Federico Moccia si racconta | “Semplicemente Amami” è dedicato a mio padre Pipolo che mi ha insegnato la capacità di trovare in ogni minimo spaccato di vita una ragione di felicità!

“Semplicemente amami io la vedo come una resa delle armi tra un uomo e una donna.”

Cosi lo scrittore, sceneggiatore e autore televisivo italiano Federico Moccia, ci presenta il suo ultimo Romanzo “Semplicemente amami”, romanzo, dove il termine “semplicemente”, diviene un sussurro, come lo stesso autore ci racconta. “Semplicemente amami sono le ultime parole di una situazione (com’e all’interno del libro) molto tesa estrema”, spiega Moccia, poi continua: “Tancredi (il protagonista maschile del romanzo), è un uomo che si accorge quanto l’amore può riuscire a fare tutto, e lui di questo ne è spaventato. Quindi semplicemente amami è il suo ultimo grido, un grido di una persona ferita. Non un urlo in positivo, ma un ultima speranza.”

Raggiunto telefonicamente abbiamo “passeggiato” tra i ricordi che lo stesso scrittore ha del padre Pipolo, tra le pagine e la vita della bella Sofia protagonista del suo nuovo romanzo, e nei desideri futuri che lo scrittore ha per se stesso e per chi ama.

Buona lettura a voi.

Semplicemente amami è la storia d’amore complessa tra la bella Sofia, Tancredi e il marito di Sofia, Andrea, al centro di tutto ciò. Sofia però si accorge che le manca qualcosa. Ma cosa le manca veramente? Ci racconti.

Sofia si accorge improvvisamente che avrebbe voluto fare scelte diverse. Capisce cosi di desiderare una famiglia, una casa, dei figli. Essendo lei una pianista importante capisce che nella sua vita non vuole solo la musica e i viaggi fatti per il suo lavoro. Cosi si ritrova a immaginarsi a casa con i figli che giocano e urlano per casa, e questa fantasia la rende felice.”

Quando ho letto il titolo del suo Romanzo, la mente inevitabilmente, mi ha riportato alla memoria il libro di Leonardo Sciascia: “Una storia semplice”, dove di semplice ovviamente non c’è nulla. Quindi le chiedo: “Accostare la parola semplicemente, ad una parola come l’amore, non crede che sia tutt’altro che semplice?”

(Sorride)…è un po come il bellissimo libro di veronesi “Caos Calmo”. Questa sua considerazione è molto giusta. Mi piace l’idea di costruire un contrasto cosi forte anche perché se tu scrivessi solamente “amami”, diventa un imperativo, un obbligo. Mentre “semplicemente amami”, io la vedo come una resa delle armi tra un uomo e una donna dove lui dice “ti prego amami e basta”. Mettendo da parte tutti i contrasti, le schermaglie e tutte le difficoltà dell’amore.”

Quanto di Federico possiamo trovare nei suoi personaggi?

Io credo che inevitabilmente uno scrittore racconti le cose che ha visto e ha vissuto personalmente. Quindi c’è almeno un 50% dentro a tutti i libri della mia personalissima vita. Poi tutto il resto è frutto di fantasia. E’ chiaro che il personaggio di Tancredi non sono io, però tutte le emozioni e quello che prova sono reali. Il fatto che Sofia si sente sola in quel determinato momento della sua vita, o il tradimento che un uomo o una donna possono vivere, sono cose che avendole vissute e provate possono appartenermi come appartengono a Sofia.

Il libro è dedicato a suo padre Pipolo. Cito testualmente: “A Pipolo che mi ha fatto un bellissimo regalo”.

Il regalo che mi ha fatto è la visione della vita, ovvero la capacità di poter vivere con emozione, intensità, e con amore, la capacità di trovare sempre in ogni minimo spaccato di vita una ragione di felicità. Questa visione mi piace molto, anche se a volte non è facile ma faticosa e dolorosa.


La mancanza che lei ha di suo padre, è meravigliosamente raccontata e descritta nel libro “La passeggiata”. Ha mai pensato che la passeggiata tra Federico e suo padre sia diventata poi inevitabilmente la passeggiata del lettore che come lei ha subito la stessa perdita?

Certo, e mi fa assolutamente piacere perché tutti noi proviamo questi sentimenti quando perdiamo una persona che amiamo. E’ una passeggiata condivisa, ma il fatto stesso di scrivere è una condivisione.

Sempre nel libro dedicato a suo padre, lei scrive: “Il mare mi ha sempre fatto compagnia. Spesso ho scelto di averlo accanto.” Usando le parole di Raf e Umberto Tozzi, mi chiedo e le chiedo: “Il mare è il suo grande fratello blu?”.

(Sorride)…si assolutamente si. E’ perfetta questa definizione. Guardi anche ora che sto facendo questa intervista con lei c’è il mare. Mi piace molto quel senso del suo infinito e del suo respiro. Il rumore del mare ti culla dandomi un senso di tranquillità e piacevolezza.

Se le venisse data la possibilità di passeggiare con uno dei suoi tanti personaggi, chi sarebbe?

Sofia, perché è proprio bella(ride). Se mi posso concedere una bella passeggiata in riva al mare lo farei con lei, cercando cosi di conoscerla meglio e di farle le tante domande che ho su di lei.

Se la bella Sofia ancora non ha capito cosa desidera dalla vita, Federico sa cosa vuole, o nonostante i successi ottenuti, ancora cerca di scoprirlo?

Federico, è molto felice e tutto ciò che è successo nella mia vita mi ha appagato moltissimo. Naturalmente ci sono delle cose che non si possono più avere, come per esempio mio padre. Lui era quello a cui riuscivo a confidare con sincerità le cose della mia vita sentendo il suo amore e mai il suo giudizio.

Prima di salutarci e ringraziarla le chiedo: “Quale il suo auspicio e il suo augurio per Federico del futuro? Quale il consiglio (se si potesse ), per Federico del passato?

Il mio auspicio è quello di seguire tutti i passi e le orme di mio padre in maniera da poter avere quel bellissimo rapporto che lui ha avuto con i figli nella sua lealtà. Questa è stata ed è una cosa preziosa che mi piacerebbe ritrovare anche con i miei figli. Per il futuro mi auguro di seguire sempre il mio cuore, cercando di scrivere libri sempre più belli e migliori.

Per il passato, non posso rimproverarmi nulla e non posso consigliare nulla perché credo che il cammino inevitabilmente sia fatto di sbagli e ogni sbaglio o errore, sono comunque esperienze e non poteva essere che cosi, per poi avere un risultato di cui sono felice.

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 35. Amante della scrittura. Collaboratrice per diversi Magazine Online nella sezione spettacolo: Cinema, Musica, Teatro e TV.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *