Il cantautore Antonio Maggio torna con “Il Maleducato”: un’intervista
Il nuovo singolo di Antonio Maggio, “Il Maleducato,” è ora disponibile. Questa pungente e arguta canzone satirica rappresenta l’inno di una generazione che lotta per costruirsi un futuro, affidandosi unicamente alla propria determinazione e forza di volontà per crearsi uno spazio. È un invito all’azione, un incoraggiamento, una celebrazione. Scritto, composto e registrato presso lo studio “Martina’s” di Anzio da Maggio stesso, con la produzione di Alessandro Canini, il brano rappresenta un ponte tra il lavoro precedente dell’artista pugliese e le sue future pubblicazioni discografiche. “‘Il Maleducato’ descrive una festa a cui la mia generazione non è stata invitata dalle generazioni precedenti. Quindi, entriamo di forza e prendiamo ciò che ci spetta!”, spiega Maggio. La facilità di comprensione del messaggio è fondamentale per dare conforto all’ascoltatore; comunicare concetti importanti con leggerezza è stato il mio obiettivo, ispirandomi a maestri come Rino Gaetano. “Negli ultimi due anni ho scritto così tanto materiale che potrei pubblicare tre album”, confessa. Chiedendogli informazioni sul prossimo disco, Maggio risponde: “Sono così soddisfatto di questo singolo e del suo successo che non ci ho ancora pensato. In un’epoca così frammentata, desidero dare la giusta importanza a ogni nuova canzone. Probabilmente pubblicherò altri singoli prima dell’album.” Mantenendo il suo stile ironico, noto per brani come “Mi servirebbe sapere” e “Santo lunedì” (2013), Maggio si prepara a condividere anche il suo lato più intimo. Il video musicale, girato a Roma dal regista Lorenzo Catapano, presenta un’estetica vintage che rispecchia l’atmosfera della canzone. Conferma inoltre un tour estivo, con date che saranno annunciate sui suoi profili social. Parlando della sua carriera, iniziata con gli Aram Quartet (2007) e proseguita dopo la vittoria ad “X Factor”, Maggio afferma: “Sono l’unico ad aver vinto un talent con un’identità artistica per poi affermarsi con un’altra! L’esperienza con gli Aram Quartet è stata fantastica, ma si trattava di cover. Essere cantautore è completamente diverso.” Ricorda tre momenti indimenticabili: la vittoria al Festival di Sanremo 2013, l’esibizione al “Casa di Lucio” nel 2017 suonando il pianoforte di Lucio Dalla, e l’incontro con Francesco De Gregori al Premio Apollonio nel 2016. In merito ai suoi gusti musicali, Maggio cita i grandi cantautori italiani come sue principali influenze, menzionando anche Nicolò Fabi, Samuele Bersani e Daniele Silvestri. Riguardo alla trap, afferma: “Non ho un approccio specifico, non per chiusura mentale, ma perché credo si tratti di un ambito professionale diverso.”
