Selvaggia Lucarelli contro Barbara d’Urso: quando la volpe non arriva all’uva, dice che è acerba!

Nel 1997 il brasiliano Paulo Coelho, uno tra i più importanti autori del nostro secolo, nominato dall’ONU Messaggero della pace nel 2007, scrisse il “Manuale del guerriero della luce”, una raccolta di contributi pubblicati nella rubrica Maktub, redatta per l’inserto illustrato del giornale A Folha de São Paulo, e su altre testate giornalistiche dal 1993 al 1996. “Un guerriero responsabile – si legge – non è quello che si prende sulle spalle il peso del mondo. È colui che ha imparato ad affrontare le sfide del momento, facendo sempre qualcosa fuori dal comune. Non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui”. Insomma, un libro che consiglierei ai più, specialmente a chi, del criticare costantemente gli altri, ne fa il suo unico e proprio stile di vita.

A tal proposito, vorrei chiedere a Selvaggia Lucarelli quanta frustrazione possa suscitare in lei il successo altrui!?! Questa settimana colei che definiscono “provocatrice per eccellenza”, nonostante “importunatrice seriale per vocazione” sia a mio avviso più appropriato, non si è lasciata sfuggire l’opportunità di servirsi degli ospiti della scorsa puntata di Live – Non è la d’Urso per sferrare l’ennesimo, scontato e nauseante attacco a quella che, per qualche assurdo motivo, è divenuta ormai da anni il suo bersaglio preferito. E così, Fabrizio Corona in preda ad un delirio di onnipotenza nel mettere su pubblica piazza fatti privati di rilevante importanza, il caro Iconize alle prese con le sue innumerevoli e reiterate menzogne da Sindrome di Pinocchio, e tutta la pochezza che contraddistingue Bello Figo, sono risultati utili alla Lucarelli per accusare Barbara d’Urso di aver contribuito alla diffusione sul piccolo schermo di pessimi modelli, incentivando un “danno culturale” che avrà ripercussioni sulle generazioni future.
Assodato che la cultura rappresenta un concetto talmente ampio e pregno di significati, il solo disquisirne ci porterebbe via più tempo di quello che tale diatriba merita. Al di là dell’impeccabile lavoro di sensibilizzazione che porta avanti su alcune delle tematiche più attuali (una lotta decennale contro ogni forma di violenza e discriminazione, l’omofobia, il femminicidio e una battaglia vinta per far inserire delle telecamere negli asili e nelle strutture per anziani, tra le altre), non spetta certo alla d’Urso “educare” le masse, in fondo lei è chiamata a fare informazione e intrattenimento, e poi, non mi pare che la Lucarelli sia la grande mecenate che vanta di essere, proveniente da chissà quale salotto esclusivo o circolo edificante. Basti pensare al suo ruolo di giudice a Ballando Con le Stelle, dove si ostina da illo tempore a commentare le performance di danza di quei poveri malcapitati ballerini pur non essendo un’esperta in materia. E della sua collaborazione con rotocalchi nazionali quali Il Fatto Quotidiano e Tpi.it dobbiamo realmente discuterne? Le testate giornalistiche dedicano ogni giorno ampio spazio ad argomenti e soggetti, tra cui proprio Corona, Iconize e Bello Figo, che lei nella sua invettiva contro Barbara d’Urso definisce “diseducativi”. Mi domando, allora, come mai non si sia dissociata dalle stesse e non abbia chiesto ai direttori editoriali di occuparsi di quella cultura con la quale si è soliti riempiersi giusto la bocca!?! Per non parlare dei suoi articoli al vetriolo, intrisi della medesima sostanza di ciò che più aspramente critica. Cara Selvaggia, se proprio vuoi renderti utile, perché non ti adoperi seriamente per dar lustro o visibilità a chi a detta tua lo merita, anziché continuare a lamentarti come se non fossi in grado di fare null’altro e dar luce a chi secondo te non dovrebbe averla?! Non bisogna avere due pesi e due misure, ma un’univoca valutazione! Ma in certo casi non sarebbe meglio cambiare canale, spegnere la tv e magari leggere un libro?

Io credo fermamente che se una donna, solo perché ha successo nel proprio lavoro in una società becera e maschilista, deve essere sminuita da omuncoli privi di senso civico e logico, pronti in qualsiasi occasione ad elogiare esclusivamente tutte quelle che, scusatemi, gliel’hanno data, o peggio, debba essere rimproverata da donnicciole che non sono, per ovvie ragioni, e il più delle volte per mancanza di capacità, riuscite ad arrivare dove lei è adesso, siamo messi davvero male! Le cose per cui si dovrebbe provare vergogna sono ben altre, come rubare, ad esempio, infangare gratuitamente la reputazione altrui, stalkare, raggirare, truffare, e chi più ne ha, più ne metta!

Non so cosa ne pensiate voi, ma più passa il tempo e più mi rendo conto che chi ritiene di essere “prezioso” o si atteggia a tale, dispensando qua e là veli pietosi che farebbe prima e meglio a stendere su se stesso, in realtà vale meno di zero!!!

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com

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