Cara Chiara Bordi, ho un piede solo anche io. Usiamolo al meglio!

Nel 1995 i telefoni cellulari non erano certo diffusi come oggi.
Ne possedevo uno da poco e l’ho usato per la prima volta da sdraiato, sull’asfalto. Ho chiamato il 118.
Avevo appena avuto un incidente con la moto, i contorni del ricordo sono sfumati dal tempo ma il sentimento centrale ce l’ho ben chiaro nella mente.
Ero terrorizzato perché il mio piede destro era letteralmente esploso dentro la scarpa squarciata e giaceva inerte in una posizione innaturale. Lo potevo vedere ma non lo riuscivo a comandare.

Nove giorni dopo mi hanno amputato la gamba, era la vigilia di Natale

Sono passati ventitré anni, allora ne avevo venti e oggi ne ho quarantatré. Posso quindi dire di aver vissuto più tempo da “disabile” che da normodotato.
Scrivo la parola “disabile” fra le virgolette perché ho sempre pensato che la disabilità fosse più qualcosa che attenesse ad una condizione mentale, piuttosto che fisica.
Chi è veramente disabile? Forse chi si sente tale. Per tutti gli altri è solo un po’ più difficile.

Ho adoperato questo tempo inseguendo il sogno di diventare uno speaker, un conduttore radiofonico e un doppiatore pubblicitario. Mi è andata bene in tutte e tre le cose. A chi stupito mi domanda come si possa anche solo pensare di vivere una vita decente con un solo piede, di solito spiego che a parte fare il bidet e pochi altri gesti, il resto dell’esistenza è perfettamente “normale”.
Guido l’automobile e la motocicletta, vado in bici tutti i giorni e vivo da solo al secondo piano di una casa che non ha l’ascensore.

Leggo con stupore gli insulti a Chiara Bordi, la bellissima diciottenne di Tarquinia candidata a Miss Italia 2018. “Ti votano perché sei storpia”, le hanno scritto sui Social.C’è qualche odiatore seriale da tastiera che pensa che la disabilità sia un valore sul quale fare leva per avere in cambio qualcosa. Come se la perdita anatomica di un arto possa in qualche modo favorire una carriera, come se il dramma di una ragazza che a dodici anni perde una gamba per via di un incidente in motorino possa essere adoperato per esigere un qualche credito nei confronti della società.
Io avevo una bella voce, l’ho usata al meglio.

Chiara è probabilmente un’anima bella in un corpo bellissimo che desidera diventare la più bella d’Italia.
Dov’è il male in tutto questo? Cosa c’è di storto nel desiderio di farsi strada?
Poteva scegliere la via più breve, quella della commiserazione.
Ma non l’ha fatto.
Chiara ha scelto di lottare con le stesse armi delle altre concorrenti e se vincerà, sarà per un merito che non riguarderà certo la sua amputazione.

Cara Chiara, non ti conosco, siamo solo “colleghi di protesi”, in due facciamo due soli piedi. Usiamoli al meglio e il mondo ne terrà conto.
Non cedere mai alla tentazione di credere che sei migliore perché hai sofferto di più, chi è più intelligente di te capirà al volo e non ti lascerà spazio.
Usa quel piede per spingere sull’acceleratore giusto, quello che ti porterà dove tu vorrai, dove i sogni sublimano in una realtà perfetta. Una realtà fatta d’amore, di senso del dovere, di spirito di abnegazione, di impegno e di costanza, di visione strategica delle cose e di sensiblità.
Ti guarderò in TV, e poi voterò la Miss che mi piace di più. Come del resto faranno tutti.
Chi odia, chi ti odia, non lo ammetterà mai ma in realtà odia prima se stesso.


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Marco De Domenico

Speaker e doppiatore pubblicitario, Marco è stato voce ufficiale di Italia Uno, di Nickelodeon e di RMC. Attualmente è la voce ufficiale di Pop, di Radio Kiss Kiss Napoli e di Radio Mc Donald’s. Presta la voce per molti brand internazionali. Insegna dizione e uso della voce presso Accademia 09 di Milano. 43 anni, single, due figli, Marco ama andare in moto, il cinema e soprattutto la musica.