettori, la sua bellissima storia nel mondo della scrittura. Buona lettura.

Ciao Marina e benvenuta tra le pagine di M Social Magazine. Grazie alla tua presenza come autrice nel Collettivo Scrittori Uniti (Media Partners di M Social Magazine),siamo qui oggi a presentarti ai nostri lettori. Quindi ti chiedo: “Come e quando nasce la tua collaborazione con il Collettivo?

Ho conosciuto Claudio Secci, il responsabile del Collettivo e alcuni degli autori che ne fanno parte, circa un anno fa, a Sestri Levante, in occasione dell’evento “Libri in Baia”. Il loro desk era bellissimo, grande e con un sacco di libri interessanti. Ma ciò che mi ha attratta è stata l’atmosfera serena e professionale che aleggiava tra di loro.

Mi sono presentata e ho espresso il desiderio di entrare nella crew. Ho dovuto inviare un estratto dei libri che avevo scritto per una valutazione e anche da ciò ho evinto che fosse un gruppo serio e non uno tra quelli che spesso si incontra, volti solo a far numero. Questa cosa mi è piaciuta e dopo la loro valutazione positiva, ho iniziato a interessarmi a tutti i suoi partner (media ed editor, ma soprattutto editor) collegati al CSU, per poter usufruire in futuro delle loro consulenze. Sono rimasta orfana, dopo che l’agenzia editoriale che mi ha cresciuta fino a questo momento si è sciolta a seguito della morte prematura della fondatrice.

Ho pensato che fosse giunta l’ora di guardarsi intorno e il CSU è stato una fantastica scoperta. Peccato che a causa dell’emergenza sanitaria di questo periodo non abbia potuto ancora fare una fiera fisica con loro, ma ho partecipato a un bellissimo evento virtuale firmato CSU che mi ha regalato una grande soddisfazione.

Cito testualmente: “Scrive dal giorno in cui imparò a farlo. Il suo primo romanzo è nato quasi per scherzo”. Raccontaci come e quando sboccia l’amore per la scrittura.

Credo di aver sempre avuto una grande passione per la scrittura. Ovviamente da piccola a tutto pensavo tranne che a farne un lavoro, anzi, c’è stato un periodo in cui l’avevo quasi del tutto abbandonata, tolto che per una storia che ho continuato a scrivere. È un’avventura disposta come un immenso dialogo che io chiamo “La Palestra dell’Italiano”, iniziata nel lontano 1983. È curioso rileggere le prime pagine e scoprire come la mia capacità di scrittura si sia evoluta (spero in meglio) nel corso degli anni. Ma quella è una storia solo per me, mentre il mio primo romanzo è nato su un sito. Avevo iniziato a scrivere la storia di Repeak-ball puramente a scopo ludico, ma dopo qualche pagina una ragazza che faceva parte della community mi consigliò di togliere tutto e di considerare l’idea di farne un libro vero e proprio. Così feci, ma occorse del tempo prima che riuscissi a finirlo. La mia situazione familiare non era molto serena e non avevo mai un momento di privacy e tranquillità per poter scrivere. Il tempo che occupavo per scrivere era sempre boicottato, ritenendolo tempo perso.

La scrittura per me è un vero amore, probabilmente molti non condivideranno, ma ho preferito divorziare e riappropriarmi dei miei spazi, piuttosto che rinunciare a scrivere.



“Repeak-ball” è appunto il tuo primo Romanzo. Libro che nel 2020 entra a far parte di un’iniziativa di beneficenza. Raccontaci.

Repeak-ball mi ha dato fin dall’inizio molta soddisfazione, nonostante all’inizio non ne seguissi personalmente l’iter di stampa e trovando continuamente qualcosa da cambiare, a livello estetico. Adesso pare abbia raggiunto un buon compromesso tra copertina, impaginazione, font e il mio fin troppo maniacale senso della perfezione. Perfezione che non potrà mai esistere in un mondo di esseri umani quali siamo. È irraggiungibile proprio per definizione! Tuttavia questa ristampa ha mostrato una magagna un po’ troppo evidente e dal testo erano sparite come per magia quattro righe da una frase.

Non sapevo cosa fare e buttare via dei libri è una cosa che proprio non riesco a concepire. Piuttosto uccido. Quindi ho pensato di recuperare le righe mancanti e di offrire il libro a un prezzo molto minore, oltre che motivarne l’acquisto legandolo a un’iniziativa di beneficenza a favore dell’ospedale pediatrico Meyer. La magagna è stata recuperata in modo sorprendentemente piacevole e l’iniziativa di beneficenza è andata molto bene, riuscendo a donare 250 euro. Ne sono rimaste ancora una ventina di copie con le quali sto ripetendo la cosa, sperando di poter donare ancora qualcosa.

Parliamo di “Il Male Poeta”, un thriller crudo ma pieno di colpi di scena. Come e quando nasce l’idea di questo romanzo e cosa possiamo svelare ai nostri lettori?

