Addio a Diego Armando Maradona: “se ne va la mano de Dios”

La notizia è stata data dal ‘Clarin’ il quotidiano argentino: è morto Diego Armando Maradona per un arresto cardiorespiratorio mentre si trovava nella casa di Tigres, zona alla periferia Di Buenos Aires dove si era trasferito dopo essere stato dimesso dalla clinica dov’era stato operato al cervello. Sul posto sono poi sopraggiunte tre ambulanze. La morte di Diego Maradona è stata annunciata anche nell’Aula del Senato.  Due settimane fa si era operato al cervello per rimuovere un coagulo, dalle notizie del suo entourage sembrava che il decorso opertorio stava andando tutto per il meglio invece alle ore 13 del mattino in Argentina alle porte di Buonos Aires si è spento l’ex “pibe de oro”. Aveva compiuto il trenta ottobre scorso 60 anni era nato a Lanus una piccola cittadina in una famigli numerosa, la sua storia è indubbiamente legata al calcio e a Napoli. Vince il campionato del momdo con l’Argentina nel 1986 segnando ai quarti di finale contro l’Inghilterra due goal il primo con la famosa “manos de Dios” mentre il secondo driblando da metà campo sei giocatori, quella partita rimarrà nella storia perun significato non solo sportivo ma di impegno sociale e ideologico. Proprio l’Inghilterra attaccò militarmente nel 1982 le isole argetine Falkland Malvinas per l’Argentina quella partita ha un sapore di rivincita. Diego Armando Maradona è stato vittima del suo demone dal quale non è riuscito a venirne fuori purtroppo la cocaina, poi il trasferimento dal Barcellona a napoli avvenuto nel 1984 vinse con i partenopei due scudetti nell”87 e nel ’90, coppa uefa e coppa Italia poi i mondiali del 1990 proprio in Italia regalndo momenti di felicità e gioia alla città di Napoli vi rimase fino al 1991 quando fu trovato positivo alla medesima sostanza stupefacente poi il ritorno in campo con il Siviglia e dopo due anni altalenanti il mondiale di Usa ‘ 94 con la possibilità di ritornare sul tetto del mondo. Purtroppo anche in quella competizione positivo all’efedrina. Gli ultimi anni della sua carriera gli trascorse al boca juniors. Nel 2001 la sua ultima partita di addio al calcio alla Bombonera, cadute e risalite in questi ultimi vent’anni dove forse anche il campione argentino credeva di aver sconfitto il suo demone. L’operazione per dimagrire il primo ricovero per problemi cardiaci nel 2004 il resto è storia attuale. Se ne va il calciatore che ha fatto sognare non solo Napoli, l’Italia ma tutto il mondo, il simbolo del riscatto sociale, la lotta alla povertà mediante lo sport vizi e virtù di un uomo che è diventato un simbolo dello sport del calcio mondiale. Se ne è andato l’artista del pallone, l’anima del suo paese e della città che ha sempre adorato. Pur con tutte le sue contraddizioni, è stato un eroe per tanti, soprattutto gli ultimi.

Armando Biccari

Mi chiamo Armando Biccari ho origini pugliesi sono un giornalista ho lavorato e lavoro lavoro per diverse Testate giornalistiche online e Carta Stampata, e Radio TV ho vissuto in diverse città Italiane Genova, Venezia, Prato Macerata. Tra le mie passioni ci sono oltre al Cinema la comunicazione musicale Sociologia dei New Media Audiovisivi Televisione, e la comunicazione scientifica e tutto il resto...