Il Male Poeta è il risultato di un sogno. All’epoca stavo già scrivendo “Due Solstizi a Mount Varana”, il secondo romanzo che poi ho pubblicato. Per paura di dimenticarmi quel sogno, interruppi la scrittura di Due Solstizi e iniziai a buttare giù una bozza di quello che poi, nemmeno tre mesi dopo, diventò una prima versione de Il Male Poeta. Ovviamente ci ho dovuto rimettere le mani sopra parecchie volte, ho fatto uno studio maniacale sulle armi di ogni genere, dalle pistole ad aria compressa alle colt, dai fucili d’assalto ai mitra. Il Male Poeta è un romanzo volutamente esplicito, tanto quanto lo è la violenza quando ti si para davanti, quella brutta, che fingiamo che non esista, ma che quando ci raggiunge ci toglie il fiato e ogni possibilità di difesa. Ma è anche un libro che fa riflettere su quali potrebbero essere le scelte di ognuno di noi.

Ti fideresti di un killer? No? Neanche se è bello come un dio? E se quel killer, bello come un dio, in realtà ti promettesse di condurti dal vero assassino di tuo fratello? A quel punto ti fideresti?

Ma queste sono solo alcune delle domande che vorrei i lettori si ponessero, in realtà le persone catalogano gli altri a seconda del lavoro che fanno, dell’età, del fisico, del colore della pelle, delle inclinazioni sessuali. Ci inventariamo, come fossimo oggetti in un magazzino, ma a volte sotto alcuni volti ve ne sono altri, totalmente diversi. Da qui la citazione di Pirandello con la quale ho dato il via a questo romanzo “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”.

Il killer assolderà, ma forse sarebbe meglio dire obbligherà, una giovane scrittrice affinché lei scriva un libro verità, poi il desiderio di lui sarà quello di ritirarsi dall’attività di assassino prezzolato. Il loro primo incontro non è dei più tranquilli e prima che il loro rapporto di lavoro diventi accettabile passeranno giorni in cui lei scoprirà cose, su questo tizio, abbastanza inaspettate. Col passare del tempo però scopriranno entrambi di avere un passato in comune. Situazioni che li porteranno a percorrere una strada insieme. L’uno per capire chi lo voglia fuori dai giochi, l’altra per scoprire il vero assassino di suo fratello. Il tutto costellato da un traffico d’armi che fa da filo conduttore a tutta la vicenda.



Attualmente stai scrivendo un nuovo romanzo. Puoi anticiparci qualcosa in merito.? Ma soprattutto, prima di salutarci ti chiedo: “Se potessi tornare indietro e poi nel futuro, quale sarebbe il tuo auspicio alla bimba che iniziò l’avventura nella scrittura? E quale alla futura donna e scrittrice che sarai?

In verità di romanzi in via di stesura ne ho quattro, ma alla fine ho dovuto fare la conta e sceglierne uno da portare avanti, altrimenti ci esco pazza! Ho scelto “Il barista delle ombre” un romanzo dalle tinte gialle-soft, ambientato a Dicomano, paese che mi ha adottato da ormai quasi vent’anni. Racconta la storia di un maresciallo dei Carabinieri, fresco di trasferimento dall’agitata Napoli al fin troppo tranquillo paese mugellano. Tranquillità che pare interrompersi quando alcuni casi di suicidio inizieranno ad assumere tinte un po’ sospette… Non aggiungo altro.

Quanto alla “me bambina”, se mai ci fosse la possibilità di tornare indietro nel tempo, direi di non preoccuparsi per la sua dislessia, di continuare comunque a spaccarsi gli occhi sforzandosi di leggere, perché sarà quello che la aiuterà a scrivere. La sua curiosità finirà per prevalere sulla difficoltà. E non se ne pentirà.

Oggigiorno ci sono molti più mezzi per poter leggere, oltre che su cartaceo, ed è quello che dico a ogni giovane, bambino e adulto: trovate la passione per la lettura. Nei libri ci sono mondi incredibili e spunti di vita insospettabili. Leggere non è mai una perdita di tempo, ci aiuta a scegliere, valutare, trovare alternative e ci aiuta partecipare alle discussioni senza restare lì, a bocca chiusa, come tanti gonzi. A volte ci migliora anche nel carattere.

Alla futura donna che sarò dico solo: continua così, voltati indietro solo per non ripetere gli errori che hai fatto. Tienili a mente e non aver paura di lasciare la strada vecchia per quella nuova, che tanto la tua arte di sopravvivenza si sta facendo eccellente. Non fermarti mai e ignora lo stress e chi vorrebbe stressarti. Amplia per te stessa l’universo della scrittura.

Infatti entro la fine dell’anno prenderò parte a un corso per editing/correttore di bozze.

Grazie da Rosa Spampanato

Grazie a te e a tutta la redazione di M Social Magazine.

Marina.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 35. Amante della scrittura. Collaboratrice per diversi Magazine Online nella sezione spettacolo: Cinema, Musica, Teatro e TV.

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